lunedì 22 marzo 2010

Homo faber fortunae suae?

Guardando al passato e cercando di ritrovare un filo conduttore delle mie azioni mi sono reso conto di questo:
la gran parte delle scelte della mia vita è stata determinata dal caso.

Mi sono raccontato più volte che una scelta l'ho fatta per una particolare ragione,
ma alla fine, messo di fronte alla scelta,
una combinazione di eventi casuali mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra.

Se le condizioni fossero state diverse? Sarebbe andata diversamente.

La scelta dell'università, per esempio. Il modo in cui ho trovato il lavoro. Dove ho "scelto" di vivere.

Privo di una rotta ben definita.
Privo di un timone per tenerla.
Preda dei flutti, insomma.

Poi ci sono alcune scelte (poche ma buone) che risplendono di luce.
Scelte che sento di avere ancorato a qualcosa di molto profondo.
Scelte che al cambiare del vento sono rimaste immutate.

La materia stabile dell'anima diventa centro magnetico per la vita.
Attira esperienze simili, porta a scoprire il proprio destino.
A trovare la chiave per aprire lo scrigno, nascosto in fondo al cuore.

Là dentro spero di trovare altri pezzi
di quel messaggio celeste
che riporta alla memoria il senso
della mia presenza su questa Terra.

3 commenti:

Climbe ha detto...

Sono fermamente convinto che nulla succeda per caso...gli avvenimenti si a volte lo possono essere, o meglio, casuale è il nostro "incontrarli", ma non sono invece casuali le scelte che derivano da quegli "incontri" e nemmeno le cose che ne derivano poi...anche se a volte non ne abbiamo piena coscienza!!!

Arimortis ha detto...

Un titolo di un post di questo blog declamava che "Nulla avviene per caso". deciditi.

Fede ha detto...

Cari Climbe e Arimortis, scusate il ritardo con cui vi rispondo.
In effetti i due post potrebbero sembrare una contraddizione, ma in realtà, mettendoli insieme viene fuori una cosa di questo genere: esiste una dimensione in cui nulla avviene per caso e una dimensione in cui il caso determina la nostra vita... dipende da quale dimensione stiamo vivendo. Oddio non è che detta così sia più chiara... ma il senso è quello :)