martedì 7 aprile 2009

Non di solo pane

L'impiegato modello ascolta il direttore con aria attenta.
In realtà dentro di lui si muovono pensieri e critiche.
Ma nulla traspare, com'è buona creanza...

Interviene poco, la riunione si prolunga, il direttore è prolisso.
Sembra che riempia i vuoti con parole vuote.
L'impiegato invece riempie i vuoti con pensieri negativi.
Sale l'amaro in bocca.

Alla fine della riunione l'impiegato modello ha bisogno di qualcosa di dolce:
va alla macchinetta e tira giù una bella cioccolata calda.

Arrivato a casa, sente che la giornata è andata, in qualche modo è stata persa.
Ancora quella sensazione di vuoto.
La televisione non basta a colmare.
Apre il frigo..."ecco proviamo con questo".

La bocca arraffa cibo, lo sguardo è spento sul video che parla.

E' ora di andare a dormire.
L'ora peggiore per chi sente di non aver vissuto.
Un libro può bastare a dimenticare?
Forse è meglio un sonnifero.
In fondo domani... è un altro vuoto.

Buona notte

Federico

lunedì 6 aprile 2009

Ai piedi del maestro

"Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta".

Sto leggendo un bel libro che mi ha prestato Elena, si chiama "Malattia e destino".
L'autore dice più o meno così:
la malattia è un segnale di uno squilibrio
lo squilibrio è prima di tutto spirituale
se non colgo il segnale, questo si propaga con sempre maggiore intensità nel corpo
la guarigione è un processo di riequilibrio
attraverso la guarigione mi riconcilio con una parte di me stesso.

Mi ha colpito un passaggio
"Occorre cercare il proprio maestro interiore: ci indicherà la via per la guarigione dell'anima"

La guarigione è a portata di mano.
Le risposte sono solo da riscoprire dentro di noi.
E invece perdo un sacco di tempo nelle preoccupazioni e nelle ansie quotidiane!

Lasciar stare ciò che preoccupa e sedersi a riposare ai piedi del nostro maestro interiore...
Se faccio abbastanza silenzio posso sentirlo sussurrare quello che serve alla mia vita.

Buon ascolto

Federico

domenica 5 aprile 2009

A pesca su Facebook

Sono uscito da Facebook.
Qualche minuto fa.

Sapete cosa mi hanno scritto prima di uscire?
"sei proprio sicuro di voler uscire?"
e poi un elenco di persone che conosco con scritto "a Valentina mancherai molto".
La cosa interessante è che tra gli amici conosciuti c'erano anche contatti a me sconosciuti.
La prima reazione è stata "E questo? adesso rientro e vedo chi è..."

Oggi pomeriggio, mentre metto in ordine in camera, vedo una rivista.
La sfoglio e trovo un articolo sulle esche. In senso metaforico.
Del tipo "la pubblicità utilizza esche per indurre acquisti: per i bambini le esche sono così grossolane, che quasi ci risultano ridicole, ma quelle per adulti...ci caschiamo in pieno e neanche ce ne accorgiamo".
E' proprio qui il valore dell'esca: manco te ne accorgi.

L'articolo poi finiva bene.
Recitava più o meno così.
"Diamo spazio alle cose che contano nella vita - famiglia e amici - a ciò che ci nutre nel profondo"
E nelle acque profonde, si sa, le esche non luccicano più : )

Buona profondità

Federico

venerdì 3 aprile 2009

L'ottica teatrale

A teatro per cambiare le luci in scena si utilizzano le gelatine.
Le gelatine sono sottili fogli di plastica colorata.
A seconda dei colori che mischio insieme e dell'angolazione delle luci posso creare un'atmosfera piuttosto che un'altra.

La mente è così abituata a seguire dei percorsi già prestabiliti che appena esco fuori già mi sembra di essere in un altro mondo.
In realtà mi accorgo che per il resto del tempo sono in un altro mondo. O meglio in altri mondi.

Vivo con una serie di gelatine davanti agli occhi.
A seconda di quello che accade c'è un tecnico luci che ne cambia la combinazione.
Giorno di pioggia? Gelatina triste.
Complimento insapettato? Gelatina orgogliosa.
Il problema è che il tecnico luci si fa condizionare dalle sue stesse gelatine: se mette un'atmosfera triste poi si intristisce... e chi le cambia più le gelatine?

La mente gelatinosa s'impiglia nelle maglie dell'ingranaggio.
Se tolgo il filtro che mi separa dalla realtà: gli occhi abituati a non vedere distolgono presto lo sguardo, per rifugiarsi ancora nei rassicuranti colori plastificati delle mie convinzioni.

Buona visione e buon ascolto
http://www.youtube.com/watch?v=MAN30uMp1f4

Federico

mercoledì 1 aprile 2009

Finestrelle sul mondo reale

Ho appena guardato alcuni filmati molto imbarazzanti che attestano l'idiozia del nostro primo ministro all over the world.

Mi domando: perchè le evidenze non bastano a far cambiare idea all'opinione pubblica?

L'unica risposta che mi balza in testa da qualche tempo è che siamo preda di un'induzione ipnotica molto forte, dovuta ad una massiccia esposizione alla televisione "pubblica".

Una ricerca dell'Università di Washington su un campione di 1800 bambini ha dimostrato una relazione tra sviluppo cognitivo e consumo televisivo ( più tempo passato davanti alla televisione /minore sviluppo cognitivo) in particolare nella matematica e nella lettura ed analisi di brani antologici.

La realtà percepita dopo aver visto una trasmissione piena di spot pubblicitari che dura tre ore non può essere la stessa di quella che abbiamo dopo aver visto per dieci minuti questo video:
clicca qui

Quella sensazione di insoddisfazione e voglia di cambiamento che provo non è la stessa che mi rimane dopo aver guardato una trasmissione di intrattenimento il cui fine è farmi pensare "in fondo, non va poi così male..."

Grazie internet! Finchè esistono queste finestrelle sul mondo reale, possiamo salvarci : )

Buona visione

Federico

domenica 29 marzo 2009

Ciondolo tra le onde

Sala da pranzo, coi piedi ciondoloni sulla panca, il bambino mi guarda con occhi sfuggenti.
Sfuggenti come la sua attenzione alle parole che stiamo indirizzando verso di lui.


"Se non mangi non vieni più qui..."

"non puoi giocare con gli altri bambini...""

"non avrai altro da mangiare oggi pomeriggio..."


La realtà dei fatti è che tornerà ancora, che tra poco andrà a giocare con gli altri e tra un po', a sua richiesta, riceverà anche biscotti a volontà.


Questo bambino ha dei probemi di attenzione, dei problemi di disciplina...


Mi guardo e mi dico "con che coraggio posso pensare a questo? Sono ben cieco a non vedere quanto IO sono ciondolante: quanto oscillo tra il dire e il fare, sfuggente verso i miei stessi impegni. ".


Quel bambino è lo specchio di ciò che accade anche dentro di me.

Ho bisogno di fermezza e serenità, tanto quanto ce n'è bisogno fuori.

Buona vita

Federico

venerdì 27 marzo 2009

Cartina e passante

Stiamo preparando uno spettacolo.
Seduti in cerchio, faccia a faccia, nel salone illuminato, mentre fuori è buio e silenzio.
Parliamo di argomenti importanti, che toccano ognuno di noi da vicino; alcuni fanno venire i brividi.

"Lo sapete che l'industria della carne negli Stati Uniti fa più morti delle guerre?"

"Ho letto su internet che questo farmaco è stato ritirato dal commercio perchè ha causato migliaia di morti"

"Lo sapete che cosa mettono nei wurstel di pollo?...."

"Una ricerca americana dice che l'uso di tecnologia fa regredire alcune funzioni cerebrali"

Mentre il nostro spettacolo cresce, mentre crescono le immagini, le scene divertenti, le suggestioni, i dati a disposizione... cresce anche la consapevolezza che c'è qualcosa di strutturalmente sbagliato nella notra piccola testa di uomini e donne.

Ci stanno propinando l'inverosimile con informazioni errate, induzioni ipnotiche, pressioni sociali... ogni giorno ci "massacrano" con farmaci, chimica, dipendenze... il tutto per andare nella direzione opposta a quella che la Natura ci suggerisce. E tutto questo funziona!

Appena ci prendiamo il tempo per respirare, per ossigenare il cervello e farlo ragionare sulla base di evidenze empiriche e di una sana dose di BUON SENSO, allora risulta chiaro.

Eppure.
Domani, quando per andare a Piacenza avrò bisogno di indicazioni stradali cosa farò?

Cartina e passante oppure Tom Tom?

Buon viaggio

Federico