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martedì 25 gennaio 2011
Il rossetto sulle labbra
Dopo tanto tempo abbiamo rivisto il film "Il pianeta verde".
E' uno di quei film che vanno visti almeno una volta nella vita,
ma anche due o tre.
Una visione aliena sulla nostra condizione di esseri umani,
divertente e commovente.
C'è uno scena in particolare che mi piace, e che vi consiglio: quella del rossetto...
martedì 18 gennaio 2011
L'opportunità di amare

Il portadocumenti in pelle...
odora di rientri a casa la sera, dopo una giornata di lavoro e un'ora di viaggio in pulman.
Odora di "è arrivato il babbo, tutti a mangiare"
e corse ed abbracci, mettendo i piedi sui piedi,
per camminare insieme verso la tavola apparecchiata.
Col tempo non l'ho più notato; col passare degli anni, è diventato opaco.
Lo apro e trovo questo.
"Caro papà, ho scritto una preghiera per te. Devi portarla sempre in tasca così mi sentirai vicino.
Ti ringrazio Dio di essere al riparo perchè potrei bagnarmi.
Ti ringrazio Dio per il sole e la luna perchè potrei essere cieco.
Ti ringrazio Dio per mio padre e mia madre perchè potrei essere solo.
Leggila quando sei triste, papà e quando ti manca il coraggio di andare avanti."
Quella distanza che ho sentito per anni l'ho creata io,
mentre per lui sono sempre stato vicino.
Tutto torna, nella ruota della vita,
i ruoli s'invertono...
ma l'opportunità di amare,
quella è sempre la stessa.
Il portadocumenti in pelle...
odora di rientri a casa la sera, dopo una giornata di lavoro e un'ora di viaggio in pulman.
Odora di "è arrivato il babbo, tutti a mangiare"
e corse ed abbracci, mettendo i piedi sui piedi,
per camminare insieme verso la tavola apparecchiata.
Il portadocumenti ha la pelle logora, da anni di documenti,
e metri di scrivanie e chili di responsabilità.
e metri di scrivanie e chili di responsabilità.
Col tempo non l'ho più notato; col passare degli anni, è diventato opaco.
E il gigante che lo appoggiava sul tavolo del salotto,
con gli anni, mentre io crescevo, si rimpiccioliva.
Fin quasi a perdere peso, sostanza, dignità...
Col tempo il gigante ha mostrato le sue fatiche, le sue debolezze, le sue ombre.
L'ho visto sempre più distante.
L'ho visto sempre più distante.
Oggi, che è diventato ombra del gigante d'un tempo,
oggi che sono io a insegnargli la vita,
solo oggi ritrovo quel portadocumenti,
mentre sistemo le ultime carte lasciate sul tavolo.
mentre sistemo le ultime carte lasciate sul tavolo.
Lo apro e trovo questo.
"Caro papà, ho scritto una preghiera per te. Devi portarla sempre in tasca così mi sentirai vicino.
Ti ringrazio Dio di essere al riparo perchè potrei bagnarmi.
Ti ringrazio Dio per il sole e la luna perchè potrei essere cieco.
Ti ringrazio Dio per mio padre e mia madre perchè potrei essere solo.
Leggila quando sei triste, papà e quando ti manca il coraggio di andare avanti."
Quella distanza che ho sentito per anni l'ho creata io,
mentre per lui sono sempre stato vicino.
Tutto torna, nella ruota della vita,
i ruoli s'invertono...
ma l'opportunità di amare,
quella è sempre la stessa.
domenica 10 gennaio 2010
Come un bambino
In giro con mio nipote Matteo.
Entriamo in un piccolo bar affollato,
Matteo sguscia tra le gambe appoggiate al bancone
ed entra nella saletta in fondo.
Lo raggiungo a fatica facendomi spazio.
La scena è:
tutti i tavoli occupati,
un tavolo nel centro,
solo di bambini,
Matteo si siede e si presenta
"Sono Matteo e ho cinque anni".
Io in piedi
forse è meglio andar via
non c'è posto per noi.
Guardo Matteo: è seduto con gli altri bimbi, tranquillo
vabbè dai, magari si libera un posto.
Un coppia si alza,
mi siedo e ordino un succo alla pera e una cioccolata.
Osservo, con una leggera tensione.
I bambini sono un po' freddi con Matteo
sono stupiti della sua presenza
e sembra che non lo vogliano al tavolo.
Forse è meglio se lo faccio stare al tavolo con me.
Guardo Matteo: li osserva, vuole fare amicizia, fa le domande.
ok, magari è solo il primo approccio.
C'è un bambino che lo prende in giro
uno gli ha rubato la sedia,
un'altra lo guarda male.
Lo chiamo e andiamo, sennò poi ci rimane male. Non può essere amico di tutti...
Guardo Matteo: risponde e rilancia, fa le battute, crea alleanze.
Restiamo ancora un po', magari a lui sta bene così...
Dopo pochi minuti si è creata armonia.
I bambini giocano tra loro, Matteo è contento, li chiama per nome.
Siamo fuori, in piazza e stiamo giocando tutti insieme a rincorrerci,
poi facciamo la gara a chi corre più veloce su un piede solo.
Mi sembra di essere tornato bambino...
E non ho più alcun timore
e sento la speranza, l'amore, la gioia...
Come un bambino.
Appunto.
Entriamo in un piccolo bar affollato,
Matteo sguscia tra le gambe appoggiate al bancone
ed entra nella saletta in fondo.
Lo raggiungo a fatica facendomi spazio.
La scena è:
tutti i tavoli occupati,
un tavolo nel centro,
solo di bambini,
Matteo si siede e si presenta
"Sono Matteo e ho cinque anni".
Io in piedi
forse è meglio andar via
non c'è posto per noi.
Guardo Matteo: è seduto con gli altri bimbi, tranquillo
vabbè dai, magari si libera un posto.
Un coppia si alza,
mi siedo e ordino un succo alla pera e una cioccolata.
Osservo, con una leggera tensione.
I bambini sono un po' freddi con Matteo
sono stupiti della sua presenza
e sembra che non lo vogliano al tavolo.
Forse è meglio se lo faccio stare al tavolo con me.
Guardo Matteo: li osserva, vuole fare amicizia, fa le domande.
ok, magari è solo il primo approccio.
C'è un bambino che lo prende in giro
uno gli ha rubato la sedia,
un'altra lo guarda male.
Lo chiamo e andiamo, sennò poi ci rimane male. Non può essere amico di tutti...
Guardo Matteo: risponde e rilancia, fa le battute, crea alleanze.
Restiamo ancora un po', magari a lui sta bene così...
Dopo pochi minuti si è creata armonia.
I bambini giocano tra loro, Matteo è contento, li chiama per nome.
Siamo fuori, in piazza e stiamo giocando tutti insieme a rincorrerci,
poi facciamo la gara a chi corre più veloce su un piede solo.
Mi sembra di essere tornato bambino...
E non ho più alcun timore
e sento la speranza, l'amore, la gioia...
Come un bambino.
Appunto.
martedì 10 novembre 2009
Le sabbie mobili
Si dice che l'amore non è bello se non è litigarello.
Ieri ne parlavamo io e Vale, pensando alle coppie che conosciamo:
più o meno tutti litigano,
alcuni lo fanno vedere altri no,
ma soprattutto
alcuni litigano per le stesse identiche ragioni,
magari per una vita intera...
Quando io e Vale continuiamo a litigare per lo stesso motivo,
è evidente che c'è un blocco, c'è un ostacolo che va superato.
In quel caso é veramente frustrante,
perchè sembra di essere impantanati nelle sabbie mobili,
ad ogni passo si affonda.
Il pericolo è l'adattamento.
Sento che una parte di me ci starebbe bene in quella situazione,
pur di non muovere un passo,
sarebbe disposta a fare una vita di adattamento.
Se mi guardo intorno vedo spesso coppie che si adattano,
litigi che da acuti diventano cronici,
a volte anche folcloristici,
ma comunque frutto di un adattamento:
"io non voglio cambiare e neanche tu, quindi sopportiamoci".
Una volta ho letto che c'è un metodo per uscire dalle sabbie mobili:
bisogna fare dei passi indietro, come se si salisse una scala al contrario.
Cambiare vuole dire anche fare dei passi indietro,
dei passi che ci fanno uscire dall'impantanamento
e ci portano in alto.
Litigi d'amore
Ieri ne parlavamo io e Vale, pensando alle coppie che conosciamo:
più o meno tutti litigano,
alcuni lo fanno vedere altri no,
ma soprattutto
alcuni litigano per le stesse identiche ragioni,
magari per una vita intera...
Quando io e Vale continuiamo a litigare per lo stesso motivo,
è evidente che c'è un blocco, c'è un ostacolo che va superato.
In quel caso é veramente frustrante,
perchè sembra di essere impantanati nelle sabbie mobili,
ad ogni passo si affonda.
Il pericolo è l'adattamento.
Sento che una parte di me ci starebbe bene in quella situazione,
pur di non muovere un passo,
sarebbe disposta a fare una vita di adattamento.
Se mi guardo intorno vedo spesso coppie che si adattano,
litigi che da acuti diventano cronici,
a volte anche folcloristici,
ma comunque frutto di un adattamento:
"io non voglio cambiare e neanche tu, quindi sopportiamoci".
Una volta ho letto che c'è un metodo per uscire dalle sabbie mobili:
bisogna fare dei passi indietro, come se si salisse una scala al contrario.
Cambiare vuole dire anche fare dei passi indietro,
dei passi che ci fanno uscire dall'impantanamento
e ci portano in alto.
Litigi d'amore
martedì 22 settembre 2009
Il muscolo
Durante la danza,
Shurta ci esorta
a dare costanza:
s'apre una porta.
Shurta ci esorta
a dare costanza:
s'apre una porta.
Tra i preziosi insegnamenti che ci ha donato ieri Shurta, nel corso del seminario di danze sacre, due messaggi brillavano tra tutti: cercate di migliorare costantemente, in ogni occasione, date il meglio di voi, ma senza essere troppo rigidi con voi stessi, ricordate di volervi bene.
E per far questo occorre che vi ricordiate di voi stessi, sempre e dovunque. Altrimenti rimanete preda dei vostri meccanismi, del sonno e della pigrizia...
Ricordate che esistete, ricordate il dono fantastico che è la vostra vita e il motivo per cui siete su questa Terra: crescere, evolvere.
Per ricordarsi di sè è necessario sviluppare un muscolo.
Il muscolo dell'attenzione.
Un'attenzione molto particolare, che si divide tra noi stessi e il mondo che ci circonda.
Normalmente siamo attenti a ciò che accade intorno o, molto spesso, siamo presi nei nostri pensieri. Questo ci identifica con ciò che guardiamo, con ciò che pensiamo.
Non siamo noi stessi, ma siamo i pensieri che pensiamo, la televisione che guardiamo, i discorsi che facciamo...
Altra percezione è essere nel mondo essendo in noi stessi.
Percepire il fuori e il dentro.
Contemporaneamente.
Questo stato apre la porta ad un'altra dimenione del vivere.
Grazie Shurta per avercelo ricordato : )
domenica 5 aprile 2009
A pesca su Facebook
Sono uscito da Facebook.
Qualche minuto fa.
Sapete cosa mi hanno scritto prima di uscire?
"sei proprio sicuro di voler uscire?"
e poi un elenco di persone che conosco con scritto "a Valentina mancherai molto".
La cosa interessante è che tra gli amici conosciuti c'erano anche contatti a me sconosciuti.
La prima reazione è stata "E questo? adesso rientro e vedo chi è..."
Oggi pomeriggio, mentre metto in ordine in camera, vedo una rivista.
La sfoglio e trovo un articolo sulle esche. In senso metaforico.
Del tipo "la pubblicità utilizza esche per indurre acquisti: per i bambini le esche sono così grossolane, che quasi ci risultano ridicole, ma quelle per adulti...ci caschiamo in pieno e neanche ce ne accorgiamo".
E' proprio qui il valore dell'esca: manco te ne accorgi.
L'articolo poi finiva bene.
Recitava più o meno così.
"Diamo spazio alle cose che contano nella vita - famiglia e amici - a ciò che ci nutre nel profondo"
E nelle acque profonde, si sa, le esche non luccicano più : )
Buona profondità
Federico
Qualche minuto fa.
Sapete cosa mi hanno scritto prima di uscire?
"sei proprio sicuro di voler uscire?"
e poi un elenco di persone che conosco con scritto "a Valentina mancherai molto".
La cosa interessante è che tra gli amici conosciuti c'erano anche contatti a me sconosciuti.
La prima reazione è stata "E questo? adesso rientro e vedo chi è..."
Oggi pomeriggio, mentre metto in ordine in camera, vedo una rivista.
La sfoglio e trovo un articolo sulle esche. In senso metaforico.
Del tipo "la pubblicità utilizza esche per indurre acquisti: per i bambini le esche sono così grossolane, che quasi ci risultano ridicole, ma quelle per adulti...ci caschiamo in pieno e neanche ce ne accorgiamo".
E' proprio qui il valore dell'esca: manco te ne accorgi.
L'articolo poi finiva bene.
Recitava più o meno così.
"Diamo spazio alle cose che contano nella vita - famiglia e amici - a ciò che ci nutre nel profondo"
E nelle acque profonde, si sa, le esche non luccicano più : )
Buona profondità
Federico
venerdì 12 settembre 2008
Vuoi mezza mela?
Sto leggendo un libro di Fabio Volo.
Si chiama "Un posto nel mondo".
Tra le riflessioni interessanti, ne ho trovata una sull'amore che voglio condividere con te.
L'altra metà della mela
"un giorno Zeus volendo castigare l'uomo senza distruggerlo lo tagliò in due.
Poi, per curare l'antica ferita, inviò Amore, l'amico degli uomini.
Cercando di far uno ciò che era due, Amore tentò di medicare l'umana natura.
conclusione
...essendo una metà troveremo la felicità incontrando l'altra e diventando una cosa sola..."
"certo sono d'accordo. Ma l'altra metà da trovare non è una donna"
"Come non è una donna? Vuoi dire che troverò la felicità in un uomo?"
"...l'altra metà da trovare non è una donna: sei sempre tu. E' l'altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno."
Insomma, la realtà spesso è "sto con te perchè non ho il coraggio di vivere il mio sogno e siccome neanche tu lo fai, siamo in due e mi consolo".
Quante volte viene la tentazione di pensarla così? Tutta la nostra cultura sembra spingere verso il matrimonio come tappa obbligata della vita, come punto da aggiungere nel pallottoliere della vita. Diventa fine e non mezzo....
Quanto è bello invece vivere l'amore come stimolo di crescita. Vedere nell'altro lo specchio di me stesso. Quella parte di me da scoprire, anche dolorosamente, ma che mi dà l'opportunità di vivere ogni giorno più in profondità.
E' allora che la mela d ciascuno torna intera.
Grazie Amore! : )
Buona vita
Federico
Si chiama "Un posto nel mondo".
Tra le riflessioni interessanti, ne ho trovata una sull'amore che voglio condividere con te.
L'altra metà della mela
"un giorno Zeus volendo castigare l'uomo senza distruggerlo lo tagliò in due.
Poi, per curare l'antica ferita, inviò Amore, l'amico degli uomini.
Cercando di far uno ciò che era due, Amore tentò di medicare l'umana natura.
conclusione
...essendo una metà troveremo la felicità incontrando l'altra e diventando una cosa sola..."
"certo sono d'accordo. Ma l'altra metà da trovare non è una donna"
"Come non è una donna? Vuoi dire che troverò la felicità in un uomo?"
"...l'altra metà da trovare non è una donna: sei sempre tu. E' l'altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno."
Insomma, la realtà spesso è "sto con te perchè non ho il coraggio di vivere il mio sogno e siccome neanche tu lo fai, siamo in due e mi consolo".
Quante volte viene la tentazione di pensarla così? Tutta la nostra cultura sembra spingere verso il matrimonio come tappa obbligata della vita, come punto da aggiungere nel pallottoliere della vita. Diventa fine e non mezzo....
Quanto è bello invece vivere l'amore come stimolo di crescita. Vedere nell'altro lo specchio di me stesso. Quella parte di me da scoprire, anche dolorosamente, ma che mi dà l'opportunità di vivere ogni giorno più in profondità.
E' allora che la mela d ciascuno torna intera.
Grazie Amore! : )
Buona vita
Federico
domenica 22 giugno 2008
Musica (parte seconda)
Prenditi una pausa, chiudi gli occhi, apri il cuore e ascolta questa poesia ....
Una Buona Domenica,
franca
http://www.youtube.com/watch?v=T7Hg8wO38-M
Io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo io lo so che non sono solo anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre quando da bambino lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli il ghiaccio sulle cose la tele dice che le strade son pericolose ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città è un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono che succede che si dice chi ci crede e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia
di svegliarsi e
di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete
l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che
non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
Una Buona Domenica,
franca
http://www.youtube.com/watch?v=T7Hg8wO38-M
Io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo io lo so che non sono solo anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre quando da bambino lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli il ghiaccio sulle cose la tele dice che le strade son pericolose ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città è un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono che succede che si dice chi ci crede e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia
di svegliarsi e
di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete
l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che
non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
mercoledì 20 febbraio 2008
Innamoramento e Amore
"Un giovane beduino, vagando nel deserto, capitò accanto ad un pozzo vicino al quale si trovava ad attingere acqua una ragazza bella come la luna piena.
Le si avvicinò e le disse: "Sono perdutamente innamorato di te!"
La giovane rispose: " Accanto alla sorgente c'è un'altra donna, tanto bella che io stessa non sono degna di farle da serva".
Il giovane, si voltò. Non c'era nessuno.
Allora la ragazza esclamò: "Dici d'amarmi e basta che io ti parli di un'altra donna per farti voltare... ."
(Anonimo)
Presenza o Meccanicità? Amore o Innamoramento?
Buona riflessione,
Franca
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