Difficile dire quanto bagaglio bisogna portare per un viaggio.
Soprattutto quando c'è da camminare.
Quando sono lì, con il bagaglio da fare sul letto, passo in rassegna tutto quello che vorrei portare e mi acorgo che dovrei inserire un mare di roba... persino la scatola degli scacchi sembra necessaria per godersi il viaggio.
In qual momento mi torna alla memoria che c'è da camminare, mi immagino con tutta quella roba sulle spalle e cerco di fare un po' di discrimine: cosa è realmente utile per questo viaggio?
Bene, è già qualcosa, ma non abbastanza: infatti una volta, anche dopo questa domanda, ho messo in borsa la scatola degli scacchi... :)
Ciò che penso essere utile, non sempre è realmente utile.
Ma di questo posso accorgermene solo quando inizio a sudare.
Quando la salita si fa critica, e le gambe scricciolano sotto il peso dello zaino, è necessario lasciare qualcosa, cercare l'essenziale.
Se la vita è come un viaggio, il cuore è come lo zaino: contiene tutto ciò di cui ho bisogno per vivere.
Se parto per la montagna, alcuni pesi inutili li posso vedere da subito, mentre faccio lo zaino.
Altri li posso vedere solo dopo un certo lavoro di gambe.
Perchè più la salita si fa dura, più è necessario liberare il cuore.
Buon viaggio
Federico
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lunedì 8 dicembre 2008
sabato 20 settembre 2008
Scuola guida
Mentre andavo in macchina mi è venuto da pensare...
a come la mia vita la passo a pensare...
allora mi son detto che forse era meglio ascoltare.
Uno dice "dovrebbe essere più semplice ascoltare che pensare"
Ascoltare è passivo, pensare è attivo.
no?
Invece provando a farlo mi sono accorto che quello che faccio di solito è il contrario.
Penso in maniera passiva e automatica, mentre per accorgermi di ciò che mi sta intorno, devo essere attivo.
Eh, si perchè ad ogni istante la mente torna a pensare e devo cercare di distogliere i pensieri, altrimenti mi ritrovo a parcheggiare l'auto e non mi sono neanche reso conto del viaggio.
Ho perso la musica, i colori del cielo, l'aria fresca che entra dal finestrino.
Allora da questo punto di vista, mi dico che non c'è un'attività passiva e una attiva.
La differenza è tra quando una cosa la faccio col pilota automatico e quando la faccio stando alla guida del "mezzo" (mente-cuore-corpo).
Solo che a forza di usare il pilota automatico, mi sono scordato come si fa a guidare.
Tocca tornare a scuola guida!
Buona vita
Federico
a come la mia vita la passo a pensare...
allora mi son detto che forse era meglio ascoltare.
Uno dice "dovrebbe essere più semplice ascoltare che pensare"
Ascoltare è passivo, pensare è attivo.
no?
Invece provando a farlo mi sono accorto che quello che faccio di solito è il contrario.
Penso in maniera passiva e automatica, mentre per accorgermi di ciò che mi sta intorno, devo essere attivo.
Eh, si perchè ad ogni istante la mente torna a pensare e devo cercare di distogliere i pensieri, altrimenti mi ritrovo a parcheggiare l'auto e non mi sono neanche reso conto del viaggio.
Ho perso la musica, i colori del cielo, l'aria fresca che entra dal finestrino.
Allora da questo punto di vista, mi dico che non c'è un'attività passiva e una attiva.
La differenza è tra quando una cosa la faccio col pilota automatico e quando la faccio stando alla guida del "mezzo" (mente-cuore-corpo).
Solo che a forza di usare il pilota automatico, mi sono scordato come si fa a guidare.
Tocca tornare a scuola guida!
Buona vita
Federico
sabato 13 settembre 2008
Il pane per il viaggio
"Porta itineris dicitur longissima esse"
Anche il viaggio più lungo comincia con un passo e il primo passo, si sa, è sempre quello più difficile da compiere.
In questo periodo due mie care amiche hanno compiuto il primo passo verso una nuova esperienza, verso un nuovo lavoro. Una decisione difficile, sofferta, che ha avuto bisogno di tempo.
La mente ci presenta una porta chiusa davanti al cammino.
Una volta aperta, la porta non esiste più.
La mente crea. La mente distrugge.
Le difficoltà immaginate sono come il grano passato al vaglio.
Le preoccupazioni inutili, alla prova dei fatti, volano via come la pula.
Le difficoltà reali si ridimensionano e alla fine mi rimane ciò che è reale: il grano.
Con sforzo lo macino.
Con attenzione lo impasto agli altri ingredienti.
Con pazienza lo lascio lievitare.
Con calore lo cuocio.
Sia benedetto il pane della vita!
Buona fortuna, ragazze!
Federico
Anche il viaggio più lungo comincia con un passo e il primo passo, si sa, è sempre quello più difficile da compiere.
In questo periodo due mie care amiche hanno compiuto il primo passo verso una nuova esperienza, verso un nuovo lavoro. Una decisione difficile, sofferta, che ha avuto bisogno di tempo.
La mente ci presenta una porta chiusa davanti al cammino.
Una volta aperta, la porta non esiste più.
La mente crea. La mente distrugge.
Le difficoltà immaginate sono come il grano passato al vaglio.
Le preoccupazioni inutili, alla prova dei fatti, volano via come la pula.
Le difficoltà reali si ridimensionano e alla fine mi rimane ciò che è reale: il grano.
Con sforzo lo macino.
Con attenzione lo impasto agli altri ingredienti.
Con pazienza lo lascio lievitare.
Con calore lo cuocio.
Sia benedetto il pane della vita!
Buona fortuna, ragazze!
Federico
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