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lunedì 18 gennaio 2010

E liberaci dal mattone

Vi sarà capitato, almeno una volta nelle vita,
che vi abbiamo offerto una cosa che NON vi piaceva
ma che avete accettato ugualmente.
Così, per "gentilezza".

Oggi a me è successo con un libro:
uno di quei libri da un chilo e due
che stampano le agenzie di statistica,
farcito di tabelle e grafici
e caramellato con elenchi di autori vari.

Neanche se soffrissi di insonnia lo prenderei,
eppure... c'è la gentilezza.
Quale raffinato costume morale!

Lo apprendiamo in tenera età ad opera del magico tridente,
genitori-maestri-preti,
e poi ci si attacca come la carta moschicida.
Fino all'età adulta...

"Grazie, lo leggerò"
con quel sorriso di plastica che neanche Big Jim...
E poi lo infilo direttamente nel bidone della carta.

Ieri una mia cara amica mi ha detto
"bisogna avere il coraggio della verità,
perchè la verità ci rende liberi".

Non solo ci rende liberi, ma anche leggeri!

Niente più oggetti inutili,
niente più conversazioni inutili,
niente più facce di circostanza...
tutta energia sprecata.
Per cosa poi?
Per evitare che mi giudichino male.

"no grazie, tanto non lo leggerei neanche"
che liberazione!
una semplice frase libera dal peso del mattone:
quello di carta stampata
e quello di realtà impostata.

domenica 13 dicembre 2009

Con gli occhi in mano

Luci che si spengono all'improvviso,
una campanella che risuona in lontananza,
poi sempre più vicina alle finestre,
ricolme di trepidanti attese...

Anche quest'anno la magia di S. Lucia è stata ricreata.
Un dono ai nostri bimbi,
quasi un ringraziamento a chi lo ha fatto per noi
quando quegli occhi eccitati erano i nostri.

La bocca contornata di cioccolata calda,
Anita mi guarda sorridente
"io l'ho sentita arrivare in questi giorni!
ho sentito la campanella!"
Beata gioia.

Per un attimo mi balena un dubbio:
è giusto creare l'ennesima illusione?

martedì 4 agosto 2009

Formiche rosse & co.

Mentre con foga strappo erbacce e rivolto mattoni ormai interrati,
in quell'angolo dell'orto che ci eravamo dimenticati,
succede l'inevitabile.

Nell'ombra, con i mesi, direi con gli anni,
si erano rintanati centinaia di insetti più vari.
Alcuni brutti ma innocui, come i millepiedi,
altri infingardi e aggressivi, come le formiche rosse.
Taluni addirittura non riesco neanche a vederli...
ne colgo solo le punture a tradimento.

Ad ogni mattone sollevato la luce penetra dove per anni era il buio.
Immaginate la reazione dei suddetti...

Più mi affanno a togliere ostacoli alla luce,
sgombrando barriere fossilizzate,
più le creature dell'ombra mi attaccano,
posso quasi sentirne le urla incarognite:
"lasciaci stare nell'ombra!
chi te lo fa fare di sopportare questa sofferenza
di punture e morsi? Molla il colpo"

Vado avanti.
Ho bisogno di guadagnare terreno su cui coltivare.

mercoledì 22 luglio 2009

L'ecologista pigro

Terrazza estiva, a cena con la mia vecchia cara amica Paola.
Davanti ad una buona Guinness e a delle splendide patatine al forno....
mentre il Sole calante si riflette sugli occhiali omonimi,
si rimembrano le cazzate della gioventù.

Me ne torna in mente una che illustra chiaramente un mio comportamento assolutamente meccanico, frutto del lavoro incontrastato della mia personalità...

Un tempo mi ero fatto la coscienziosa idea che avere la macchina fosse dannoso all'ambiente e mi inducesse, di per se stessa, ad inquinare.
Per cui avevo preso la ferma decisione di non utilizzarla e di lasciarla in garage.
La decisione era talmente ferma che avevo deciso persino - pensate - di lasciar scadere la polizza assicurativa della suddetta autovettura.
Non per pigrizia - sia ben inteso - ma per quella ferma decisione di cui sopra.
Ero sicuro che sarebbe stato uno stimolo ulteriore a non usarla.

Come spesso accade, però, la decisione l'aveva presa solo una parte di me, un gruppo di "io" - chiamiamoli i Verdi della situazione.

Nel frattempo, la mia mente continuava, come di consueto, a vagare in un avvicendarsi di risposte automatiche a stimoli esterni, per cui ben presto mi resi conto che, per mantenere in pace il resto dei miei "io" urlanti, avevo bisogno dell'auto.
D'altronde avevo deciso di non usarla, mica avevo deciso di cambiare tutte le mie abitudini...

Per cui chiesi la macchina a mia madre e inizia a usare quella.
Per settimane.
Qualche mese.

Finchè mi chiese, gentilmente e con tatto, se volevo per caso che me la regalasse...
Non vi dico la furia "io non voglio l'auto! Ho deciso di farcela senza! così non mi aiutate!".

Beato sonno...

domenica 5 aprile 2009

A pesca su Facebook

Sono uscito da Facebook.
Qualche minuto fa.

Sapete cosa mi hanno scritto prima di uscire?
"sei proprio sicuro di voler uscire?"
e poi un elenco di persone che conosco con scritto "a Valentina mancherai molto".
La cosa interessante è che tra gli amici conosciuti c'erano anche contatti a me sconosciuti.
La prima reazione è stata "E questo? adesso rientro e vedo chi è..."

Oggi pomeriggio, mentre metto in ordine in camera, vedo una rivista.
La sfoglio e trovo un articolo sulle esche. In senso metaforico.
Del tipo "la pubblicità utilizza esche per indurre acquisti: per i bambini le esche sono così grossolane, che quasi ci risultano ridicole, ma quelle per adulti...ci caschiamo in pieno e neanche ce ne accorgiamo".
E' proprio qui il valore dell'esca: manco te ne accorgi.

L'articolo poi finiva bene.
Recitava più o meno così.
"Diamo spazio alle cose che contano nella vita - famiglia e amici - a ciò che ci nutre nel profondo"
E nelle acque profonde, si sa, le esche non luccicano più : )

Buona profondità

Federico

venerdì 3 aprile 2009

L'ottica teatrale

A teatro per cambiare le luci in scena si utilizzano le gelatine.
Le gelatine sono sottili fogli di plastica colorata.
A seconda dei colori che mischio insieme e dell'angolazione delle luci posso creare un'atmosfera piuttosto che un'altra.

La mente è così abituata a seguire dei percorsi già prestabiliti che appena esco fuori già mi sembra di essere in un altro mondo.
In realtà mi accorgo che per il resto del tempo sono in un altro mondo. O meglio in altri mondi.

Vivo con una serie di gelatine davanti agli occhi.
A seconda di quello che accade c'è un tecnico luci che ne cambia la combinazione.
Giorno di pioggia? Gelatina triste.
Complimento insapettato? Gelatina orgogliosa.
Il problema è che il tecnico luci si fa condizionare dalle sue stesse gelatine: se mette un'atmosfera triste poi si intristisce... e chi le cambia più le gelatine?

La mente gelatinosa s'impiglia nelle maglie dell'ingranaggio.
Se tolgo il filtro che mi separa dalla realtà: gli occhi abituati a non vedere distolgono presto lo sguardo, per rifugiarsi ancora nei rassicuranti colori plastificati delle mie convinzioni.

Buona visione e buon ascolto
http://www.youtube.com/watch?v=MAN30uMp1f4

Federico

venerdì 27 marzo 2009

Cartina e passante

Stiamo preparando uno spettacolo.
Seduti in cerchio, faccia a faccia, nel salone illuminato, mentre fuori è buio e silenzio.
Parliamo di argomenti importanti, che toccano ognuno di noi da vicino; alcuni fanno venire i brividi.

"Lo sapete che l'industria della carne negli Stati Uniti fa più morti delle guerre?"

"Ho letto su internet che questo farmaco è stato ritirato dal commercio perchè ha causato migliaia di morti"

"Lo sapete che cosa mettono nei wurstel di pollo?...."

"Una ricerca americana dice che l'uso di tecnologia fa regredire alcune funzioni cerebrali"

Mentre il nostro spettacolo cresce, mentre crescono le immagini, le scene divertenti, le suggestioni, i dati a disposizione... cresce anche la consapevolezza che c'è qualcosa di strutturalmente sbagliato nella notra piccola testa di uomini e donne.

Ci stanno propinando l'inverosimile con informazioni errate, induzioni ipnotiche, pressioni sociali... ogni giorno ci "massacrano" con farmaci, chimica, dipendenze... il tutto per andare nella direzione opposta a quella che la Natura ci suggerisce. E tutto questo funziona!

Appena ci prendiamo il tempo per respirare, per ossigenare il cervello e farlo ragionare sulla base di evidenze empiriche e di una sana dose di BUON SENSO, allora risulta chiaro.

Eppure.
Domani, quando per andare a Piacenza avrò bisogno di indicazioni stradali cosa farò?

Cartina e passante oppure Tom Tom?

Buon viaggio

Federico

lunedì 23 marzo 2009

"Federicoooo, smettila di giocare e vieni su!"

Sei del pomeriggio. Campetto da calcio.

Oggi giochiamo una partitella tra amici, ma non c'ho voglia.
Con noi giocherà anche un ex calciatore di serie A.
Mi sembra di essere tornato bambino, quando non volevo giocare perchè mi vergognavo: ero scarso e non facevo mai gol.

Ci scaldiamo con qualche passaggio, ne perdo due su tre. Iniziamo bene.
Mi allaccio bene le scarpette (nuove di pacca...da due anni).
Sono piegato e guardo.
L'erba è fresca, gli alberi sono in fiore e ondeggiano al vento che mi soffia divertito nell'orecchio:
"In fondo è solo un gioco, cosa puoi perdere?"

La partita inizia.

Adesso sono stanco e felice.
Felice di quella stanchezza divertita e goduta. Come quando da bambino mi lasciavo andare al gioco e inseguivo la palla a perdifiato.
Ho tirato fuori una forza che non mi sentivo prima di iniziare, abbiamo riso, urlato versi strani, applaudito (anche ai gol degli altri)... eravamo diventati di colpo un gruppo di ragazzini che giocano nel cortile sotto casa.

In questo primo pomeriggio di primavera, se ascolto bene il vento, mi sembra anche di sentire lontano il grido di mia madre che mi chiama dal balcone...

Mamma, ho fatto anche un gol... sei contenta? : )

Un mio amico dice spesso "la mente mente"
Meglio spegnerla e giocarsi la partita fino in fondo : )

Buona partita

Federico

venerdì 13 marzo 2009

Pharmakon

Si lo ammetto, sono andato su un sito di finanza creativa.
Sapete perchè?
Insegna come investire i propri soldi in periodi di crisi.

Ho scoperto che si posso fare un sacco di soldi, soprattutto in periodi di crisi. Ovviamente questi sono i momenti in cui chi ha liquidità può diventare ancora più ricco (comprare costa meno perchè c'è di ha bisogno di vendere: case, auto, aziende, ecc) e chi ha pochi soldi e molti debiti diventa sempre più povero.
La crisi aumenta la forbice tra ricchi e poveri, insomma.

Sapete in che settore invita ad investire il sito?
Farmaci.

Incuriosito sono andato a fare un giro per il web...

Ho iniziato a vedere chi sono i giganti dell'economia mondiale sulla lista di Forbes:
1. Petrolio
2. Banche
3. Telecomunicazioni
4. Farmaci

Poi ho controllato chi guadagna di più in questo momento di crisi:
1. Petrolio
2. Farmaci

Sempre più incuriosito mi è venuto in mente di capire se in effetti c'è un aumento nel consumo di famraci e ho trovato il rapporto OsMed sul consumo di farmaci in Italia:
Dal 2000 al 2008 una media di aumento del 52% (!!!) per i farmaci gratuiti (quelli pagati con le nostre tasse attraverso il sistema sanitario nazionale).
La spesa farmaceutica annua pro capite è passata da 139,32 € del 1990 a 213 € del 2008 (+53%).

Poi ho trovato una chicca...

Allen Roses - vice presidente di Glaxo Smith Kline (azienda leader nella farmaceutica) uscì nel 2003 con questa frase.
"The vast majority of drugs - more than 90 per cent - only work in 30 or 50 per cent of the people" (fonte Indipendent)

"La stragrande maggioranza dei farmaci - più del 90% - funziona solo con il 30-50% delle persone"

Benissimo: quindi aumenta il consumo di qualcosa che non ha effetti certi su chi la prenda.

Non contento mi sono andato a vedere se per caso c'erano studi sulla pericolosità dei farmaci: ho trovato uno studio dl 2003 sul sistema americano che porta delle cifre incredibili. Il sistema medico sanitario è la principale fonte i morte negli USA e 2,2 milioni di persone hanno avuto reazioni avverse ai farmaci prescritti.

Costosi, dannosi e, per lo più, inefficaci.

Alla fine conviene investire, dico io?

Buona vita

Federico


P.S. Pharmakon in greco vuol dire sia medicamento sia veleno.

martedì 23 dicembre 2008

Regale nudità

L'Io nudo resta
col culo all'aperto
fingendosi Re.


Il vitale istinto di essere meglio degli altri, oggi che siamo lontani dai nostri antenati cacciatori/raccoglitori, non potendo provarsi sul campo, si soddisfa con il solo pensiero.
E' così che nascono innumerevoli vocine interiori che, nelle più disparte situazioni, non perdono occasione per dimotrare che "ce l'abbiamo più lungo" di qualcun'altro:
se l'avessi fatto io sarebbe stato meglio, se l'avessero affidato a me sarebbe stato più giusto, io avrei, io farei, io vorrei, io meriterei, io dimostrerei.....
e così via, in un tripudio di condizionali.

La mia vita scorre nel continuo commento interiore di ciò che vedo.
Tutta questa energia sprecata a dimostrare nella mia testa dove va a finire?

La bolletta energetica mi viene presentata a fine giornata, ed è spesso salata.
Meglio invetirle in altro...nelle piccole gioie che il mondo non si stanca mai di metterci davanti.

Quando il pensiero inutile e dannoso si trova spogliato davanti a quella cosa che possiamo chiamare coscienza...solo una risata cristallina si sente rimbombare dentro, all'altezza del cuore.
"Pensavi di essere Re e invece... mostri le chiappe, come le scimmiette del circo."

A quella voce sincera, tutte le illusioni cadono, e il re si toglie vergognoso di scena.

Diamo forza alla voce del bambino che abbiamo dentro,
che possa ridere ogni giorno gridando "...ma il Re è nudo!"

Buona vita

lunedì 15 settembre 2008

E la nebbia...

La signora è curva sulla sedia.
Una vecchia gonna a fiori, di quelle che si trovano al mercato, copre le gambe accavallate, quasi incastrate l'una sull'altra.
"Spero di tornare a casa, è chiusa da un anno ormai. C'è un signore che mi cura l'orto da quando non ci sono. Ma vorrei essere li io...son stufa di star qua dentro..."
Muove solo la testa, quando finisce la frase accenna ad un sorriso sdentato.
"ma lo so, eh" ammicca "alla fine non tornerò mica più a casa mia..."
Per un attimo, nel suo volto scorgo segni di vita. Sembra avere un lampo di lucidità.
"Alla fine andrò a vivere con i miei nipoti....appena guarisco"
Niente.

La osservo mentre parla.
Una lunga cinta azzurrognola le cinge il petto.
E' legata alla sedia.
Per non cadere, dicono.

La verità è che non guarirà. La sua malattia è stata diagnosticata dai nipoti.
La badante costa troppo, troppi sbattimenti, meglio lasciarla in casa di riposo.

La menzogna serve per farla star buona.
Fa comodo a chi deve dimenticarla.
Fa comodo a chi deve tenerla su una sedia.
In fondo fa comodo anche a lei.

E la nebbia rende opaca la realtà...

Buona vita

Federico

venerdì 5 settembre 2008

Occhio non vede...

Guido verso casa e la mano fuori dal finestrino accarezza il vento, mentre i colori della notte brillano. Il velo dei pensieri si è alzato: per qualche secondo il vero sembra più vero.

Ma dove sono stati i miei occhi per il resto della giornata?

Buona vita

Federico

lunedì 18 febbraio 2008

Il multisala è aperto 24 ore su 24

Spesso all'uscita dal cinema mi capita di sentirmi come il protagonista del film e l'atmosfera che ho respirato durante la proiezione mi rimane appiccicata per un po' di tempo. Di solito l'effetto dura qualche minuto, ma...

1996, una pungente serata di dicembre, esco dal cinema appena maggiorenne, ho finito di vedere "Trainspotting". Il giorno dopo mi raso i capelli come il protagonista e guardandomi allo specchio cerco delle somiglianze.

...quella volta è durata circa un mese!

Punto uno:
Due orette di suoni e immagini ad alta definizione si imprimono nella mente e mi condizionano per un tempo più o meno limitato, producendo in me uno stato emotivo....

Punto due:
la mente è un multisala aperto 24 ore su 24 (provare per credere)

Domanda:
se noi siamo in sala a guardare i film, chi è che li proietta?

Proviamo ad accendere le luci e scrutiamo chi c'è nella sala comandi...

Buona visione

Federico

sabato 16 febbraio 2008

I ciechi e l'elefante

Vi era in Persia una città i cui abitanti erano tutti ciechi.
Venne a passarvi un re con il suo esercito e vi piantò le tende. A fare pompa del suo prestigio, metteva in mostra un grosso e imponente elefante.
Alla gente del posto venne il desiderio di conoscere quanto il re aveva messo in mostra.
E molti di quei ciechi si recarono dall'elefante, per rendersi conto, alla maniera degli orbi, della sua forma e figura.
E non potendolo vedere con gli occhi, lo palpavano con le mani.
Chi gli toccò una parte, chi un'altra, e così ognuno ne conobbe soltanto un pezzo.
E ognuno se ne formò un'idea, ognuno legò la sua mente a un'immagine fantastica.
Quello la cui mano era caduta sull'orecchio, interrogato dagli altri intorno all'elefante, disse: "E' una forma paurosa, ruvida e larga come un tappeto".
Quello che con la mano aveva raggiunto la proboscide disse: "L'ho conosciuto bene. E' come un tubo vuoto, una cosa terribile, uno strumento di distruzione".
Colui infine che aveva toccato le massicce e formidabili gambe dell'elefante, disse: "Ha precisamente la forma di una colonna ben tornita".
Tutti avevano visto una sola parte e tutti avevano visto male.
(fiaba persiana)
Succede anche a noi "vedenti": molti degli aspetti - positivi e negativi - che ci formano e ci appartengono si nascondono alla nostra vista (o la nostra vista è così limitata..... ?).
Che fare dunque?
"Essere" "svegli".
"Essere" "presenti in presenza di sè" (non è un gioco di parole ma può diventarlo, se aiuta nell'intento).

Buon Lavoro,
Franca

domenica 27 gennaio 2008

Serve più luce

Gore Vidal disse "più una bugia è grossa, più facilmente essa verrà creduta. . . se l'opzione di non crederci è sufficientemente dolorosa. Le verità dolorose vengono di norma negate dalla mente."
Appena sveglio, mentre esco a portare fuori la plastica, guardo il cielo nuvoloso.
Ci sono strane strisce nel cielo, simili a quelle he lasciano gli aerei, con due differenze: sono scure e persistono, anzi si espandono lentamente e diventano nuvole.
Guardo meglio: ce ne sono una ventina e si incrociano perfettamente perpendicolari. Anche le nuvole sembrano seguire la stessa logica.
Scie chimiche. Ne avevo sentito parlare, ma questa mattina è la prima volta che le vedo così chiaramente e vedo tre aerei proprio mentre le stanno producendo.
Provo ad approfondire l'argomento su internet e ne escono scenari da fantascienza. Inizio ad inquietarmi...potrebbe essere una delle verità scomode di cui parlava Vidal?
Ma la domanda più importante è: quali verità scomode nasconde la mente?
Portiamo più luce all'interno e le troveremo.

Buona vita

Federico

domenica 20 gennaio 2008

Lavori in corso

Qualche tempo fa, passando per Milano, vedo il cantiere di un palazzo in ristrutturazione: è completamente ricoperto da un'armatura di ponteggi su cui è riprodotta l'immagine precisa di quello che si vedrà al termine dei lavori.
Per evitare di deturpare il paesaggio urbano con il cantiere in corso, è ormai pratica comune coprirlo con l'immagine del palazzo già finito.
Fin qui niente di nuovo...ma un piccolo cartello attira la mia attenzione: i lavori sono fermi da tre anni perchè la ditta di costruzione è fallita. In poche parole dietro alla bella immagine del palazzo antico ci sono solo macerie.
Questo episodio mi è tornato in mente ieri sera, mentre tra amici parlavamo di falsa personalità, di come spesso cerchiamo di mostrare all'esterno qualcosa di noi che manca: vogliamo dimostrare di essere forti, intelligenti, bravi, sapienti, diversi, altruisti...ma dietro la facciata abbiamo le macerie della nostra incapacità di essere quello che ci affanniamo a dimostrare.
Più energia buttiamo nell'abbellire l'impalcatura meno energia ci rimane per costruire la casa che ci sta dietro.
Proviamo a smantellare una ad una le impalcature che ricoprono la nostra vita e investiamo le nostre energie per essere quello che vogliamo veramente diventare.

Insomma, meno pennello e più cazzuola : )

Buona notte

Federico