"Non perdere l'occasione!"
"Cogli l'attimo!"
"Il treno passa una sola volta!"
Quante volte la pubblicità coglie la nostra attenzione con frasi come queste?
Probabilmente fa così presa sul nostro inconscio perchè sappiamo che ci stiamo perdendo qualcosa, ma non sappiamo bene cosa.
Ma cos'è questo treno che abbiamo continuamente la sensazione di perdere?
La nostra vita ci ha insegnato, in qualche modo, che ogni esperienza ha un tempo per esser colta.
Come gli anni che passano, le stagioni che finiscono, il Sole che muore ogni giorno.
E allo stesso modo ci ricorda che le esperienze tornano ciclicamente.
Ma non per sempre.
E allora la saggezza dell'uomo ci ripete da milleni che è meglio oggi, piuttosto che domani.
Se so già cosa voglio fare, perchè farlo domani?
Se non lo so, perchè rimandare a domani la domanda?
La parte di noi che non vuole prendere quel treno, ci dice che domani siamo sempre in tempo.
Il problema è che domani ci siamo dimenticati della destinazione, del treno e anche della stazione.
Ci riappisoliamo, nella speranza che il prossimo fischio di treno ci svegli.
Ma ogni volta il sonno è più profondo e il fischio più debole.
Vegliamo sempre, perchè non sappiamo nè il giorno nè l'ora.
Compriamo il biglietto e andiamo in stazione.
Non ho visto molti treni passare sotto casa : )
"Dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero."
Orazio
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domenica 6 febbraio 2011
sabato 6 novembre 2010
L'ovvio volante
Un'automobilista perduto, chiede ad un passante:
"Scusi, signore, mi può dire dove mi trovo?"
"Ma certo!" risponde cortese il passante
"Lei è nella sua macchina!".
Quante volte mi sfugge l'ovvio di ciò che mi circonda...
eppure l'essenziale è sempre lì,
ad aspettare paziente
che mi ricordi di me.
XX - XVI - VIIII
"Scusi, signore, mi può dire dove mi trovo?"
"Ma certo!" risponde cortese il passante
"Lei è nella sua macchina!".
Quante volte mi sfugge l'ovvio di ciò che mi circonda...
eppure l'essenziale è sempre lì,
ad aspettare paziente
che mi ricordi di me.
XX - XVI - VIIII
mercoledì 29 settembre 2010
Passaggio a miglior vita
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto;
Chi ha dato, ha dato, ha dato...
Nel motto popolare c'è una verità che vivo in questi giorni.
Chiudere con un esperienza di lavoro in cui ho dato molto e ho ricevuto molto.
Aprire con un'esperienza di lavoro nuova.
Mentre scrivo é mezzanotte:
tra oggi e domani,
nel momento del passaggio.
Un mio maestro diceva che i momenti di passaggio sono molto importanti.
Nella fase di passaggio dalla veglia al sonno e dal sonno alla veglia
sarebbe importante mantenere una certa attenzione,
una qualità della percezione che possiamo chiamare presenza.
La fase di passaggio chiude un ciclo e ne apre un altro,
ed è propio in questa fase che si concentra una certa energia:
l'energia di ciò che si è concluso e l'energia di ciò che si sta aprendo.
Nel mio caso sento l'importanza di chiudere, completare l'esperienza di lavoro passata,
portar a termine tutte quelle piccole faccende ancora inconcluse,
consegnare gli impegni ordinati nelle mani di chi mi sostituirà.
Questa compiutezza mi permette di chiudere energeticamente con l'esperienza,
raccogliere quanto è maturato e bruciare quanto è marcito,
per avere l'energia necessaria ad aprire la nuova esperienza che si offre.
E se invece di un nuovo lavoro si trattasse di una nuova vita?
XVII - XXI - XIII
Chi ha dato, ha dato, ha dato...
Nel motto popolare c'è una verità che vivo in questi giorni.
Chiudere con un esperienza di lavoro in cui ho dato molto e ho ricevuto molto.
Aprire con un'esperienza di lavoro nuova.
Mentre scrivo é mezzanotte:
tra oggi e domani,
nel momento del passaggio.
Un mio maestro diceva che i momenti di passaggio sono molto importanti.
Nella fase di passaggio dalla veglia al sonno e dal sonno alla veglia
sarebbe importante mantenere una certa attenzione,
una qualità della percezione che possiamo chiamare presenza.
La fase di passaggio chiude un ciclo e ne apre un altro,
ed è propio in questa fase che si concentra una certa energia:
l'energia di ciò che si è concluso e l'energia di ciò che si sta aprendo.
Nel mio caso sento l'importanza di chiudere, completare l'esperienza di lavoro passata,
portar a termine tutte quelle piccole faccende ancora inconcluse,
consegnare gli impegni ordinati nelle mani di chi mi sostituirà.
Questa compiutezza mi permette di chiudere energeticamente con l'esperienza,
raccogliere quanto è maturato e bruciare quanto è marcito,
per avere l'energia necessaria ad aprire la nuova esperienza che si offre.
E se invece di un nuovo lavoro si trattasse di una nuova vita?
XVII - XXI - XIII
mercoledì 26 maggio 2010
Il Transatlantico
Siamo a due.
Dopo Puzza Puzza è arrivato anche Fra-Terno, il secondo gattino.
E il bello è che ho scoperto di essere allergico ai gatti...
Che il mio inconscio mi voglia dire qualcosa? : )
Apro il libro di Medicina Analogica alla voce "allergia ai peli di animali":
"considerato che il pelo animale è morbido, caldo, avvolgente e di natura animalesca, tale allergia può comunicare simbolicamente il coinvolgimento della sfera istintiva-sessuale, componente animalesca dell'uomo."
I miei gatti fan quel che gli pare, senza remore nè menate.
Vivono in rapporto diretto con i loro desideri.
Come un marinaio su una barchetta, con il timone saldamente in mano e le gambe ammollo nell'acqua fresca e limpida.
Sarà per questo che in fondo in fondo li invidio e starnutisco?
A me sembra di essere un mozzo su un transatlantico:
troppo lontano dai comandi e troppo in alto per buttarmi in mare.
Eppure anch'io una volta avevo una barchetta a remi...
Dopo Puzza Puzza è arrivato anche Fra-Terno, il secondo gattino.
E il bello è che ho scoperto di essere allergico ai gatti...
Che il mio inconscio mi voglia dire qualcosa? : )
Apro il libro di Medicina Analogica alla voce "allergia ai peli di animali":
"considerato che il pelo animale è morbido, caldo, avvolgente e di natura animalesca, tale allergia può comunicare simbolicamente il coinvolgimento della sfera istintiva-sessuale, componente animalesca dell'uomo."
I miei gatti fan quel che gli pare, senza remore nè menate.
Vivono in rapporto diretto con i loro desideri.
Come un marinaio su una barchetta, con il timone saldamente in mano e le gambe ammollo nell'acqua fresca e limpida.
Sarà per questo che in fondo in fondo li invidio e starnutisco?
A me sembra di essere un mozzo su un transatlantico:
troppo lontano dai comandi e troppo in alto per buttarmi in mare.
Eppure anch'io una volta avevo una barchetta a remi...
venerdì 6 novembre 2009
Stato di necessità o necessità di stato?
Nel film di stasera, un vecchio tarmato, di quelli che sanno di caramelle alla menta,
vuole arrivare a tutti i costi in sudamerica e portare la sua casa sulle cascate paradiso.
Ha fatto una promessa alla moglie, prima che morisse.
Così riempie di palloncini areostatici la casa, che si solleva in volo, e raggiunge quasi subito le cascate.
Dopo venti minuti, il film potrebbe finire qui.
Lui si siede sul divano e sospira. Basta.
E adesso? Ora che ha raggiunto la meta?
Non vi sto a raccontar la trama, ma da qua partono una serie di avventure che lo cambieranno profondamente nell'animo e che gli permetteranno di tirar fuori energie nascoste.
E soprattutto lo porteranno da uno stato di apatica tristezza all'amore frizzante per l'avventura.
Nella vita è più interessante raggiungere lo stato che la meta.
Perchè lo stato aiuta a raggiungere la meta, ma il contrario no.
Eppure, che scemi, spesso pensiamo proprio così:
"dopo l'università inizia la vera vita"
"una volta sposato sarò felice"
"un figlio, un figlio si che mi porterà ad uno stato di grazia"
"Dopo la pensione, farò quello che mi pare e... sarò felice"
Sulla tomba scriveremo:
"Morto mentre cercava quello che già aveva"
vuole arrivare a tutti i costi in sudamerica e portare la sua casa sulle cascate paradiso.
Ha fatto una promessa alla moglie, prima che morisse.
Così riempie di palloncini areostatici la casa, che si solleva in volo, e raggiunge quasi subito le cascate.
Dopo venti minuti, il film potrebbe finire qui.
Lui si siede sul divano e sospira. Basta.
E adesso? Ora che ha raggiunto la meta?
Non vi sto a raccontar la trama, ma da qua partono una serie di avventure che lo cambieranno profondamente nell'animo e che gli permetteranno di tirar fuori energie nascoste.
E soprattutto lo porteranno da uno stato di apatica tristezza all'amore frizzante per l'avventura.
Nella vita è più interessante raggiungere lo stato che la meta.
Perchè lo stato aiuta a raggiungere la meta, ma il contrario no.
Eppure, che scemi, spesso pensiamo proprio così:
"dopo l'università inizia la vera vita"
"una volta sposato sarò felice"
"un figlio, un figlio si che mi porterà ad uno stato di grazia"
"Dopo la pensione, farò quello che mi pare e... sarò felice"
Sulla tomba scriveremo:
"Morto mentre cercava quello che già aveva"
giovedì 5 novembre 2009
Geometria del multisala
un attimo prima...
un attimo dopo...
restare è lo scopo.
Stasera nel salone si è parlato di leggi geometriche,
una geometria dell'anima, affascinante e utile.
Mentre vivo la mia giornata sono spesso fuori dal momento presente.
O sto immaginando cosa farò un attimo dopo, domani, tra un anno...
o, al contrario, sto ricordando qualcosa, di recente o di lontano.
Così mi capita che la mente si "incagli" in un pensiero
e ci rimanga per minuti...a volte ore.
E più si incaglia, più i miei sensi si affievoliscono,
diventano opachi, ovattati.
La mente si richiude in se stessa,
tenendo fuori la vita reale,
che continua a fluire con la sua straordinaria bellezza,
ma senza di me.
A volte vedo persone così assorte nei loro film,
che potrei sfilargli i pantaloni e neanche se ne accorgerebbero.
La metropolitana milanese ne fornisce una vasta gamma:
un'intera sfilza di multisala su due gambe,
dalle cui facce, a volte, si percepisce il tipo di film...
storia d'amore, horror, melanconico, comico, porno, intellettuale, poetico, ecc.
Vite inventate o storie passate,
scene negative o realtà edulcorate...
è meglio se restate.
un attimo dopo...
restare è lo scopo.
Stasera nel salone si è parlato di leggi geometriche,
una geometria dell'anima, affascinante e utile.
Mentre vivo la mia giornata sono spesso fuori dal momento presente.
O sto immaginando cosa farò un attimo dopo, domani, tra un anno...
o, al contrario, sto ricordando qualcosa, di recente o di lontano.
Così mi capita che la mente si "incagli" in un pensiero
e ci rimanga per minuti...a volte ore.
E più si incaglia, più i miei sensi si affievoliscono,
diventano opachi, ovattati.
La mente si richiude in se stessa,
tenendo fuori la vita reale,
che continua a fluire con la sua straordinaria bellezza,
ma senza di me.
A volte vedo persone così assorte nei loro film,
che potrei sfilargli i pantaloni e neanche se ne accorgerebbero.
La metropolitana milanese ne fornisce una vasta gamma:
un'intera sfilza di multisala su due gambe,
dalle cui facce, a volte, si percepisce il tipo di film...
storia d'amore, horror, melanconico, comico, porno, intellettuale, poetico, ecc.
Vite inventate o storie passate,
scene negative o realtà edulcorate...
è meglio se restate.
domenica 7 settembre 2008
A chi somiglia il maestro del Panda?
Sono appena tornato a casa con Vale...
Cinema: "Kung Fu Panda".
Saggia presa in giro della saggezza orientale.
Una frase ci è rimasta impressa.
"Ieri è passato, domani è un mistero...e l'OGGI è un DONO...per questo si chiama PRESENTE".
Se penso a come vivo le giornate nella mia mente, invece, il passato e il futuro sono costantemente presenti.
Gli errori o i dipiaceri di ieri mi rimangono spesso attaccati ai pensieri di oggi.
Il domani, invece che essere atteso come mistero, lo immagino, mi creo delle attese basandomi su ciò che è stato... aspettandomi che il passato si ripeta o che si avveri qualche profezia. In realtà rimango costantemente deluso.
Se invece riesco ad accettare che passato e futuro non sono reali, perchè non sono presenti, allora il presente diventa l'unica realtà da conoscere e, sotto questa luce, riesco a vederlo come un dono.
"A present" come si dice in inglese.
Buona vita
Federico
P.S.: secondo Vale il maestro del Panda è uguale spiccicato a Papa Ratzinger... : )
Cinema: "Kung Fu Panda".
Saggia presa in giro della saggezza orientale.
Una frase ci è rimasta impressa.
"Ieri è passato, domani è un mistero...e l'OGGI è un DONO...per questo si chiama PRESENTE".
Se penso a come vivo le giornate nella mia mente, invece, il passato e il futuro sono costantemente presenti.
Gli errori o i dipiaceri di ieri mi rimangono spesso attaccati ai pensieri di oggi.
Il domani, invece che essere atteso come mistero, lo immagino, mi creo delle attese basandomi su ciò che è stato... aspettandomi che il passato si ripeta o che si avveri qualche profezia. In realtà rimango costantemente deluso.
Se invece riesco ad accettare che passato e futuro non sono reali, perchè non sono presenti, allora il presente diventa l'unica realtà da conoscere e, sotto questa luce, riesco a vederlo come un dono.
"A present" come si dice in inglese.
Buona vita
Federico
P.S.: secondo Vale il maestro del Panda è uguale spiccicato a Papa Ratzinger... : )
lunedì 11 febbraio 2008
Il tempo
"Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso; buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile..... Avete paura di tutto perchè vi sapete mortali, ma tutto bramate come se foste immortali. Molte volte si sente dire: " A cinquant'anni mi ritirerò a vita privata, coi sessanta abbandonerò ogni impegno". Ma chi ti garantisce che vivrai ancora? Come puoi essere sicuro che tutto andrà nel modo previsto? E poi non ti vergogni di riservare a te solo gli avanzi della tua vita, di dedicare al tuo equilibrio interiore solo il tempo che ormai non può essere impiegato per nessuna attività? E' troppo tardi cominciare a vivere quando ormai è ora di smettere".
(Seneca, DE BREVITATE VITAE 3)
I maestri di ogni tempo non ci hanno lasciato indicazioni su come migliorare il mondo e trasformarlo in un luogo paradisiaco, i maestri di ogni tempo attraverso le loro meditazioni ci incitano e ci stimolano ancora oggi al miglioramento di noi stessi.
Occorre andare in questa direzione, impegnarci verso noi stessi per rendere la nostra esistenza una esperienza di vita piena e buona.
Franca
giovedì 31 gennaio 2008
Il Cinematografo
20:13
"Arriva il cinema!" dico a mio nipote, mentre entro in salotto con le mani occupate da tre borse e il telo sotto l'ascella. Sono sicuro che gli piacerà.
Martino mi tempesta di domande, ma sono troppo indaffarato a preparare per dargli attenzione. Dopo un po' perde interesse e si mette a fare altro, mentre cerco in ogni modo di collegare il proiettore alla televisione.
21:38
Dopo innumerevoli prove, con innumerevoli cavi, alzo la bandiera bianca. Nel frattempo Martino ha letto le favole con il babbo e si prepara ad andare a dormire.
Aspettative per la serata: tante.
Risultati: pochi.
Eppure, invece di accanirmi sui "potenti mezzi", bastava mettersi a leggere le favole.
A volte è proprio meglio cogliere quello che c'è.
Buona vita
Federico :-)
"Arriva il cinema!" dico a mio nipote, mentre entro in salotto con le mani occupate da tre borse e il telo sotto l'ascella. Sono sicuro che gli piacerà.
Martino mi tempesta di domande, ma sono troppo indaffarato a preparare per dargli attenzione. Dopo un po' perde interesse e si mette a fare altro, mentre cerco in ogni modo di collegare il proiettore alla televisione.
21:38
Dopo innumerevoli prove, con innumerevoli cavi, alzo la bandiera bianca. Nel frattempo Martino ha letto le favole con il babbo e si prepara ad andare a dormire.
Aspettative per la serata: tante.
Risultati: pochi.
Eppure, invece di accanirmi sui "potenti mezzi", bastava mettersi a leggere le favole.
A volte è proprio meglio cogliere quello che c'è.
Buona vita
Federico :-)
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