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venerdì 6 novembre 2009

Stato di necessità o necessità di stato?

Nel film di stasera, un vecchio tarmato, di quelli che sanno di caramelle alla menta,
vuole arrivare a tutti i costi in sudamerica e portare la sua casa sulle cascate paradiso.
Ha fatto una promessa alla moglie, prima che morisse.
Così riempie di palloncini areostatici la casa, che si solleva in volo, e raggiunge quasi subito le cascate.
Dopo venti minuti, il film potrebbe finire qui.
Lui si siede sul divano e sospira. Basta.
E adesso? Ora che ha raggiunto la meta?

Non vi sto a raccontar la trama, ma da qua partono una serie di avventure che lo cambieranno profondamente nell'animo e che gli permetteranno di tirar fuori energie nascoste.
E soprattutto lo porteranno da uno stato di apatica tristezza all'amore frizzante per l'avventura.

Nella vita è più interessante raggiungere lo stato che la meta.
Perchè lo stato aiuta a raggiungere la meta, ma il contrario no.

Eppure, che scemi, spesso pensiamo proprio così:
"dopo l'università inizia la vera vita"
"una volta sposato sarò felice"
"un figlio, un figlio si che mi porterà ad uno stato di grazia"
"Dopo la pensione, farò quello che mi pare e... sarò felice"

Sulla tomba scriveremo:
"Morto mentre cercava quello che già aveva"

giovedì 5 novembre 2009

Geometria del multisala

un attimo prima...
un attimo dopo...
restare è lo scopo.

Stasera nel salone si è parlato di leggi geometriche,
una geometria dell'anima, affascinante e utile.

Mentre vivo la mia giornata sono spesso fuori dal momento presente.
O sto immaginando cosa farò un attimo dopo, domani, tra un anno...
o, al contrario, sto ricordando qualcosa, di recente o di lontano.

Così mi capita che la mente si "incagli" in un pensiero
e ci rimanga per minuti...a volte ore.
E più si incaglia, più i miei sensi si affievoliscono,
diventano opachi, ovattati.
La mente si richiude in se stessa,
tenendo fuori la vita reale,
che continua a fluire con la sua straordinaria bellezza,
ma senza di me.

A volte vedo persone così assorte nei loro film,
che potrei sfilargli i pantaloni e neanche se ne accorgerebbero.
La metropolitana milanese ne fornisce una vasta gamma:
un'intera sfilza di multisala su due gambe,
dalle cui facce, a volte, si percepisce il tipo di film...
storia d'amore, horror, melanconico, comico, porno, intellettuale, poetico, ecc.

Vite inventate o storie passate,
scene negative o realtà edulcorate...
è meglio se restate.

martedì 22 settembre 2009

Il muscolo

Durante la danza,
Shurta ci esorta
a dare costanza:
s'apre una porta.

Tra i preziosi insegnamenti che ci ha donato ieri Shurta, nel corso del seminario di danze sacre, due messaggi brillavano tra tutti: cercate di migliorare costantemente, in ogni occasione, date il meglio di voi, ma senza essere troppo rigidi con voi stessi, ricordate di volervi bene.
E per far questo occorre che vi ricordiate di voi stessi, sempre e dovunque. Altrimenti rimanete preda dei vostri meccanismi, del sonno e della pigrizia...
Ricordate che esistete, ricordate il dono fantastico che è la vostra vita e il motivo per cui siete su questa Terra: crescere, evolvere.
Per ricordarsi di sè è necessario sviluppare un muscolo.
Il muscolo dell'attenzione.
Un'attenzione molto particolare, che si divide tra noi stessi e il mondo che ci circonda.
Normalmente siamo attenti a ciò che accade intorno o, molto spesso, siamo presi nei nostri pensieri. Questo ci identifica con ciò che guardiamo, con ciò che pensiamo.
Non siamo noi stessi, ma siamo i pensieri che pensiamo, la televisione che guardiamo, i discorsi che facciamo...
Altra percezione è essere nel mondo essendo in noi stessi.
Percepire il fuori e il dentro.
Contemporaneamente.
Questo stato apre la porta ad un'altra dimenione del vivere.
Grazie Shurta per avercelo ricordato : )

sabato 11 luglio 2009

La luce in garage

33 anni, ragioniere, romano.

Nei garage si mette un passamontagna e stupra donne.

Bravo ragazzo, educato.

Aveva già tentato di violentare una donna, anni fa. Arrestato poi scarcerato.

Impegnato in politica, coordinatore di un circolo del PD.

E' stato incastrato da una videocamera a circuito chiuso.
Dimostrata la sua colpevolezza con il confronto del DNA.
Incastrato dal sangue.

Il sangue: l'unica cosa che lega il ragioniere per bene allo stupratore senza scrupoli.

Di solito si rimane sconvolti da questi episodi di cronaca.
Ci colpiscono nel profondo, perchè sappiamo benissimo che anche dentro di noi ci sono un ragioniere educato e uno stupratore senza scrupoli che convivono....insieme a tanti altri.
Così nel grande, così nel piccolo.

Personalità separate da pareti divisorie della coscienza.
Unite dallo stesso sangue che scorre nelle vene.

Se riusciamo a togliere quelle pareti divisorie, la convivenza diventa impossibile.
La luce che filtra dentro di noi dirada le ombre della nostra parte più buia.
Alla luce della coscienza non è possibile coltivare le ombre del crimine, della perversione, della violenza...

Le pareti stanno in piedi perchè ci sono dei sostegni che le tengono su: giustificazioni.
"l'ho fatto perchè lei mi ha provocato..."
"sono coì perchè mio padre mi picchiava..."
"sono il frutto della società corrotta..."

Ogni giustificazione è una de-responsabilizzazione.
Ogni sforzo per essere cosciente è una presa di responsabilità per le proprie azioni.

Con me presente
i sostegni cadono,
la luce filtra.

Marco; 10, 17-18

martedì 7 luglio 2009

Riconquistare il profumo dei fiori

Qualche giorno fa, alla luce elettrica della mia scrivania.

Leggo un articolo dell'Internazionale e trovo la dimostrazione scientifica di un pensiero che mi sono fatto da un po' di tempo in qua.
I bambini sono "versioni perfezionate" dei grandi...
alla faccia di tutti quelli che sostengono il contrario!

Il cervello dei bambini è più flessibile e ha la possibilità di assorbire una quantità molto superiore di informazioni dal mondo circostante, di quanto possiamo fare normalmente noi adulti.

La mente adulta, per qualche ragione di efficienza, è selettiva: di cento stimoli ne coglie solo 2 o 3 che ritiene, per esperienza o per educazione, più utili. Il resto lo perde.

Viaggio in macchina da Milano a Crema.

Un adulto: 3 semafori rossi, 4 macchine che sorpassano, suoni indistinti dalla radio...PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI.....

Un bambino: il sole che scalda la pelle della mano, il riflesso arcobaleno sul braccio del papà, il profumo dei fiori del campo vicino, PENSIERO, il respiro, il ruvido del sedile sulle gambe nude, il suono del violino della canzone che trasmette la radio....

Morale della favola:
il bambino ha una percezione più reale del reale...l'adulto vive costantemente nei suoi pensieri, nelle sue associazioni mentali, puramente casuali.
Questo, com'è facilmente verificabile, rende i bambini più in contatto con le "faccende importanti" della vita, più attenti alla bellezza del mondo e più abili a trovare soluzioni creative ai loro problemi. Insomma, tranne particolari eccezioni, più felici di noi adulti.

Nonostante questo, noi adulti abbiamo ancora qualche chance di tornare come i bambini, di zittire per un po' quel filtro selettivo che fa dire cosa è importante e cosa no....

Zittirlo per riconquistarsi... il profumo dei fiori : )

Luca, 21; 5-6

lunedì 2 febbraio 2009

C'è crisi



L'ideogramma cinese per definire la CRISI è quello qua di fianco ed è composto da due termini:

la parte superiore vuol dire PERICOLO

la parte inferiore vuol dire OPPORTUNITA'

Ecco che i cinesi ci insegnano da millenni a scovare le opportunità fin dentro le crisi più nere. Quando il mondo intorno sembra crollare, con le sue certezze e abitudini... ci sentiamo in pericolo, cresce l'ansia collettiva...

è allora che può nascere il sospetto che forse sia meglio così! Che da un crollo del genere può rifiorire il mondo: dalle illusioni che ci avvelenano, dalle moderne idolatrie (denaro, successo, potere) possono crescere nuovi modi di vivere, di relazionarsi, di produrre benessere...

Crisi, dal greco krisis - krino, che vuol dire separare. Rappresenta una rottura col passato, un momeno di cambiamento, un momento in cui si prendono importanti decisioni.

Rompere con gli schemi passati e costruire la propria vita con coscienza.

Ecco una grande opportunità.

Buona crisi...di guarigione : )

Federico

martedì 9 dicembre 2008

Il Paese delle idee storte

E' l'ora in cui i bambini si preparano alla nanna, siamo seduti per terra e Lucia legge una storia che parla del Paese delle idee storte.
Viene da sorridere a pensare che alcune sono molto "realistiche", si potrebbero sentire al telegiornale o in qualche discussione da bar.

La forza delle idee storte è che sono un bene comune, comuni a molta gente.

Sul divano, Daniele e Lucia ci parlano di vaccinazioni, di medicine...quante idee storte ci sono in giro!
"Ho fatto il vaccino anti-influenzale e mi è venuta l'influenza...pensa se non l'avessi fatto!"
Una logica tutta sua....un po' storta...eppure diffusa.
E se poi a suggerirmela è una persona in camice bianco....anche la divisa fa la sua parte : )

Nella storia di Lucia il protagonista è il matto del villaggio...l'unico ad avere le idee chiare e dritte...
Alla fine diventa sindaco e convince tutti a provare a fare i matti per un po' di tempo.
I cittadini provano e si accorgono delle idee storte che avevano.

Come si dice: "provare per credere!" : )

Buona vita

Federico

domenica 11 maggio 2008

"Dipende, da che dipende?"

Fino a qualche anno fa, sentivo che nella mia vita c'era qualcosa che non tornava, come quella volta che mia zia fece il sugo di pomodoro con lo zucchero al posto del sale.
Mi sembrava che sfuggisse non solo il senso, ma anche il gusto della vita...

Poi, a furia di cercare, mi sono imbattuto in queste strane e interessanti constatazioni:
a) la vita scorre quotidianamente tra il sonno (circa un terzo della vita) e la veglia;
b) lo stato di veglia è comunemente ritenuto uno stato cosciente, in realtà la mente è così presa nei propri pensieri che fatica a riconoscere ciò che è, da ciò che pensa che sia;
c) tale stato semi-cosciente presuppone che esista uno stato più pienamente cosciente, in cui la mente percepisce la realtà per come è, senza interferenze;

Passo per piazza Duomo e casualmente inciampo.
Vedo due persone che stanno ridacchiando e mi guardano, inizio a pensare che stanno ridendo di me, divento insofferente, ogni risata che sento, ogni sguardo allegro penso che sia un presa in giro nei miei confronti...la giornata farà schifo....

Passo per piazza Duomo e casualmente mi arriva un bel messaggio sul cell.
Vedo due persone che stanno ridendo e sono contento, penso che la mia gioia la vedono anche gli altri, forse addirittura la trasmetto io a loro, ogni risata che sento mi carica sempre più..."la vita è bella in fondo!" mi dico e la giornata sarà luminosa....

Io sono sempre al centro dei miei pensieri...ma sono anche al centro della mia vita? Riesco a dirigerla dove voglio?

"Dipende, da che dipende?...da che punto guardi il mondo tutto dipende" diceva la canzone

Buona vita

Federico

martedì 1 aprile 2008

Spiritualità da gabinetto

Nel bagno del mio ufficio c'è un crocifisso appeso al muro.

Sono lì seduto di fronte a lui, nei miei cinque minuti canonici di "riflessione" lavorativa, e lo guardo.
E' un simbolo particolare, decisamente. Credo non siano molte le religioni che hanno come simbolo la sofferenza, la morte del loro Dio.
Ricordo una frase che mi è rimasta in testa fin da piccolo "Gesù è morto per noi, per la nostra salvezza". Non capivo bene il senso di quella frase, ma l'effetto immediato era uno: senso di colpa. Vedevo la faccia di Gesù sofferente e mi sembrava che dicesse "Guarda cosa mi tocca fare per te!"

Col tempo ho sentito parlare di sofferenza come qualcosa di positivo, come qualcosa di costruttivo: a patto che fosse una sofferenza volontaria e cosciente. Ma in quel caso si trattava dello sforzo di cambiare le vecchie abitudini, gli schemi mentali, di combattere contro quelle parti di me che mi allontanano dalla felicità: la sofferenza del cambiare.

Guardo ancora il crocifisso: adesso sembra aver cambiato volto. Sembra dire: "Fai come me! Molla tutto quello che non serve e la sofferenza si trasformerà in nuova vita". La resurrezione.

"Liberiamoci del superfluo!". Tiro lo sciacquone e sorrido.

Alla fine mi sento più leggero, perchè giù nello scarico c'è andata anche un po' di sofferenza.

Buona vita

Federico

domenica 10 febbraio 2008

La danza silenziosa degli alberi

I piedi caldi appoggiano al pavimento di legno, come radici cercano di affondare nel terreno in cerca di equilibrio e di nutrimento.
Intorno, in file ordinate, altri alberi immobili che lentamente scavano.
D'un tratto un ritmo misterioso e gli alberi iniziano a danzare, muovendo i loro rami al suono del vento.
All'inizio i rami oppongono resistenza, ma col tempo imparano a piegarsi con fiducia al fluire del vento...
E alla fine, stanchi e contenti, si godono i raggi del Sole e gli uccelli del cielo vengono a far loro visita.

Un assaggio di un seminario di danze sacre di Gurdijeff.(www.movimentidanzesacre.it)

Danzate per uscire dai vostri schemi mentali.
Danzate per ritrovare la libertà. :)

Buona vita

Federico

sabato 26 gennaio 2008

Il guerriero e il monaco

C'era una volta un guerriero che andò da un monaco molto saggio per interrogarlo.
"Monaco, dimmi dove posso trovare la porta dell'Inferno e quella del Paradiso"
"Devi essere dannatamente stupido per farmi una domanda così idiota" rise il monaco.
A queste parole il guerriero sguainò di colpo la spada, pronto a tagliare la testa del monaco.
"Ecco, questa è la porta dell'Inferno" disse il monaco.
Il guerriero in un attimo comprese e, tutto vergognoso, pose la spada a terra e si inchinò.
"Ecco, questa è la porta del Paradiso" concluse il monaco.

Si commenta da sola.

Buona vita

Federico

mercoledì 9 gennaio 2008

Essere o non essere? Dormire o pedalare?

E' mattina presto, percorro la strada che mi porta in ufficio. Sempre la stessa. Penso a quello che mi aspetterà al lavoro, ai problemi che dovrò affrontare, alle telefonate che preferirei evitare. Arrivo alla mia scrivania e, senza accorgermi, affondo nelle procedure meccaniche del lavoro: arrivano telefonate, fax, e-mail, persone, problemi...soprattutto problemi. E la sensazione è di non riuscire ad affrontarli tutti, come se mancasse il tempo.
La mia vita scorre velocemente al ritmo di una macchina in corsa senza guidatore. Perchè la realtà è che manca il guidatore: dovrei esserci io, invece c'è qualcun altro. Qualcuno che dice "ci sarà un tempo per la felicità, ma non adesso, sono troppo occupato".
Solo alla sera tardi mi ricordo di esistere, di avere dei sogni, delle speranze, dei talenti...ma ormai è ora di dormire...e paradossalmente non ho fatto altro per tutta la giornata.

E' mattina presto, percorro la strada che mi porta in ufficio. Un vento fresco ha scompigliato le chiome degli alberi, riempiendo l'aria di piccoli semi danzanti...il profumo delle brioche calde passando vicino al bar... le nuvole sono elefanti che si tengono per la coda... una poesia mi nasce nel cuore e gli occhi si inumidiscono...
"pedala più forte: questo giorno ti sorprenderà"

A presto

Federico