"Io dall'uovo
non mi muovo
se non so che cosa trovo
fuor dell'uscio
del mio guscio..."
Un pulcin così pensò,
e nel guscio si tappò
tanto ben... che soffocò.
G. Rodari
Una volta c'erano i riti di passaggio.
Prendi quattro stracci, vai nel bosco, a contatto con la natura e con le tue paure.
Se ne esci sano e salvo hai superato la prova e sei pronto ad abbracciare un'altra parte della tua vita.
Ho 33 anni e ho paura dell'ascensore.
Faccio una "fatica" incredibile per prenderlo, e la paura è ancora lì.
E' una paura che mi porto dietro da quando ero piccolo.
Son rimasto chiuso in ascensore due volte di seguito.
Poi ho deciso che basta.
E mi sono raccontato che le scale erano meglio.
Tutta salute.
Quello che mi manca evidentemente è la coscienza del passaggio.
Nel senso che quando vado in ascensore guardo ovunque...
fuorchè dentro di me.
Non sono cosciente di ciò che mi accade.
Il mantra è "adesso arriva, adesso arriva...".
Poi arriva puntuale il contrappunto "E se si fermasse adesso?"
La paura è lì, la sento e rimane ben salda.
A ben guardare, la nostra vita è piena di passaggi.
Ad ogni passaggio ci viene chiesto di mollare qualcosa per accogliere qualcos'altro.
Mi sposo e mollo la vecchia vita, le vecchie relazioni, le vecchie modalità di essere coppia,
per abbracciare una sposa per tutta la vita,
un nuovo modo di costruire relazione,
un nuovo orizzonte da guardare insieme.
Son tanti i passaggi nella nostra vita, ma pochi li riusciamo a vivere come un rito.
E un rito per essere tale ha bisogno di un briciolo di coscienza;
altrimenti rischio di non mollare il passato e accumulare,
e se accumulo non riesco ad accogliere il futuro.
Avete presente uno stitico?
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giovedì 3 febbraio 2011
sabato 13 giugno 2009
Chi d'assedio ferisce...
Una volta eravamo rimasti da soli in casa, noi piccoli e mio fratello maggiore,
e lui aveva inventato questo gioco "de paura":
correva da noi mentre giocavamo e ci diceva che stavano entrando in casa gli zingari...
Panico!!!
I giochi volavano...fuggi fuggi... l'angolo più recondito della cameretta era il nascondiglio migliore, dietro un rassicurante muro di cuscini, come scudi erti verso lo straniero, brutto e cattivo.
Il fatto è che io ci credevo veramente,
in fondo lo diceva mio fratello, sei anni più grande,
era "quasi" attendibile come un adulto, no?
Insomma, finchè non lo vedevo spuntare dalla porta della camera, non ero completamente tranquillo. E il bello era che a farlo di nuovo, ci cascavo ancora....
Mi viene questa riflessione.
L'assedio è un meccanismo di difesa assurdo:
per difendermi dal nemico, mi metto in trappola da solo!
Ancora più assurdo per me è pensare che, poichè il vero nemico è dentro di me,
alla fine non faccio altro che chiudermi in cella con il mio peggior nemico.
Me stesso.
Buona notte,
che l'alba possa vedere
solo porte spalancate
nei nostri cuori!
e lui aveva inventato questo gioco "de paura":
correva da noi mentre giocavamo e ci diceva che stavano entrando in casa gli zingari...
Panico!!!
I giochi volavano...fuggi fuggi... l'angolo più recondito della cameretta era il nascondiglio migliore, dietro un rassicurante muro di cuscini, come scudi erti verso lo straniero, brutto e cattivo.
Il fatto è che io ci credevo veramente,
in fondo lo diceva mio fratello, sei anni più grande,
era "quasi" attendibile come un adulto, no?
Insomma, finchè non lo vedevo spuntare dalla porta della camera, non ero completamente tranquillo. E il bello era che a farlo di nuovo, ci cascavo ancora....
Mi viene questa riflessione.
L'assedio è un meccanismo di difesa assurdo:
per difendermi dal nemico, mi metto in trappola da solo!
Ancora più assurdo per me è pensare che, poichè il vero nemico è dentro di me,
alla fine non faccio altro che chiudermi in cella con il mio peggior nemico.
Me stesso.
Buona notte,
che l'alba possa vedere
solo porte spalancate
nei nostri cuori!
venerdì 12 giugno 2009
Un'occasione per ballare
C'è la storia di quel tale che un giorno si rompe la gamba sinistra.
Per un mese tiene il gesso e cammina con la stampella.
Poi toglie il gesso e, per evitare di appoggiare il piede sinistro, continua a camminare con la stampella....la gamba è ancora fragile e ha paura di romperla di nuovo.
Col passare del tempo si convince che la gamba sinistra è meglio che stia li appesa, non si sa mai, e poi ormai c'ha fatto il callo alla stampella.
Finchè una sera d'estate, incontra una splendida ragazza, ad una festa.
Al suono di una musica gitana lei si avvicina e inizia a parlare.
Le sue parole sono come miele, lo sguardo è fisso sui suoi occhi, uno sguardo fiero, che sembra scrutarlo fin nel fondo dell'anima.
Senonchè ad un certo punto.... lo invita a ballare.
Rimane di ghiaccio: "Scusami, ma... non posso"
"E perchè mai?" risponde lei tanquilla.
"La gamba, non..." balbetta lui "non posso appoggiarla a terra, sai, un incidente..."
"Accidenti mi spiace, e quando è successo?"
"Vent'anni fa..."
"Ah...." sorride "direi che la frattura si è saldata a sufficienza: vieni a ballare allora?"
Abbiamo una stampella da abbandonare;
abbiamo un piede da appoggiare;
ma soprattutto,
un'occasione per ballare! : )
Per un mese tiene il gesso e cammina con la stampella.
Poi toglie il gesso e, per evitare di appoggiare il piede sinistro, continua a camminare con la stampella....la gamba è ancora fragile e ha paura di romperla di nuovo.
Col passare del tempo si convince che la gamba sinistra è meglio che stia li appesa, non si sa mai, e poi ormai c'ha fatto il callo alla stampella.
Finchè una sera d'estate, incontra una splendida ragazza, ad una festa.
Al suono di una musica gitana lei si avvicina e inizia a parlare.
Le sue parole sono come miele, lo sguardo è fisso sui suoi occhi, uno sguardo fiero, che sembra scrutarlo fin nel fondo dell'anima.
Senonchè ad un certo punto.... lo invita a ballare.
Rimane di ghiaccio: "Scusami, ma... non posso"
"E perchè mai?" risponde lei tanquilla.
"La gamba, non..." balbetta lui "non posso appoggiarla a terra, sai, un incidente..."
"Accidenti mi spiace, e quando è successo?"
"Vent'anni fa..."
"Ah...." sorride "direi che la frattura si è saldata a sufficienza: vieni a ballare allora?"
Abbiamo una stampella da abbandonare;
abbiamo un piede da appoggiare;
ma soprattutto,
un'occasione per ballare! : )
mercoledì 10 settembre 2008
Il nobile Vailati
Angela ci guarda con la sua bocca sorridente, tutta fremente di contentezza.
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
mercoledì 23 gennaio 2008
A cavallo delle onde
Pomeriggio di fine estate di qualche anno fa, sono sulla spiagge di Forte dei marmi con alcuni amici, il mare è agitato, le nubi minacciano pioggia. Nonostante le raccomandazioni, io ed alcuni amici entriamo in acqua: i cavalloni schiumano potenti e, anche se facciamo i grandi, comunque rimaniamo vicini alla riva...d'un tratto, frastuono, acqua che brucia le narici, il corpo sbalzato, senza più controllo...le mie gambe vanno contro la testa di un mio amico, sento una botta sulla schiena ma non so cos'è, annaspo tra la schiuma salata...agito le braccia a casaccio e già sento la risacca che mi trascina verso il mare aperto, mi allontana dalla riva. Mi agito ancora di più, le braccia tonfano nell'acqua e mi tengono a mala pena a galla...
Capisco, in un attimo, che se continuo così, affogo: cerco di calmarmi, scaccio i pensieri pessimisti, coordino le gambe e le braccia per cercare di nuotare verso riva. Se cavalco le onde e faccio resistenza alla risacca sarà più semplice arrivare a riva...
La mente è un mare in tempesta, le onde sono emozioni e la risacca sono preoccupazioni che rubano energia. Spesso però dimentico la preziosa lezione di quel pomeriggio.
Ricordare è possibile, ricordare è necessario...per vivere.
Buona notte
Federico
Capisco, in un attimo, che se continuo così, affogo: cerco di calmarmi, scaccio i pensieri pessimisti, coordino le gambe e le braccia per cercare di nuotare verso riva. Se cavalco le onde e faccio resistenza alla risacca sarà più semplice arrivare a riva...
La mente è un mare in tempesta, le onde sono emozioni e la risacca sono preoccupazioni che rubano energia. Spesso però dimentico la preziosa lezione di quel pomeriggio.
Ricordare è possibile, ricordare è necessario...per vivere.
Buona notte
Federico
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