Tendenzialmente,
siamo figli dei nostri genitori.
Mostriamo le orme evidenti del loro passaggio sulla nostra infanzia.
Ma facciamo di tutto per non vederle...soprattutto quelle meno piacevoli...
Per quanto riguarda i miei, per esempio,
verso i vent'anni pensavo di essere quanto di più lontano potesse esserci sulla terra.
I miei genitori erano sostanzialmente degli estranei
che avevano avuto la fortuna di condividere la casa con un mezzo genio.
Camminavo con le mie belle fette di salame sugli occhi,
nascondendo gli specchi al mio passaggio,
per non veder riflessa l'immagine dei miei cari genitori.
Oggi li riconosco.
Mi rivedo la poltronaggine, il caos,
quel gusto pieno della critica, e tante altre amenità...
Le ho nascoste per bene, s'intende.
Nelle pieghe delle maschere sociali:
le mostro soprattutto quando si chiude la porta di casa.
Ma portandomi una moglie in casa
(come non averci pensato?)
mi son riempito la casa di specchi...
XIII.III.X
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domenica 19 settembre 2010
mercoledì 26 maggio 2010
Il Transatlantico
Siamo a due.
Dopo Puzza Puzza è arrivato anche Fra-Terno, il secondo gattino.
E il bello è che ho scoperto di essere allergico ai gatti...
Che il mio inconscio mi voglia dire qualcosa? : )
Apro il libro di Medicina Analogica alla voce "allergia ai peli di animali":
"considerato che il pelo animale è morbido, caldo, avvolgente e di natura animalesca, tale allergia può comunicare simbolicamente il coinvolgimento della sfera istintiva-sessuale, componente animalesca dell'uomo."
I miei gatti fan quel che gli pare, senza remore nè menate.
Vivono in rapporto diretto con i loro desideri.
Come un marinaio su una barchetta, con il timone saldamente in mano e le gambe ammollo nell'acqua fresca e limpida.
Sarà per questo che in fondo in fondo li invidio e starnutisco?
A me sembra di essere un mozzo su un transatlantico:
troppo lontano dai comandi e troppo in alto per buttarmi in mare.
Eppure anch'io una volta avevo una barchetta a remi...
Dopo Puzza Puzza è arrivato anche Fra-Terno, il secondo gattino.
E il bello è che ho scoperto di essere allergico ai gatti...
Che il mio inconscio mi voglia dire qualcosa? : )
Apro il libro di Medicina Analogica alla voce "allergia ai peli di animali":
"considerato che il pelo animale è morbido, caldo, avvolgente e di natura animalesca, tale allergia può comunicare simbolicamente il coinvolgimento della sfera istintiva-sessuale, componente animalesca dell'uomo."
I miei gatti fan quel che gli pare, senza remore nè menate.
Vivono in rapporto diretto con i loro desideri.
Come un marinaio su una barchetta, con il timone saldamente in mano e le gambe ammollo nell'acqua fresca e limpida.
Sarà per questo che in fondo in fondo li invidio e starnutisco?
A me sembra di essere un mozzo su un transatlantico:
troppo lontano dai comandi e troppo in alto per buttarmi in mare.
Eppure anch'io una volta avevo una barchetta a remi...
domenica 8 novembre 2009
Tempo di raccolto
Festa di compleanno per mia madre.
Sono in tensione per il "cosa penseranno".
Il motivo è la torta che ho fatto con Vale ieri: spero che piaccia, ma temo che verrà criticata.
Se l'avessi fatta per i miei amici non sarei così in tensione ma: mia madre, mio padre, mio fratello.
La famiglia al completo, davanti alla nostra torta. Ed è come se sentissi che è la mia vita ad essere sotto giudizio.
Mi rendo conto che la mia famiglia fa del giudizio un'abitudine quotidiana.
E' uno dei meccanismi chiave che regola la mia vita, fin da piccolo.
Quando sono con loro continuo a criticare, interiormente ed esteriormente.
La persona che critico di più? mio padre.
La persona da cui vorrei ricevere approvazione? mio padre.
La persona a cui faccio meno complimenti? vabbè l'avete già capito...
La famiglia è la culla dei meccanismi, quelli più radicati, che si stenta quasi a vederli.
Ma è anche la culla dei nostri talenti.
Grano e gramigna abbracciati insieme fin dalla nascita.
Ma quando il grano è maturo, cosa ce ne facciamo della gramigna?
Sono in tensione per il "cosa penseranno".
Il motivo è la torta che ho fatto con Vale ieri: spero che piaccia, ma temo che verrà criticata.
Se l'avessi fatta per i miei amici non sarei così in tensione ma: mia madre, mio padre, mio fratello.
La famiglia al completo, davanti alla nostra torta. Ed è come se sentissi che è la mia vita ad essere sotto giudizio.
Mi rendo conto che la mia famiglia fa del giudizio un'abitudine quotidiana.
E' uno dei meccanismi chiave che regola la mia vita, fin da piccolo.
Quando sono con loro continuo a criticare, interiormente ed esteriormente.
La persona che critico di più? mio padre.
La persona da cui vorrei ricevere approvazione? mio padre.
La persona a cui faccio meno complimenti? vabbè l'avete già capito...
La famiglia è la culla dei meccanismi, quelli più radicati, che si stenta quasi a vederli.
Ma è anche la culla dei nostri talenti.
Grano e gramigna abbracciati insieme fin dalla nascita.
Ma quando il grano è maturo, cosa ce ne facciamo della gramigna?
martedì 28 luglio 2009
Il giorno del giudizio
Il famoso monito "sii giudizioso, figlio mio"
forse mi ha influenzato troppo.
In questo primo giorno di ritiro con i miei compagni di viaggio,
utilizzando alcuni strumenti molto appropriati per l'osservazione interiore
ho scoperto ch sono un giudicone fatto e finito.
Devo ammetterlo:
se qualche anno fa pensavo di essere l'emissario di Dio in terra
candido candido senza giudizio alcuno
in effetti ultimamente mi ero accorto
- grazie agli strumenti di cui sopra -
che "ogni tanto" sparavo qualche giudizio...
E invece, andando un po' più in profondità,
mi accorgo che i giudizi sono a raffiche di mitra.
RATARATARATARATARA
Stasera abbiamo condiviso riflessioni molto importanti sul giudizio
una delle più simpatiche è che il giudizio,
anche se pressochè inutile ad una vita cosciente,
una piccola utilità ce l'ha:
mi aiuta a vedere negli altri ciò che non mi piace di me.
La famosa trave nell'occhio...
quando nell'altro vedo anche solo una pagliuzza...
Benedetto giudizio!
forse mi ha influenzato troppo.
In questo primo giorno di ritiro con i miei compagni di viaggio,
utilizzando alcuni strumenti molto appropriati per l'osservazione interiore
ho scoperto ch sono un giudicone fatto e finito.
Devo ammetterlo:
se qualche anno fa pensavo di essere l'emissario di Dio in terra
candido candido senza giudizio alcuno
in effetti ultimamente mi ero accorto
- grazie agli strumenti di cui sopra -
che "ogni tanto" sparavo qualche giudizio...
E invece, andando un po' più in profondità,
mi accorgo che i giudizi sono a raffiche di mitra.
RATARATARATARATARA
Stasera abbiamo condiviso riflessioni molto importanti sul giudizio
una delle più simpatiche è che il giudizio,
anche se pressochè inutile ad una vita cosciente,
una piccola utilità ce l'ha:
mi aiuta a vedere negli altri ciò che non mi piace di me.
La famosa trave nell'occhio...
quando nell'altro vedo anche solo una pagliuzza...
Benedetto giudizio!
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