Quando ero piccolo,
e volevo fuggire dalle difficoltà di confrontarmi con la realtà,
mi rinchiudevo in bagno e fantasticavo.
Mi sedevo sul cesso e... dalle mattonelle si apriva un mondo parallelo.
Ogni oggetto che mi trovavo sotto mano diventava qualcosa di meraviglioso:
il tubo di cartone della carta igienica era la cloche di un'astronave, il termosifone un computer sofisticatissimo, il bagnoschiuma o l'anitra wc erano pistole laser...
Sognavo attacchi a sorpresa, guerre lampo contro robot o piani di conquista da costruire sul mio monitor, il muro di mattonelle appunto.
Sono passati anni e adesso mi sembra che i ruoli si siano invertiti.
La realtà parallela mi sono accorto che è quella che vivo ogni momento nella mia mente, è la "realtà quotidiana" con tutte le sue normali assurdità...la via di fuga non è più la fantasia, ma la vita reale.
Sento il mio respiro, sento il mondo che si muove attorno a me....e allora si apre una porta, una porta verso il reale, verso ciò che è.
Solo allora mi rendo conto profondamente che la mia vita passa in mia assenza,
dietro al muro di mattonelle della mia coscienza,
in una realtà parallela alla vita reale.
Buona vita
Federico
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sabato 6 giugno 2009
mercoledì 1 aprile 2009
Finestrelle sul mondo reale
Ho appena guardato alcuni filmati molto imbarazzanti che attestano l'idiozia del nostro primo ministro all over the world.
Mi domando: perchè le evidenze non bastano a far cambiare idea all'opinione pubblica?
L'unica risposta che mi balza in testa da qualche tempo è che siamo preda di un'induzione ipnotica molto forte, dovuta ad una massiccia esposizione alla televisione "pubblica".
Una ricerca dell'Università di Washington su un campione di 1800 bambini ha dimostrato una relazione tra sviluppo cognitivo e consumo televisivo ( più tempo passato davanti alla televisione /minore sviluppo cognitivo) in particolare nella matematica e nella lettura ed analisi di brani antologici.
La realtà percepita dopo aver visto una trasmissione piena di spot pubblicitari che dura tre ore non può essere la stessa di quella che abbiamo dopo aver visto per dieci minuti questo video:
clicca qui
Quella sensazione di insoddisfazione e voglia di cambiamento che provo non è la stessa che mi rimane dopo aver guardato una trasmissione di intrattenimento il cui fine è farmi pensare "in fondo, non va poi così male..."
Grazie internet! Finchè esistono queste finestrelle sul mondo reale, possiamo salvarci : )
Buona visione
Federico
Mi domando: perchè le evidenze non bastano a far cambiare idea all'opinione pubblica?
L'unica risposta che mi balza in testa da qualche tempo è che siamo preda di un'induzione ipnotica molto forte, dovuta ad una massiccia esposizione alla televisione "pubblica".
Una ricerca dell'Università di Washington su un campione di 1800 bambini ha dimostrato una relazione tra sviluppo cognitivo e consumo televisivo ( più tempo passato davanti alla televisione /minore sviluppo cognitivo) in particolare nella matematica e nella lettura ed analisi di brani antologici.
La realtà percepita dopo aver visto una trasmissione piena di spot pubblicitari che dura tre ore non può essere la stessa di quella che abbiamo dopo aver visto per dieci minuti questo video:
clicca qui
Quella sensazione di insoddisfazione e voglia di cambiamento che provo non è la stessa che mi rimane dopo aver guardato una trasmissione di intrattenimento il cui fine è farmi pensare "in fondo, non va poi così male..."
Grazie internet! Finchè esistono queste finestrelle sul mondo reale, possiamo salvarci : )
Buona visione
Federico
lunedì 6 ottobre 2008
Miracolo al multisala
Sono appena tornato dal cinema.
"Miracolo a Sant'Anna" di Spike Lee
Per la prima volta in vita mia vado al cinema con mia madre e mio fratello... e già ero emozionato per questo. Poi il film era toccante.
E mi toccava tanto che in alcune scene mi mordevo le dita...giuro...
So che è una finzione, eppure mi sono identificato nel film con la mente e con tutte le scarpe.
Mi sembrava di essere dentro. Quando sparavano ci mancava poco che mi spostassi anch'io per evitare le pallottole.
Poi, in rari momenti, ho sentito di essere al cinema.
Nel senso: ho sentito di esserci, di essere seduto in poltrona, di avere intorno delle persone e tutto il resto.
Ma nella maggior parte del film ero "dentro": quindi non ero presente.
Non stavo vivendo la mia vita, fatta di emozioni, sensazioni, pensieri.... ho appaltato tutto al film.
Ho delegato il film a vivere quelle due ore per me.
Non è assurdo?
E' tanto assurdo che, anche quando esco dal cinema, il multisala continua a proiettare...nella mia mente.
E non smette mai.
A meno che mi fermi e inizi a sentire di esserci, di essere dentro il mio corpo, di avere intorno dlle persone..di avere una realtà che si muove intorno e che è del tutto eccezionale.
Basta accorgersene.
E allora.... andare al cinema non serve più.
Buona vita
Federico
"Miracolo a Sant'Anna" di Spike Lee
Per la prima volta in vita mia vado al cinema con mia madre e mio fratello... e già ero emozionato per questo. Poi il film era toccante.
E mi toccava tanto che in alcune scene mi mordevo le dita...giuro...
So che è una finzione, eppure mi sono identificato nel film con la mente e con tutte le scarpe.
Mi sembrava di essere dentro. Quando sparavano ci mancava poco che mi spostassi anch'io per evitare le pallottole.
Poi, in rari momenti, ho sentito di essere al cinema.
Nel senso: ho sentito di esserci, di essere seduto in poltrona, di avere intorno delle persone e tutto il resto.
Ma nella maggior parte del film ero "dentro": quindi non ero presente.
Non stavo vivendo la mia vita, fatta di emozioni, sensazioni, pensieri.... ho appaltato tutto al film.
Ho delegato il film a vivere quelle due ore per me.
Non è assurdo?
E' tanto assurdo che, anche quando esco dal cinema, il multisala continua a proiettare...nella mia mente.
E non smette mai.
A meno che mi fermi e inizi a sentire di esserci, di essere dentro il mio corpo, di avere intorno dlle persone..di avere una realtà che si muove intorno e che è del tutto eccezionale.
Basta accorgersene.
E allora.... andare al cinema non serve più.
Buona vita
Federico
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sabato 4 ottobre 2008
Il ricordo del reale
In coda con la macchina.
All'ora del tramonto.
Le auto che si fermano e ripartono.
L'aria che entra da uno spiraglio del finestrino mi rinfresca la faccia.
Una luce rosata illumina la mia mano sul volante.
Il cielo è un telo colorato che nasconde una grande verità.
Siamo nulla in confronto alla grandezza dell'universo.
Se arrivasse adesso un asteroide, dal profondo del cosmo, annienterebbe tutto quello che ho intorno.
Le macchine, le case, le fabbriche...
le persone che conosco, le generazioni passate, la storia dell'umanità...
Eppure...
eppure, dentro di me sento che facciamo parte di quella grandezza e che c'è qualcosa che non finirà, qualcosa che tornerà a quella grandezza.
In un momento la mia "realtà" diventa un'illusione e lascia il posto al reale.
E la differenza si sente....
Buona vita
Federico
All'ora del tramonto.
Le auto che si fermano e ripartono.
L'aria che entra da uno spiraglio del finestrino mi rinfresca la faccia.
Una luce rosata illumina la mia mano sul volante.
Il cielo è un telo colorato che nasconde una grande verità.
Siamo nulla in confronto alla grandezza dell'universo.
Se arrivasse adesso un asteroide, dal profondo del cosmo, annienterebbe tutto quello che ho intorno.
Le macchine, le case, le fabbriche...
le persone che conosco, le generazioni passate, la storia dell'umanità...
Eppure...
eppure, dentro di me sento che facciamo parte di quella grandezza e che c'è qualcosa che non finirà, qualcosa che tornerà a quella grandezza.
In un momento la mia "realtà" diventa un'illusione e lascia il posto al reale.
E la differenza si sente....
Buona vita
Federico
lunedì 15 settembre 2008
E la nebbia...
La signora è curva sulla sedia.
Una vecchia gonna a fiori, di quelle che si trovano al mercato, copre le gambe accavallate, quasi incastrate l'una sull'altra.
"Spero di tornare a casa, è chiusa da un anno ormai. C'è un signore che mi cura l'orto da quando non ci sono. Ma vorrei essere li io...son stufa di star qua dentro..."
Muove solo la testa, quando finisce la frase accenna ad un sorriso sdentato.
"ma lo so, eh" ammicca "alla fine non tornerò mica più a casa mia..."
Per un attimo, nel suo volto scorgo segni di vita. Sembra avere un lampo di lucidità.
"Alla fine andrò a vivere con i miei nipoti....appena guarisco"
Niente.
La osservo mentre parla.
Una lunga cinta azzurrognola le cinge il petto.
E' legata alla sedia.
Per non cadere, dicono.
La verità è che non guarirà. La sua malattia è stata diagnosticata dai nipoti.
La badante costa troppo, troppi sbattimenti, meglio lasciarla in casa di riposo.
La menzogna serve per farla star buona.
Fa comodo a chi deve dimenticarla.
Fa comodo a chi deve tenerla su una sedia.
In fondo fa comodo anche a lei.
E la nebbia rende opaca la realtà...
Buona vita
Federico
Una vecchia gonna a fiori, di quelle che si trovano al mercato, copre le gambe accavallate, quasi incastrate l'una sull'altra.
"Spero di tornare a casa, è chiusa da un anno ormai. C'è un signore che mi cura l'orto da quando non ci sono. Ma vorrei essere li io...son stufa di star qua dentro..."
Muove solo la testa, quando finisce la frase accenna ad un sorriso sdentato.
"ma lo so, eh" ammicca "alla fine non tornerò mica più a casa mia..."
Per un attimo, nel suo volto scorgo segni di vita. Sembra avere un lampo di lucidità.
"Alla fine andrò a vivere con i miei nipoti....appena guarisco"
Niente.
La osservo mentre parla.
Una lunga cinta azzurrognola le cinge il petto.
E' legata alla sedia.
Per non cadere, dicono.
La verità è che non guarirà. La sua malattia è stata diagnosticata dai nipoti.
La badante costa troppo, troppi sbattimenti, meglio lasciarla in casa di riposo.
La menzogna serve per farla star buona.
Fa comodo a chi deve dimenticarla.
Fa comodo a chi deve tenerla su una sedia.
In fondo fa comodo anche a lei.
E la nebbia rende opaca la realtà...
Buona vita
Federico
venerdì 5 settembre 2008
Occhio non vede...
Guido verso casa e la mano fuori dal finestrino accarezza il vento, mentre i colori della notte brillano. Il velo dei pensieri si è alzato: per qualche secondo il vero sembra più vero.
Ma dove sono stati i miei occhi per il resto della giornata?
Buona vita
Federico
Ma dove sono stati i miei occhi per il resto della giornata?
Buona vita
Federico
lunedì 24 marzo 2008
E tu...sei connesso?
Nella stanza tante chiacchiere, frastuono, risate...
ma sul divano, in religioso silenzio, due bambini sono connessi ad un altra realtà.
La faccia collegata al piccolo schermo, le dita frenetiche sui tasti, le orecchie ipnotizzate da una melodia ripetitiva...gemelli, di dieci anni, stesso videogioco, stessa attenzione rapita...e intorno la stanza continua a vociare.
La madre visibilmente nervosa li richiama più volte, loro rispondono con lamenti...senza mollare lo sguardo dallo schermo...come infastiditi da una mosca, cercano di scacciare quella voce lontana con le mani... la madre usa le maniere forti e glieli strappa letteralmente di mano.
Come il cane a cui è stata tolto l'osso, si scagliano sulla madre, la spintonano, le gridano addosso, si lamentano e poi piangono.
Il nonno sentenzia "quei giochi sono come la droga!".
Passano pochi minuti.
"E' pronto in tavola!" l'attenzione della stanza passa sul cibo, mani frenetiche che afferrano, bocche sincopate che masticano, ritmi di stoviglie...
Nuova connessione?
Buona vita
Federico
ma sul divano, in religioso silenzio, due bambini sono connessi ad un altra realtà.
La faccia collegata al piccolo schermo, le dita frenetiche sui tasti, le orecchie ipnotizzate da una melodia ripetitiva...gemelli, di dieci anni, stesso videogioco, stessa attenzione rapita...e intorno la stanza continua a vociare.
La madre visibilmente nervosa li richiama più volte, loro rispondono con lamenti...senza mollare lo sguardo dallo schermo...come infastiditi da una mosca, cercano di scacciare quella voce lontana con le mani... la madre usa le maniere forti e glieli strappa letteralmente di mano.
Come il cane a cui è stata tolto l'osso, si scagliano sulla madre, la spintonano, le gridano addosso, si lamentano e poi piangono.
Il nonno sentenzia "quei giochi sono come la droga!".
Passano pochi minuti.
"E' pronto in tavola!" l'attenzione della stanza passa sul cibo, mani frenetiche che afferrano, bocche sincopate che masticano, ritmi di stoviglie...
Nuova connessione?
Buona vita
Federico
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