Stasera voglio accompagnare il sonno con le parole di una bella canzone di Battiato:
"...e quanti personaggi inutili ho indossato io
e la mia persona quanti ne ha subiti...."
Se volete ascoltarla: http://www.youtube.com/watch?v=pVhcv1J60XU
Buona notte
Matteo; 21:10-11
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martedì 14 luglio 2009
martedì 23 dicembre 2008
Regale nudità
L'Io nudo resta
col culo all'aperto
fingendosi Re.
Il vitale istinto di essere meglio degli altri, oggi che siamo lontani dai nostri antenati cacciatori/raccoglitori, non potendo provarsi sul campo, si soddisfa con il solo pensiero.
E' così che nascono innumerevoli vocine interiori che, nelle più disparte situazioni, non perdono occasione per dimotrare che "ce l'abbiamo più lungo" di qualcun'altro:
se l'avessi fatto io sarebbe stato meglio, se l'avessero affidato a me sarebbe stato più giusto, io avrei, io farei, io vorrei, io meriterei, io dimostrerei.....
e così via, in un tripudio di condizionali.
La mia vita scorre nel continuo commento interiore di ciò che vedo.
Tutta questa energia sprecata a dimostrare nella mia testa dove va a finire?
La bolletta energetica mi viene presentata a fine giornata, ed è spesso salata.
Meglio invetirle in altro...nelle piccole gioie che il mondo non si stanca mai di metterci davanti.
Quando il pensiero inutile e dannoso si trova spogliato davanti a quella cosa che possiamo chiamare coscienza...solo una risata cristallina si sente rimbombare dentro, all'altezza del cuore.
"Pensavi di essere Re e invece... mostri le chiappe, come le scimmiette del circo."
A quella voce sincera, tutte le illusioni cadono, e il re si toglie vergognoso di scena.
Diamo forza alla voce del bambino che abbiamo dentro,
che possa ridere ogni giorno gridando "...ma il Re è nudo!"
Buona vita
col culo all'aperto
fingendosi Re.
Il vitale istinto di essere meglio degli altri, oggi che siamo lontani dai nostri antenati cacciatori/raccoglitori, non potendo provarsi sul campo, si soddisfa con il solo pensiero.
E' così che nascono innumerevoli vocine interiori che, nelle più disparte situazioni, non perdono occasione per dimotrare che "ce l'abbiamo più lungo" di qualcun'altro:
se l'avessi fatto io sarebbe stato meglio, se l'avessero affidato a me sarebbe stato più giusto, io avrei, io farei, io vorrei, io meriterei, io dimostrerei.....
e così via, in un tripudio di condizionali.
La mia vita scorre nel continuo commento interiore di ciò che vedo.
Tutta questa energia sprecata a dimostrare nella mia testa dove va a finire?
La bolletta energetica mi viene presentata a fine giornata, ed è spesso salata.
Meglio invetirle in altro...nelle piccole gioie che il mondo non si stanca mai di metterci davanti.
Quando il pensiero inutile e dannoso si trova spogliato davanti a quella cosa che possiamo chiamare coscienza...solo una risata cristallina si sente rimbombare dentro, all'altezza del cuore.
"Pensavi di essere Re e invece... mostri le chiappe, come le scimmiette del circo."
A quella voce sincera, tutte le illusioni cadono, e il re si toglie vergognoso di scena.
Diamo forza alla voce del bambino che abbiamo dentro,
che possa ridere ogni giorno gridando "...ma il Re è nudo!"
Buona vita
lunedì 10 marzo 2008
Teatro di strada
Passando in macchina, in pochi secondi, vedo una scena doppia.
Sul marciapiede destro cammina un ragazzo, lo zaino in spalla e l'atteggiamento da duro.
Sul marciapiede sinistro un uomo passa con una donna, ride e gesticola con fermezza; ha l'aria di chi la sa lunga e lo vuole dimostrare.
A destra il ragazzo veste la maschera con incertezza, la maschera è ancora traballante e lascia trasparire il timore che c'è dietro.
A sinistra l'uomo ha la sicurezza dell'attore navigato, il suo personaggio è ormai saldo e la maschera ben fissata.
C'è stato un tempo in cui eravamo come il ragazzo e, nel tentativo di sembrare grandi, cercavamo le maschere giuste da indossare.
C'è un tempo in cui le maschere sono così fissate che si fa fatica a tirarle via, così abituate ad essere indossate che vengono su da sole, senza controllo: anzi il controllo ormai ce l'hanno loro.
Ci può essere un tempo in cui, liberi come bambini, ci divertiremo a scegliere che maschera indossare!
Buona vita
Federico:)
Sul marciapiede destro cammina un ragazzo, lo zaino in spalla e l'atteggiamento da duro.
Sul marciapiede sinistro un uomo passa con una donna, ride e gesticola con fermezza; ha l'aria di chi la sa lunga e lo vuole dimostrare.
A destra il ragazzo veste la maschera con incertezza, la maschera è ancora traballante e lascia trasparire il timore che c'è dietro.
A sinistra l'uomo ha la sicurezza dell'attore navigato, il suo personaggio è ormai saldo e la maschera ben fissata.
C'è stato un tempo in cui eravamo come il ragazzo e, nel tentativo di sembrare grandi, cercavamo le maschere giuste da indossare.
C'è un tempo in cui le maschere sono così fissate che si fa fatica a tirarle via, così abituate ad essere indossate che vengono su da sole, senza controllo: anzi il controllo ormai ce l'hanno loro.
Ci può essere un tempo in cui, liberi come bambini, ci divertiremo a scegliere che maschera indossare!
Buona vita
Federico:)
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