Visualizzazione post con etichetta attenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta attenzione. Mostra tutti i post

venerdì 23 gennaio 2009

Bàlia o Balìa?

"La mia vita è in balìa
delle onde del mar:
una bàlia cercar
vò per l'anima mia"
Jacopo Ferretti


Quanto più mi osservo, tanto più mi accorgo che l'attenzione della mente è quasi sempre all'esterno di me.

O per timore del giudizio: "Cosa penserà se faccio questo?" "Posso dirlo o faccio una figura di merda?" "Ecco, ho fatto la cazzata..." "Speriamo che non mi veda nessuno..."

O per giudicare: "Ma cosa cazzo dice questo?" "Basta, non ne posso più di starlo a sentire..." "Guarda questa com'è vestita!" "Ma non si vergogna?"

E più la mente sta fuori, più è in balìa degli eventi. Ogni piccolo fatterello fa scattare un pensiero, una considerazione interiore su qualcuno o su qualcosa...portandosi dietro anche l'umore.

Ieri, per esempio, ero sereno: entro in ufficio e Chiara mi dice che c'è un errore nel documento che abbiamo presentato ai Sindaci. Partono i pensieri, le preoccupazioni, i "cosa penseranno di me", i "siamo sicuri che è colpa mia o posso dare la colpa a qualcun'altro?", ecc....
Insomma l'umore è andato sotto i piedi!
Eppure fino a pochi minuti prima ero sereno....

Alla fine l'errore è stato risolto senza problemi...ma intanto lo stato di serenità è andato a farsi friggere.

La mente è come una bimba piagnona e bizzosa, ha bisogno di una bàlia che la calmi, che la faccia tornare serena e gioiosa, che le dia nutrimento e cure...e anche qualche sculacciata.

Andiamola a cercare! :)

Buona vita

Federico

martedì 28 ottobre 2008

Il signore delle mosche

Mosche ronzano
intorno alla faccia,
guai chi le scaccia


Mi accorgo che le preoccupazioni principali della mia giornata sono delle emerite cavolate.

Mi danno fastidio le lamentele dei miei colleghi, mi dà fastidio l'atteggiamento spento del mio capo, mi dà fastidio il tempo che minacci pioggia...

Poi, quando mi ricordo di restare in silenzio e ascoltare i battiti della mia vita, allora queste preoccupazioi svaniscono...

Il giorno dopo neanche me ne accorgo...eppure ci sono ancora.
Semplicemente è cambiato qualcosa.
Per un poco l'attenzione si è spostata dal fuori al dentro.
Il dentro è fiorito e il fuori è cambiato.
Anche se il mondo continua ad andare allo stesso identico bizzarro modo.

Buona vita

Federico

lunedì 13 ottobre 2008

Il prestigiatore

Sul far della sera, per le vie di Bergamo Alta...

La gente in strada nel giorno di festa.
Un uomo ed un vecchio cilindro in testa,
la barba lunga e gli occhi sfuggenti.
Sul volto un sorriso a mezzi denti:
le carte si muovono velocemente,
spariscono e tornano magicamente.

Gli occhi son tutti dove lui dice:
"guardate le mani attentamente"
la gestualità ipnotizzatrice
svia l'attenzione della gente.
Il trucco c'è ma non si capisce,
sta nella mente di chi si stupisce.


Buona vita

Federico

sabato 20 settembre 2008

Scuola guida

Mentre andavo in macchina mi è venuto da pensare...
a come la mia vita la passo a pensare...
allora mi son detto che forse era meglio ascoltare.

Uno dice "dovrebbe essere più semplice ascoltare che pensare"
Ascoltare è passivo, pensare è attivo.
no?

Invece provando a farlo mi sono accorto che quello che faccio di solito è il contrario.
Penso in maniera passiva e automatica, mentre per accorgermi di ciò che mi sta intorno, devo essere attivo.
Eh, si perchè ad ogni istante la mente torna a pensare e devo cercare di distogliere i pensieri, altrimenti mi ritrovo a parcheggiare l'auto e non mi sono neanche reso conto del viaggio.
Ho perso la musica, i colori del cielo, l'aria fresca che entra dal finestrino.

Allora da questo punto di vista, mi dico che non c'è un'attività passiva e una attiva.
La differenza è tra quando una cosa la faccio col pilota automatico e quando la faccio stando alla guida del "mezzo" (mente-cuore-corpo).

Solo che a forza di usare il pilota automatico, mi sono scordato come si fa a guidare.

Tocca tornare a scuola guida!

Buona vita

Federico

lunedì 19 maggio 2008

Nel buio degli ingranaggi...d'un tratto una luce

"Stasera ho un appuntamento importante. E' meglio se parto alle cinque e mezza per arrivare in tempo a Milano: Vale ha il saggio di canto alle sette ed è la quarta a cantare".

Dico dentro di me mentre sono in ufficio.
Sembrerà strano, ma mi è difficile uscire dall'ufficio...e iniziano ad intrufolarsi alcuni pensieri del tutto speciali, chiamiamole "giustificazioni interiori". Come queste...

17:30 "adesso mando l'ultima mail e poi vado, è giusto finire prima di andare";

17:35 "mi sono accorto che c'è anche il verbale da finire e spedire, cosa faccio? Se non lo mando stasera sono in ritardo...lo avevo promesso, che figura ci faccio"

17:45 "accidenti è tardi...però se corro un po' riesco ad arrivare in tempo...e poi alle cinque e mezza era troppo presto, se parto alle sei arrivo giusto giusto."

17:55 "mi sa che trovo coda perchè sta piovendo...ma no, chi l'ha detto, ci sarà il solito traffico"

18:00 "non arriverò mai in orario! però tanto non iniziano mai in orario..."

18:10 "Porc! Lo sapevo che avrei trovato coda! Perchè non sono partito prima!?! Comunque se Vale si fa spostare e cambia ordine alla scaletta dovrei arrivare in tempo per ascoltarla."

19:45 arrivo di corsa nella sala. sento applaudire. Ha appena finito....

Le giustificazioni interiori sono gli ostacoli che mi impediscono di essere come vorrei. Ci tengo a sentir cantare Vale, il mio cuore mi spinge verso questo... ma la mente preferisce rimanere nel comodo binario del tran tran quotidiano: uscire dall'ufficio per andare da lei rappresenta uno sforzo.

Di fronte al contrasto la giustificazione scatta meccanicamente e funge da ammortizzatore: una delle sue parole d'ordine è il "però". "dovrei andare adesso per arrivare in orario, però..." "sarebbe utile alzarsi dal letto presto, però..." "adesso dovrei studiare, però..."
Il "però"smorza la contraddizione, rende tutto apparentemente coerente, ma in realtà nasconde le mie profonde motivazioni, aprendo la porta alle parti peggiori di me: pigrizia, egoismo, paura, preoccupazione, ecc
E così se avevo deciso che la mia giornata sarebbe andata in un modo...alla fine mi ritrovo da un'altra parte. E' un meccanismo automatico che mi riporta sempre sui consueti binari.

Se porto più luce nei miei meccanismi mentali, posso vedere le mie giustificazioni e cercare di bloccarle. Questo mi permette di vedere le contraddizioni che stanno dietro e in me si può produrre uno stato del tutto nuovo in cui posso decidere che direzione dare alla mia giornata.

Portare attenzione e osservare... la vita ci può riservare delle sorprese : )

Buona vita

Federico