Secondo la tradizione indiana, l'Atman (anima) passa da un corpo all'altro, da una vita all'altra.
Ad ogni vita ha l'opportunità di imparare qualcosa.
Sempre secondo gli indiani,
quando l'anima riesce a raggiungere l'illuminazione,
ha la possibilità di liberarsi dal ciclo di vite e di sciogliersi in Dio.
Quello sciogliersi che ha descritto così bene il nostro Dante nel canto XXXIII.
Diverse culture parlano di questa migrazione di anima.
E un aspetto, secondo me, interessante è che taluni hanno identificato anche degli stadi di evoluzione prima di arrivare al fatidico "sciogliersi in Dio".
Guarda caso 7 stadi: 3 statici e 4 dinamici.
Il primo passo è riconoscere la propria situazione.
Gettare un occhio sulla propria condizione umana.
Come spesso accade, il primo passo può rivelarsi il più difficile.
Difficile accettare di essere fermi, in uno stadio statico, quando si crede di essere in movimento.
E' un po' come quando, a treno fermo, si muove il treno di fianco...
vien subito da pensare che siamo noi a muoverci : )
Eppur
compiuto il primo passo,
anche se lasso e in salita,
s'apre, tra le nubi, il Sol.
Marco; 12, 22-25
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giovedì 9 luglio 2009
martedì 16 giugno 2009
Chiacchierando con la spalla sinistra...
L'anima chiama,
ma nessuno l'ascolta?
Diventa corpo.
"Lucia mi fa malissimo la spalla sinistra..."
"Che cos'hai?"
"Mi sento tutti i muscoli tirati!"
"Allora lascia andare..."
"..."
"Non sto dicendo per dire...lascia andare in senso lato"
"..."
"Prova a meditare su cosa può essere"
"ah"
Lucia è una mia cara amica, insegnante di massaggio ayurvedico.
Avrei preferito un "vieni qua che ti sciolgo i muscoli",
ma siccome è brava mi ha lanciato un altro messaggio.
Alla fine ho meditato (o per lo meno ci ho provato)
e qualche immagine interessante è venuta.
Ho provato a lasciar andare la spalla, a lasciarla parlare...
ebbene si, il corpo può parlarci (e ne avrebbe di cose da dirci!)
E di cose interessanti me ne ha dette, in merito al dolore di cui sopra.
Comunque tra le varie, una riflessione interessante che vorrei condividere è stata questa:
il corpo parla per conto di qualcun altro.
Chiamatela anima, chiamatela inconscio o parte profonda o scintilla di infinito...
sta di fatto che percepisco una parte di me ancorata al principio primordiale (e qua coi nomi ci sbizzarriamo)
e questa parte mi fa capire più volte quando le cose nella mia vita non vanno nel verso giusto:
all'inizio è un'intuizione fugace,
poi un disagio sottile,
un malessere inspiegabile,
una tristezza profonda...
finchè cresce, cresce e si fa corpo,
prurito, fastidio, dolorino.... dolore lancinante!
Insomma prestiamo orecchio ai messaggi dell'anima
perchè prima lo facciamo, meglio è : )
ma nessuno l'ascolta?
Diventa corpo.
"Lucia mi fa malissimo la spalla sinistra..."
"Che cos'hai?"
"Mi sento tutti i muscoli tirati!"
"Allora lascia andare..."
"..."
"Non sto dicendo per dire...lascia andare in senso lato"
"..."
"Prova a meditare su cosa può essere"
"ah"
Lucia è una mia cara amica, insegnante di massaggio ayurvedico.
Avrei preferito un "vieni qua che ti sciolgo i muscoli",
ma siccome è brava mi ha lanciato un altro messaggio.
Alla fine ho meditato (o per lo meno ci ho provato)
e qualche immagine interessante è venuta.
Ho provato a lasciar andare la spalla, a lasciarla parlare...
ebbene si, il corpo può parlarci (e ne avrebbe di cose da dirci!)
E di cose interessanti me ne ha dette, in merito al dolore di cui sopra.
Comunque tra le varie, una riflessione interessante che vorrei condividere è stata questa:
il corpo parla per conto di qualcun altro.
Chiamatela anima, chiamatela inconscio o parte profonda o scintilla di infinito...
sta di fatto che percepisco una parte di me ancorata al principio primordiale (e qua coi nomi ci sbizzarriamo)
e questa parte mi fa capire più volte quando le cose nella mia vita non vanno nel verso giusto:
all'inizio è un'intuizione fugace,
poi un disagio sottile,
un malessere inspiegabile,
una tristezza profonda...
finchè cresce, cresce e si fa corpo,
prurito, fastidio, dolorino.... dolore lancinante!
Insomma prestiamo orecchio ai messaggi dell'anima
perchè prima lo facciamo, meglio è : )
martedì 16 dicembre 2008
Il gardino murato
Quando tengo in mano mio nipote Tommaso, sento la sua presenza limpida.
Il suo stare al mondo è pieno di saggezza.
Il suo corpo è colmo di gioia fin dentro ogni cellula.
I suoi occhi rivelano un'anima antica.
Tant'è che a volte, quando lo tengo al petto e lo guardo, e i suoi occhi incrociano i miei, per un attimo non so più se sto guardando mio nipote o mio nonno.
L'anima col tempo viene imprigionata tra le mura della mente, la luce che un tempo rischiarava la coscienza diverrà lumicino e le tenebre regneranno sul giardino del cuore.
Finchè un canto, dal profondo, tornerà ad infiammare e a gettare luce su tutto quello che nel buio è cresciuto intorno: rovi, muri, erbacce...
Alcune piante alla luce moriranno, altre avranno bisogno del fuoco vivo per essere estirpate...
finchè il giardino del cuore tornerà a risplendere del verde rigoglioso della vita.
E ciò che doveva compiersi si sarà compiuto.
Buona vita
Federico
Il suo stare al mondo è pieno di saggezza.
Il suo corpo è colmo di gioia fin dentro ogni cellula.
I suoi occhi rivelano un'anima antica.
Tant'è che a volte, quando lo tengo al petto e lo guardo, e i suoi occhi incrociano i miei, per un attimo non so più se sto guardando mio nipote o mio nonno.
L'anima col tempo viene imprigionata tra le mura della mente, la luce che un tempo rischiarava la coscienza diverrà lumicino e le tenebre regneranno sul giardino del cuore.
Finchè un canto, dal profondo, tornerà ad infiammare e a gettare luce su tutto quello che nel buio è cresciuto intorno: rovi, muri, erbacce...
Alcune piante alla luce moriranno, altre avranno bisogno del fuoco vivo per essere estirpate...
finchè il giardino del cuore tornerà a risplendere del verde rigoglioso della vita.
E ciò che doveva compiersi si sarà compiuto.
Buona vita
Federico
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