Visualizzazione post con etichetta pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri. Mostra tutti i post

sabato 20 settembre 2008

Scuola guida

Mentre andavo in macchina mi è venuto da pensare...
a come la mia vita la passo a pensare...
allora mi son detto che forse era meglio ascoltare.

Uno dice "dovrebbe essere più semplice ascoltare che pensare"
Ascoltare è passivo, pensare è attivo.
no?

Invece provando a farlo mi sono accorto che quello che faccio di solito è il contrario.
Penso in maniera passiva e automatica, mentre per accorgermi di ciò che mi sta intorno, devo essere attivo.
Eh, si perchè ad ogni istante la mente torna a pensare e devo cercare di distogliere i pensieri, altrimenti mi ritrovo a parcheggiare l'auto e non mi sono neanche reso conto del viaggio.
Ho perso la musica, i colori del cielo, l'aria fresca che entra dal finestrino.

Allora da questo punto di vista, mi dico che non c'è un'attività passiva e una attiva.
La differenza è tra quando una cosa la faccio col pilota automatico e quando la faccio stando alla guida del "mezzo" (mente-cuore-corpo).

Solo che a forza di usare il pilota automatico, mi sono scordato come si fa a guidare.

Tocca tornare a scuola guida!

Buona vita

Federico

giovedì 24 luglio 2008

Il gioco del secchio d'acqua

Quando ero piccolo c'erano alcuni fenomeni che mi sembravano magici: per esempio il gioco del secchio d'acqua, avete presente?

Si prende un secchio e lo si riempie d'acqua, poi si lega una corda e si inizia a girare.
Piano piano il secchio sale e l'acqua non cade dal secchio!
e più si dà spinta, più il secchio si alza, finchè si mette in posizione sdraiata e l'acqua è ancora li!
Miracoloso...eccone un'immagine esplicativa.

Poi da grande mi hanno spiegato che si trattava della forza centrifuga. Ma a quel punto il tutto aveva perso di interesse per me. Non aveva la stessa magia.

Oggi invece ero a pranzo con Franca e mi è venuto ancora in mente. Stavamo parlando di un fenomeno simile che succede nella nostra mente.

Il secchio con l'acqua rappresenta il livello delle mie frequenze cerebrali.
E ogni pensiero è una spinta che dò al secchio.
Nella situazione "naturale" il secchio dovrebbe tendere verso il basso: frequenze profonde, in contatto con la terra.
Ma normalmente la mia mente è piena di pensieri che fanno girare il secchio.
E a volte gira così tanto che vola nell'aria, lontano dalle cose importanti, perso nelle faccende superficiali.

Se invece inizio a fermare qualche pensiero, allora la spinta per un po' persiste, ma poi, lentamente, diminuisce. E il secchio scende, fino a toccare terra. La stabilità.

Poi mi è venuto un dubbio: e se l'acqua nel secchio fosse lo specchio della mia anima?

Per riempire il secchio devo tenerlo in basso.
Più lo riempio, più è difficile farlo girare.
Ma è anche più difficile fermarlo quando gira.

E infine, anche se gira, l'acqua me la ritrovo sempre lì : )

Buona vita

Federico

lunedì 21 luglio 2008

Questioni di scala

"Noi siamo ciò che i nostri pensieri hanno fatto di noi; perciò fate attenzione a ciò che pensate. Le parole sono secondarie, i pensieri vivono, viaggiano lontano. Se pensate a un disastro, lo vedrete; rimuginate sulla morte e affretterete la vostra dipartita."
Swami Vivekananda

Mi fermo ad osservare i miei pensieri. Qualche minuto basta per accorgermi che la mente è un mare in tempesta ed "io" sono su una barchetta.

Se mi identifico con quei pensieri, divento tempesta, confusione, disequilibrio.
Provo a prendere in mano il timone della mia piccola barca: le onde mi sbattono qua e là.
Ma se ogni volta che perdo il timone, riprovo, con perseveranza, allora può accadere qualcosa di magico...il mare può iniziare a placarsi, le onde ad allungarsi, diventare più morbide...posso riprendere il controllo della rotta.

Se questa è la mia mente nell'arco di cinque minuti...in qualche modo lo è anche la mia vita.

Una questione di scala.

Buona vita

Federico

sabato 31 maggio 2008

Il Sole dentro

C'è un detto "Se conosci il mondo conosci l'uomo e se conosci l'uomo conosci il mondo"

Mi è capitato negli ultimi giorni di trovare dei testi che, in virtù di questo principio, paragonano lo studio dell'uomo allo studio della fisica.
Il paragone tra le stagioni e le età dell'uomo è forse l'esempio più semplice e più usato, ma ce ne sono altri molto interessanti che, a voler ben guardare, gettano una luce nuova su alcune caratteristiche dell'essere umano.

Per esempio...

Il pensiero, immateriale e mutevole, può essere paragonato al vento.
Le emozioni sono più dense, più legate al corpo, in particolare al cuore e quindi al sangue, un liquido che attraversa il nostro corpo in andata e in ritorno...potrebbero essere paragonate alle onde del mare.

Se il vento si alza, le onde si ingrossano...il mare è agitato
Se un pensiero preoccupato persiste, si collega ad un'emozione negativa (ansia) e si propaga, cresce... divento agitato (e anche il mio corpo ne subisce gli effetti).

Un mare agitato è un mare impenetrabile, che nasconde i suoi tesori.

Proviamo invece a calmare il vento: cosa potrebbe accadere?

Le onde superficiali si calmano, riesco a vedere oltre la superficie dell'acqua. E vado più in fondo.

Sento che in fondo al mare ci sono correnti profonde che non sospettavo. E vado più in fondo.

Ad un certo punto arrivo ad un punto stabile: la Terra. E vado più in fondo.

Trovo che sotto la crosta scorre il sangue caldo della Terra: il magma, l'energia che la trasforma lentamente. E vado più in fondo.

Trovo l'anima della Terra, il suo nucleo, una sfera che emana energia e tiene in vita la Terra.
E quando arrivo qui mi rendo conto che la Terra è tenuta in vita da due sfere: il Sole e il suo nucleo.

Il nucleo della Terra è a immagine e somiglianza del Sole.

Se è vero il parallelismo allora il nucleo dell'uomo è a immagine e somiglianza di Dio?

Mi lascio affascinare dalla potenza di queste immagini, ma nel frattempo mi vengono due domande che riportano all'inizio:

Cosa fa nascere il vento? Cosa lo fa cessare?
Se comprendo questo, posso raggiungere il cuore della mia vita.

Buona vita

Federico

giovedì 24 aprile 2008

Battere e-levare

Il flauto vuoto
il respiro di Dio
rende musica.
Le arcate della chiesa sono alte, impongono allo sguardo di alzarsi, permettono di essere in posizione di ascolto...
Se la mente è sgombra, i messaggi dall'alto scendono sotto forma di intuizioni e risuonano nelle azioni come musica celeste. I pensieri sono come il chiacchiericcio durante un concerto, se crescono troppo diventa difficile seguire la musica.
Buon ascolto
Federico : )

sabato 29 marzo 2008

Un sabato mattina con Brio

Ieri, girando tra i blog, mi sono imbattuto in una poesia di Carlo Brio.
Mi è piaciuta questa frase:
"Quando sono assente sono presente e quando sono presente sono assente."

In questo sabato mattina, alzandomi con gli occhi cisposi dal letto, posso farmi trasportare dai pensieri nei luoghi della mente che frequento di solito, dove regna la noia, il disincanto, l'insoddisfazione, la preoccupazione, la paura...

oppure, con un po' di attenzione, posso farli scorrere nel vento fresco e godermi semplicemente il sole che rinvigorisce i germogli sulle piante.

L'assenza di pensieri è presenza? La presenza di pensieri è assenza?

Sperimentiamo : )

Buona vita

Federico