Ieri sembrava il giorno della farfalla.
Mentre attraverso il cortile di casa in lungo e in largo,
incontro le loro traiettorie, sembra quasi mi vogliano dire
"senti che aria tiepida, guarda che Sole".
Allora mi viene in mente che la farfalla vive pochissimo
e che queste brevi giornate di Sole sono per loro la vita intera...che spettacolo!
Ho deciso quindi di dedicare alla mie care farfalle questa poesia di Tagore:
"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:
per questo il suo breve tempo le basta".
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lunedì 8 giugno 2009
giovedì 9 aprile 2009
Buon viaggio Gino!
Oggi alle 16:00, nella cappella della casa di riposo.
Dopo le parole un po' di circostanza del prete, salutiamo Gino con un'aria d'opera delle sue preferite.
Non so che percorso farà la sua anima,
se tornerà al padre,
se tornerà sulla terra in altre forme...
So che Gino mi ha mostrato molto della vita.
Sento i suoi lunghi silenzi di presenza.
Il peso che dava alle parole, quelle poche volte che ci apriva il suo cuore.
Grazie
Buon ascolto
Dopo le parole un po' di circostanza del prete, salutiamo Gino con un'aria d'opera delle sue preferite.
Non so che percorso farà la sua anima,
se tornerà al padre,
se tornerà sulla terra in altre forme...
So che Gino mi ha mostrato molto della vita.
Sento i suoi lunghi silenzi di presenza.
Il peso che dava alle parole, quelle poche volte che ci apriva il suo cuore.
Grazie
Buon ascolto
mercoledì 5 novembre 2008
La bottiglia d'acqua
La fonte d'acqua
si apre il cammino
nella dura roccia
E' la storia di una bottiglia d'acqua che arriva su un'anomima tavola di un vecchio ristorante del centro. Il cameriere l'ha portata per sbaglio ad un avventore di passaggio.
L'avventore la osserva, si accorge che l'etichetta è molto rovinata, quasi illeggibile, probabilmente viene da qualche angolo dimenticato della cantina.
La assaggia... c'è qualcosa che non saprebbe dire, qualcosa di diverso dalle altre acque.
Decide di indagare. Prova a ricercare qualche indizio nell'etichetta, ma non si legge che qualche parola.
Chiede allora al cameriere, niente.
Il proprietario del ristorante riesce a recuperare solo il numero del fornitore di acque.
Il fornitore non è sicuro, ma crede che provenga da una ditta ormai chiusa, lontano dalla città.
L'avventore è spinto dalla curiosità di sapere e dalla voglia di assaporare ancora quell'acqua...
Percorre una strada di campagna che finisce al limitare di un bosco di montagna. Poco distante vede la vecchia fabbrica.
Sulla porta arrugginita dal tempo c'è un foglio di carta, incredibilmente integro:
"La fonte dell'acqua è ai piedi del monte" c'è scritto "buona fortuna".
Il cercatore d'acqua percorre il bosco finchè, in mezzo al verde, sente lo scrosciare della fonte.
Si precipita ad assaporare la fresca vitalità dell'acqua che ne sgorga libera: è incomparabilmente più buona di quella che aveva assaggiato al ristorante, più pura.
Il cercatore alza lo sguardo e vede un sentiero che porta alla cima del monte. Rinfrescato e rincuorato, si prepara al cammino. Adesso capisce il senso di quel "Buona fortuna".
Una nuova avventura lo attende.
Buona vita
Federico
si apre il cammino
nella dura roccia
E' la storia di una bottiglia d'acqua che arriva su un'anomima tavola di un vecchio ristorante del centro. Il cameriere l'ha portata per sbaglio ad un avventore di passaggio.
L'avventore la osserva, si accorge che l'etichetta è molto rovinata, quasi illeggibile, probabilmente viene da qualche angolo dimenticato della cantina.
La assaggia... c'è qualcosa che non saprebbe dire, qualcosa di diverso dalle altre acque.
Decide di indagare. Prova a ricercare qualche indizio nell'etichetta, ma non si legge che qualche parola.
Chiede allora al cameriere, niente.
Il proprietario del ristorante riesce a recuperare solo il numero del fornitore di acque.
Il fornitore non è sicuro, ma crede che provenga da una ditta ormai chiusa, lontano dalla città.
L'avventore è spinto dalla curiosità di sapere e dalla voglia di assaporare ancora quell'acqua...
Percorre una strada di campagna che finisce al limitare di un bosco di montagna. Poco distante vede la vecchia fabbrica.
Sulla porta arrugginita dal tempo c'è un foglio di carta, incredibilmente integro:
"La fonte dell'acqua è ai piedi del monte" c'è scritto "buona fortuna".
Il cercatore d'acqua percorre il bosco finchè, in mezzo al verde, sente lo scrosciare della fonte.
Si precipita ad assaporare la fresca vitalità dell'acqua che ne sgorga libera: è incomparabilmente più buona di quella che aveva assaggiato al ristorante, più pura.
Il cercatore alza lo sguardo e vede un sentiero che porta alla cima del monte. Rinfrescato e rincuorato, si prepara al cammino. Adesso capisce il senso di quel "Buona fortuna".
Una nuova avventura lo attende.
Buona vita
Federico
martedì 16 settembre 2008
Il battito d'ali di una farfalla
Tiziano mi sta parlando.
La mia mente continua a pensare a quel che devo fare dopo.
"devo tornare a casa, stendere la lavatrice, però prima devo passare dai miei per prendere le cipolle...."
Vedo le sue labbra che si muovono, gli occhi che mi fissano.
Ma la mente fugge: cerca il controllo della situazione.
La volontà è quella di controllare tutto quanto gira intorno alla mia giornata.
La sensazione invece è che continui a sfuggirmi di mano.
L'assurdo è che più cresce questa sensazione, più la mente va mille.
Gli occhi azzurrri di Tiziano mi riportano per una attimo sulle sue parole.
La mente si inceppa. Molla il colpo e il cuore riprende fiato.
Qualcosa dentro di me mi dice di lasciar andare...
Le spalle si rilassano e incredibilmente le sue parole mi sembrano diverse.
Mattina di sole che filtra dalle persiane.
Musica di stoviglie nelle sere d'estate.
Pelle d'oca di un ricordo.
Gelato dopo una pedalata.
Profumo delle onde.
Alleluia
Il flusso della vita risorge dalle caverne della dimenticanza, per poi tornare a nascondersi.
Quando potrò sentire il prossimo battito d'ali di una farfalla?
Buona vita
Federico
La mia mente continua a pensare a quel che devo fare dopo.
"devo tornare a casa, stendere la lavatrice, però prima devo passare dai miei per prendere le cipolle...."
Vedo le sue labbra che si muovono, gli occhi che mi fissano.
Ma la mente fugge: cerca il controllo della situazione.
La volontà è quella di controllare tutto quanto gira intorno alla mia giornata.
La sensazione invece è che continui a sfuggirmi di mano.
L'assurdo è che più cresce questa sensazione, più la mente va mille.
Gli occhi azzurrri di Tiziano mi riportano per una attimo sulle sue parole.
La mente si inceppa. Molla il colpo e il cuore riprende fiato.
Qualcosa dentro di me mi dice di lasciar andare...
Le spalle si rilassano e incredibilmente le sue parole mi sembrano diverse.
Mattina di sole che filtra dalle persiane.
Musica di stoviglie nelle sere d'estate.
Pelle d'oca di un ricordo.
Gelato dopo una pedalata.
Profumo delle onde.
Alleluia
Il flusso della vita risorge dalle caverne della dimenticanza, per poi tornare a nascondersi.
Quando potrò sentire il prossimo battito d'ali di una farfalla?
Buona vita
Federico
mercoledì 10 settembre 2008
Il nobile Vailati
Angela ci guarda con la sua bocca sorridente, tutta fremente di contentezza.
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
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