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martedì 5 ottobre 2010

Il buio che illumina la vita

Qualcuno disse che, in un tempo lontano,
dei saggi si misero nella gabbia dei leoni
e iniziarono a fissarli nelle palle degli occhi...

Questo fissare il leone negli occhi
mi ricorda da vicino ciò che ho provato tanti anni fa.

E' una sera di inizio inverno,
sotto le coperte calde della mia cameretta di bambino
fisso il buio della stanza.
E il pensiero della morte mi coglie inatteso.

Sento il peso di un invisibile macigno sopra il mio petto,
di colpo il gelo, il respiro ansioso, la necessità di stringermi dentro di me.
L'occhio della mente vuole distogliersi, ma resta per un attimo lì,
fisso su quel macigno.
Solo un attimo, che sembra infinito.

Quella porta spalancata sulla realtà della vita,
ha lasciato il segno d'un mistero che mi affascina e mi atterrisce.
Un mistero che mi sforzo di contattare ogni giorno.

In quella zona d'ombra e di silenzio
c'è un mondo di paure che mi condizionano la vita,
ma c'è anche un mondo creativo
che può cambiarmela.

L'in-conscio, ciò che non è conosciuto,
è una miniera d'oro.
All'inizio il tunnel buio spaventa,
ma abituati al buio,
si riesce a scorgere la brillantezza
delle pietre preziose che lo rivestono.


XI - I - VII

martedì 13 luglio 2010

Il cerchio magico

Mentre girovago su youtube, alla ricerca di qualcosa di interessante
mi "imbatto" in un video di Jodorowsky...

Racconta che ha provato diverse strade spirituali,
da occidente a oriente.
Cos'è che le accomuna tutte?
La necessità di imparare a morire.

Iniziare a morire durante la vita,
per poter rinascere a nuova vita.
"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto."

Morire vuol dire lasciare andare il superfluo
per dare spazio all'essenziale che è dentro di noi.
Prepararsi quotidinamente a quel grande passaggio che è la morte fisica.

Come se in un grande porto,
indaffarati ad abbellire il molo,
ci dimenticassimo di attrezzare la nave.
Addirittura ci dimenticassimo di avere una nave,
di avere un viaggio da affrontare.

Lì su molo, a lucidar catene
sognamo un nuovo mondo,
ma preferiremmo vederlo dal molo,
come se il nuovo mondo potesse venire verso di noi
e non il contrario.

Quando poi s'alza il vento e arriva il momento di mollare le cime
la nave abbandonata è ormai incagliata nel fondale
inesorabilmente inutile...
finchè ci spostiamo su un altro molo,
nella speranza che stavolta vada meglio.

Ho iniziato a cercare quando, nel buio della mia stanza di bambino,
ho sentito il peso di quel mistero chiamato morte.

Mi rendo conto, dopo anni di ricerca,
che a cercar la vita nuova
si può solo incontrare una nuova morte.

E il cerchio
magicamente
si chiude.

giovedì 9 aprile 2009

Buon viaggio Gino!

Oggi alle 16:00, nella cappella della casa di riposo.
Dopo le parole un po' di circostanza del prete, salutiamo Gino con un'aria d'opera delle sue preferite.

Non so che percorso farà la sua anima,
se tornerà al padre,
se tornerà sulla terra in altre forme...
So che Gino mi ha mostrato molto della vita.

Sento i suoi lunghi silenzi di presenza.
Il peso che dava alle parole, quelle poche volte che ci apriva il suo cuore.

Grazie

Buon ascolto

mercoledì 10 settembre 2008

Il nobile Vailati

Angela ci guarda con la sua bocca sorridente, tutta fremente di contentezza.
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.

Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.

Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.

Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".

"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".

Val la pena di cedere alla paura?

La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...

Buona vita

Federico

lunedì 11 febbraio 2008

Il tempo

"Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso; buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile..... Avete paura di tutto perchè vi sapete mortali, ma tutto bramate come se foste immortali. Molte volte si sente dire: " A cinquant'anni mi ritirerò a vita privata, coi sessanta abbandonerò ogni impegno". Ma chi ti garantisce che vivrai ancora? Come puoi essere sicuro che tutto andrà nel modo previsto? E poi non ti vergogni di riservare a te solo gli avanzi della tua vita, di dedicare al tuo equilibrio interiore solo il tempo che ormai non può essere impiegato per nessuna attività? E' troppo tardi cominciare a vivere quando ormai è ora di smettere".
(Seneca, DE BREVITATE VITAE 3)


I maestri di ogni tempo non ci hanno lasciato indicazioni su come migliorare il mondo e trasformarlo in un luogo paradisiaco, i maestri di ogni tempo attraverso le loro meditazioni ci incitano e ci stimolano ancora oggi al miglioramento di noi stessi.
Occorre andare in questa direzione, impegnarci verso noi stessi per rendere la nostra esistenza una esperienza di vita piena e buona.
Franca

venerdì 8 febbraio 2008

Il burattinaio che c'è in noi

E' sera, sono in bagno davanti allo specchio, e il pensiero della morte mi assale.
Nel giro di pochi secondi il corpo scatena una serie di reazioni fisiologiche: sangue freddo, faccia smorta, salivazione azzerata. Come se fossi morto.
Questo può significare che, in qualche modo, il corpo anticipa quello che la mente pensa?

Il battito rimane accellerato per una mezzoretta, mentre abbraccio Vale, la mente si rasserena (o si rassegna?) all'idea di qualcosa che verrà sicuramente.
"posso godermi il presente" dice una voce dentro.
E il presente è amore, pace, delicatezza.
Il corpo reagisce e lentamente si calma il battito del cuore, il muscoli si rilassano e il sangue torna a fluire caldo.

Avete notato che mente e corpo si influenzano a vicenda?
Spesso in forme e modi ancora sconosciuti, ma una certa qualità di attenzione ci fa scoprire alcuni fili che li legano assieme. E con un po' di pratica posso condizionare la mente attraverso il corpo o il corpo attraverso la mente, secondo un preciso scopo. Vi è già successo?

Buona vita

Federico

venerdì 1 febbraio 2008

Morire per rinascere?

Mi sono imbattuto in questo articolo interessante:
http://www.stazioneceleste.it/articoli/braden/notizie_attuali_sul_punto_zero.htm

Potrebbe essere un punto di vista realistico sul nostro futuro prossimo, sulla "fine del mondo" o potrebbe essere una fantasia.

"Tutte queste informazioni non devono risultare allarmanti. Siate preparati ai cambiamenti che porteranno alla nuova era di luce. "

Questa frase conclusiva mi ricorda la situazione che ognuno di noi vivrà di fronte alla morte.
La morte è un'informazione che risulta allarmante. Ce l'abbiamo dentro ma cerchiamo di nasconderla. La morte è un cambiamento, radicale.
Allora vivere un cambiamento può preparare a vivere la morte?
Staccarsi dal passato, dall'abitudine, può aiutare a staccarsi dalla vita terrena?

Staccarsi quotidinamente da una routine vuol dire lasciar morire qualcosa...per lasciar spazio alla vita.
Per questo mi piace pensare che staccarmi dalla vita, morire, possa voler dire lasciar spazio ad una nuova vita.

Buona vita

Federico