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martedì 4 agosto 2009

Formiche rosse & co.

Mentre con foga strappo erbacce e rivolto mattoni ormai interrati,
in quell'angolo dell'orto che ci eravamo dimenticati,
succede l'inevitabile.

Nell'ombra, con i mesi, direi con gli anni,
si erano rintanati centinaia di insetti più vari.
Alcuni brutti ma innocui, come i millepiedi,
altri infingardi e aggressivi, come le formiche rosse.
Taluni addirittura non riesco neanche a vederli...
ne colgo solo le punture a tradimento.

Ad ogni mattone sollevato la luce penetra dove per anni era il buio.
Immaginate la reazione dei suddetti...

Più mi affanno a togliere ostacoli alla luce,
sgombrando barriere fossilizzate,
più le creature dell'ombra mi attaccano,
posso quasi sentirne le urla incarognite:
"lasciaci stare nell'ombra!
chi te lo fa fare di sopportare questa sofferenza
di punture e morsi? Molla il colpo"

Vado avanti.
Ho bisogno di guadagnare terreno su cui coltivare.

mercoledì 18 giugno 2008

Il presente assente

"C'è sempre tempo per farlo..."

ore 20:22 Ospedale di Crema, reparto cardiologia.
Mio padre mi guarda un po' di sbieco, non può alzare la testa perchè deve rimanere disteso per via dell'operazione alle coronarie che ha fatto oggi. Avrebbe dovuto fare un controllo a febbraio, ma ha rimandato...

"C'è sempre tempo per farlo..."

Ho una vecchia amicizia: avvelenata dalle cose non dette, soffocata dai meccanismi, dalle azioni-reazioni quotidiane. Adesso è un anno che non ci parliamo e quelle cose non dette rimangono dentro. Avrei dovuto chiarirle tanto tempo fa, ma preferisco aspettare il momento giusto...

"C'è sempre tempo per farlo..."

Quante volte mi sono detto questa frase, per dormire sonni tranquilli.
Quando la scelta si fa pressante, quando sento che c'è qualcosa di doloroso da affrontare, allora, dalle quinte della mia mente, esce fuori questa frase e mette tutto "a posto".

Di solito ne viene in rinforzo un'altra più sottile "adesso non è il momento giusto, occorre aspettare". Come se fosse un dispiacere! Invece una parte di me è contenta di posticipare, di aggirare l'ostacolo.

Ma l'ostacolo, inevitabilmente, si ripresenta più grosso.
E' così che vivo sospeso tra il passato e il futuro.
Tra il non fatto e il da farsi.

Eppure dietro ogni ostacolo c'è un'opportunità di crescita da cogliere.

"E' vero, c'è sempre tempo per farlo...ma è meglio farlo adesso!"

Riprendiamoci il tempo della vita, riprendiamoci il presente.

Buona vita

Federico

martedì 1 aprile 2008

Spiritualità da gabinetto

Nel bagno del mio ufficio c'è un crocifisso appeso al muro.

Sono lì seduto di fronte a lui, nei miei cinque minuti canonici di "riflessione" lavorativa, e lo guardo.
E' un simbolo particolare, decisamente. Credo non siano molte le religioni che hanno come simbolo la sofferenza, la morte del loro Dio.
Ricordo una frase che mi è rimasta in testa fin da piccolo "Gesù è morto per noi, per la nostra salvezza". Non capivo bene il senso di quella frase, ma l'effetto immediato era uno: senso di colpa. Vedevo la faccia di Gesù sofferente e mi sembrava che dicesse "Guarda cosa mi tocca fare per te!"

Col tempo ho sentito parlare di sofferenza come qualcosa di positivo, come qualcosa di costruttivo: a patto che fosse una sofferenza volontaria e cosciente. Ma in quel caso si trattava dello sforzo di cambiare le vecchie abitudini, gli schemi mentali, di combattere contro quelle parti di me che mi allontanano dalla felicità: la sofferenza del cambiare.

Guardo ancora il crocifisso: adesso sembra aver cambiato volto. Sembra dire: "Fai come me! Molla tutto quello che non serve e la sofferenza si trasformerà in nuova vita". La resurrezione.

"Liberiamoci del superfluo!". Tiro lo sciacquone e sorrido.

Alla fine mi sento più leggero, perchè giù nello scarico c'è andata anche un po' di sofferenza.

Buona vita

Federico