Guardando al passato e cercando di ritrovare un filo conduttore delle mie azioni mi sono reso conto di questo:
la gran parte delle scelte della mia vita è stata determinata dal caso.
Mi sono raccontato più volte che una scelta l'ho fatta per una particolare ragione,
ma alla fine, messo di fronte alla scelta,
una combinazione di eventi casuali mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra.
Se le condizioni fossero state diverse? Sarebbe andata diversamente.
La scelta dell'università, per esempio. Il modo in cui ho trovato il lavoro. Dove ho "scelto" di vivere.
Privo di una rotta ben definita.
Privo di un timone per tenerla.
Preda dei flutti, insomma.
Poi ci sono alcune scelte (poche ma buone) che risplendono di luce.
Scelte che sento di avere ancorato a qualcosa di molto profondo.
Scelte che al cambiare del vento sono rimaste immutate.
La materia stabile dell'anima diventa centro magnetico per la vita.
Attira esperienze simili, porta a scoprire il proprio destino.
A trovare la chiave per aprire lo scrigno, nascosto in fondo al cuore.
Là dentro spero di trovare altri pezzi
di quel messaggio celeste
che riporta alla memoria il senso
della mia presenza su questa Terra.
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lunedì 22 marzo 2010
domenica 31 gennaio 2010
Nulla avviene per caso
Pasqua 2003
Al termine di una settimana piena di soddisfazioni,
gli occhi aperti su alcuni aspetti peculiari della mia esistenza,
mi arriva un messaggio: "cè una festa a Crema, torni?".
Il vecchio mondo chiama.
Il cuore vorrebbe restare, la testa scalpita per andare,
"troppi cambiamenti richiesti... meglio tornare nella bambagia del vecchio mondo".
Nonostante me lo sconsiglino, decido di prendere la macchina per tornare a casa.
Strada provinciale Paullese, km 69.
Il sonno prende il sopravvento,
le palpebre si arrendono,
le braccia mollano dolcemente la presa.
L'auto attraversa la corsia opposta,
schiva per miracolo un'altra auto
entra nel fosso con un fianco
si ferma a pochi metri da un muretto.
Ambulanza, ospedale, controlli, tutto ok.
Torno a dormire dai miei amici,
torno al punto di partenza,
con il cuore in pace e la testa frastornata.
Solo tempo dopo ho capito cosa voleva dire quell'incidente.
L'inconscio è zeppo di messaggi per me.
Messaggi che riguardano la mia vita, da un punto di vista molto elevato.
Me ne parla di notte, mentre sogno,
e se non ascolto,
me ne parla anche di giorno.
Il suo linguaggo è la metafora,
il suo veicolo è il corpo.
In un momento di disattenzione,
prende il sopravvento:
una caduta, una sbandata, una bruciatura...
Di colpo mi riporta in una dimensione in cui nulla avviene per caso.
Al termine di una settimana piena di soddisfazioni,
gli occhi aperti su alcuni aspetti peculiari della mia esistenza,
mi arriva un messaggio: "cè una festa a Crema, torni?".
Il vecchio mondo chiama.
Il cuore vorrebbe restare, la testa scalpita per andare,
"troppi cambiamenti richiesti... meglio tornare nella bambagia del vecchio mondo".
Nonostante me lo sconsiglino, decido di prendere la macchina per tornare a casa.
Strada provinciale Paullese, km 69.
Il sonno prende il sopravvento,
le palpebre si arrendono,
le braccia mollano dolcemente la presa.
L'auto attraversa la corsia opposta,
schiva per miracolo un'altra auto
entra nel fosso con un fianco
si ferma a pochi metri da un muretto.
Ambulanza, ospedale, controlli, tutto ok.
Torno a dormire dai miei amici,
torno al punto di partenza,
con il cuore in pace e la testa frastornata.
Solo tempo dopo ho capito cosa voleva dire quell'incidente.
L'inconscio è zeppo di messaggi per me.
Messaggi che riguardano la mia vita, da un punto di vista molto elevato.
Me ne parla di notte, mentre sogno,
e se non ascolto,
me ne parla anche di giorno.
Il suo linguaggo è la metafora,
il suo veicolo è il corpo.
In un momento di disattenzione,
prende il sopravvento:
una caduta, una sbandata, una bruciatura...
Di colpo mi riporta in una dimensione in cui nulla avviene per caso.
mercoledì 7 ottobre 2009
Il romanzo della vita
Cerchio di persone sedute sul tappeto grande,
incensi profumano l'aria di altre atmosfere,
ognuno prende la parola,
come se fossimo una tribù Navajo.
Corpi rilassati, cuori aperti e menti limpide.
In quel clima di saggezza, Enrico prende la parola:
"un giorno ho sentito dire che la vita senza uno scopo è come un uomo che cammina senza saper dove andare...tanto vale non camminare. Conquistarsi un orizzonte è la via per onorare la vita che ci scorre nelle vene."
Sembra un pensiero banale, quasi scontato.
Molti pensano di avere uno scopo nella vita. Anche io.
Nella realtà dei fatti, in quei rari e preziosi momenti in cui faccio i conti con la vita,
mi rendo conto che l'orizzonte è sfumato, la nebbia blocca la visuale.
In molte occasioni riesco a vedere solo dove metto i piedi.
Il pensiero affascinante è che ognuno, in questo viaggio terreno, ha il suo orizzonte da conquistare:
ognuno ha un bagaglio di talenti, di aspirazioni e di ostacoli interiori che lo portano verso un preciso scopo.
Come un romanzo già scritto che si svela a chi lo sa decifrare.
Un romanzo in cui noi,
da lettori inconsapevoli,
possiamo diventare protagonisti.
incensi profumano l'aria di altre atmosfere,
ognuno prende la parola,
come se fossimo una tribù Navajo.
Corpi rilassati, cuori aperti e menti limpide.
In quel clima di saggezza, Enrico prende la parola:
"un giorno ho sentito dire che la vita senza uno scopo è come un uomo che cammina senza saper dove andare...tanto vale non camminare. Conquistarsi un orizzonte è la via per onorare la vita che ci scorre nelle vene."
Sembra un pensiero banale, quasi scontato.
Molti pensano di avere uno scopo nella vita. Anche io.
Nella realtà dei fatti, in quei rari e preziosi momenti in cui faccio i conti con la vita,
mi rendo conto che l'orizzonte è sfumato, la nebbia blocca la visuale.
In molte occasioni riesco a vedere solo dove metto i piedi.
Il pensiero affascinante è che ognuno, in questo viaggio terreno, ha il suo orizzonte da conquistare:
ognuno ha un bagaglio di talenti, di aspirazioni e di ostacoli interiori che lo portano verso un preciso scopo.
Come un romanzo già scritto che si svela a chi lo sa decifrare.
Un romanzo in cui noi,
da lettori inconsapevoli,
possiamo diventare protagonisti.
mercoledì 28 gennaio 2009
SHA MAT
Il dado salta
sul campo di battaglia
ma il Re muore.
Da centinaia di anni, scacchi e dadi sono il simbolo degli opposti: intenzione e casualità.
La scacchiera è il luogo dell'intenzione che si fa strategia pura.
Più orientata è l'intenzione più vicino è l'obiettivo.
Quando nella mia vita l'intenzione si fa più chiara, aumentano le possibilità che si realizzi.
Coehlo scrive che "Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinchè tu realizzi il tuo desiderio."
L'ombra del Caso si dirada alla luce dell'Intenzione.
Sha mat.
Scacco matto.
Il Re è morto.
Buona vita
Federico
sul campo di battaglia
ma il Re muore.
Da centinaia di anni, scacchi e dadi sono il simbolo degli opposti: intenzione e casualità.
La scacchiera è il luogo dell'intenzione che si fa strategia pura.
Più orientata è l'intenzione più vicino è l'obiettivo.
Quando nella mia vita l'intenzione si fa più chiara, aumentano le possibilità che si realizzi.
Coehlo scrive che "Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinchè tu realizzi il tuo desiderio."
L'ombra del Caso si dirada alla luce dell'Intenzione.
Sha mat.
Scacco matto.
Il Re è morto.
Buona vita
Federico
martedì 16 dicembre 2008
Il gardino murato
Quando tengo in mano mio nipote Tommaso, sento la sua presenza limpida.
Il suo stare al mondo è pieno di saggezza.
Il suo corpo è colmo di gioia fin dentro ogni cellula.
I suoi occhi rivelano un'anima antica.
Tant'è che a volte, quando lo tengo al petto e lo guardo, e i suoi occhi incrociano i miei, per un attimo non so più se sto guardando mio nipote o mio nonno.
L'anima col tempo viene imprigionata tra le mura della mente, la luce che un tempo rischiarava la coscienza diverrà lumicino e le tenebre regneranno sul giardino del cuore.
Finchè un canto, dal profondo, tornerà ad infiammare e a gettare luce su tutto quello che nel buio è cresciuto intorno: rovi, muri, erbacce...
Alcune piante alla luce moriranno, altre avranno bisogno del fuoco vivo per essere estirpate...
finchè il giardino del cuore tornerà a risplendere del verde rigoglioso della vita.
E ciò che doveva compiersi si sarà compiuto.
Buona vita
Federico
Il suo stare al mondo è pieno di saggezza.
Il suo corpo è colmo di gioia fin dentro ogni cellula.
I suoi occhi rivelano un'anima antica.
Tant'è che a volte, quando lo tengo al petto e lo guardo, e i suoi occhi incrociano i miei, per un attimo non so più se sto guardando mio nipote o mio nonno.
L'anima col tempo viene imprigionata tra le mura della mente, la luce che un tempo rischiarava la coscienza diverrà lumicino e le tenebre regneranno sul giardino del cuore.
Finchè un canto, dal profondo, tornerà ad infiammare e a gettare luce su tutto quello che nel buio è cresciuto intorno: rovi, muri, erbacce...
Alcune piante alla luce moriranno, altre avranno bisogno del fuoco vivo per essere estirpate...
finchè il giardino del cuore tornerà a risplendere del verde rigoglioso della vita.
E ciò che doveva compiersi si sarà compiuto.
Buona vita
Federico
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