Martino è nel letto, imbacuccato nelle lenzuola rosse.
Mi guarda mentre gli accarezzo la fronte piena di riccioli.
Abbiamo appena finito di giocare con le carte di memory: io volevo giocare come si fa di solito (carte coperte, trova le coppie), ma lui niente: si è inventato due modi diversi per giocarci. Gli ho dato corda, non volevo litigare.
"Io ieri sono andato al parco della Preistoria...tu cosa hai fatto?"
"Ero al lavoro..." e mi fermo li, perchè penso che sia difficile da spiegare.
"Lavoravi col computer?"
"Si" cosa gli dico...dei fogli excel, delle slides che ho preparato...mah
"E cosa hai scoperto?"
"..."
"Cos'hai scoperto col computer?" insiste
"..."
Come faccio a spiegare a mio nipote di 5 anni che in realtà non scopro niente?
Che il mio lavoro, per il 95%, è una ripetizione di gesti, di frasi fatte, di relazioni superficiali...
In sostanza una ripetizione di percorsi mentali prestabiliti.
Azione - reazione.
Imparati con l'esperienza.
Poi penso al memory di prima.
Come i bambini...occorre pensare come i bambini.
Con la mente libera e aperta.
"Buonanotte Marti, ci vediamo settimana prossima"
Si sa mai che imparo qualcosa di più...
Le génie, c'est l'enfance retrouvée à volonté
C. Baudelaire
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martedì 6 ottobre 2009
sabato 15 agosto 2009
L'ingegnere della NASA
Selinunte, Sicilia.
Pranziamo con cous cous di pesce
mentre si staglia nel sole
ciò che resta di un tempio greco.
Una riflessione al tavolo di fianco colpisce la mia attenzione:
"Si racconta che la NASA, alle prese col problema di scrivere nello spazio in assenza di peso, abbia speso milioni di dollari per realizzare una biro col serbatoio d'inchiostro pressurizzato. Senza la pressurizzazione e senza la gravità a farlo scendere, infatti, l'inchiostro non scorreva verso la punta e quindi la biro non scriveva.
Gli ingegneri sovietici, dovendo risolvere lo stesso problema, usarono la loro proverbiale semplicità.
Diedero ai cosmonauti una matita."
Gli ingegneri sovietici, dovendo risolvere lo stesso problema, usarono la loro proverbiale semplicità.
Diedero ai cosmonauti una matita."
Ho poi scoperto che l'aneddoto è una bufala, ma è comunque significativo.
Mi ricorda che spesso affronto i problemi che la vita mi porge
con la stessa insensata e complicata caparbietà di un ingegnere della NASA.
martedì 7 luglio 2009
Riconquistare il profumo dei fiori
Qualche giorno fa, alla luce elettrica della mia scrivania.
Leggo un articolo dell'Internazionale e trovo la dimostrazione scientifica di un pensiero che mi sono fatto da un po' di tempo in qua.
I bambini sono "versioni perfezionate" dei grandi...
alla faccia di tutti quelli che sostengono il contrario!
Il cervello dei bambini è più flessibile e ha la possibilità di assorbire una quantità molto superiore di informazioni dal mondo circostante, di quanto possiamo fare normalmente noi adulti.
La mente adulta, per qualche ragione di efficienza, è selettiva: di cento stimoli ne coglie solo 2 o 3 che ritiene, per esperienza o per educazione, più utili. Il resto lo perde.
Viaggio in macchina da Milano a Crema.
Un adulto: 3 semafori rossi, 4 macchine che sorpassano, suoni indistinti dalla radio...PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI.....
Un bambino: il sole che scalda la pelle della mano, il riflesso arcobaleno sul braccio del papà, il profumo dei fiori del campo vicino, PENSIERO, il respiro, il ruvido del sedile sulle gambe nude, il suono del violino della canzone che trasmette la radio....
Morale della favola:
il bambino ha una percezione più reale del reale...l'adulto vive costantemente nei suoi pensieri, nelle sue associazioni mentali, puramente casuali.
Questo, com'è facilmente verificabile, rende i bambini più in contatto con le "faccende importanti" della vita, più attenti alla bellezza del mondo e più abili a trovare soluzioni creative ai loro problemi. Insomma, tranne particolari eccezioni, più felici di noi adulti.
Nonostante questo, noi adulti abbiamo ancora qualche chance di tornare come i bambini, di zittire per un po' quel filtro selettivo che fa dire cosa è importante e cosa no....
Zittirlo per riconquistarsi... il profumo dei fiori : )
Luca, 21; 5-6
Leggo un articolo dell'Internazionale e trovo la dimostrazione scientifica di un pensiero che mi sono fatto da un po' di tempo in qua.
I bambini sono "versioni perfezionate" dei grandi...
alla faccia di tutti quelli che sostengono il contrario!
Il cervello dei bambini è più flessibile e ha la possibilità di assorbire una quantità molto superiore di informazioni dal mondo circostante, di quanto possiamo fare normalmente noi adulti.
La mente adulta, per qualche ragione di efficienza, è selettiva: di cento stimoli ne coglie solo 2 o 3 che ritiene, per esperienza o per educazione, più utili. Il resto lo perde.
Viaggio in macchina da Milano a Crema.
Un adulto: 3 semafori rossi, 4 macchine che sorpassano, suoni indistinti dalla radio...PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI, PENSIERI.....
Un bambino: il sole che scalda la pelle della mano, il riflesso arcobaleno sul braccio del papà, il profumo dei fiori del campo vicino, PENSIERO, il respiro, il ruvido del sedile sulle gambe nude, il suono del violino della canzone che trasmette la radio....
Morale della favola:
il bambino ha una percezione più reale del reale...l'adulto vive costantemente nei suoi pensieri, nelle sue associazioni mentali, puramente casuali.
Questo, com'è facilmente verificabile, rende i bambini più in contatto con le "faccende importanti" della vita, più attenti alla bellezza del mondo e più abili a trovare soluzioni creative ai loro problemi. Insomma, tranne particolari eccezioni, più felici di noi adulti.
Nonostante questo, noi adulti abbiamo ancora qualche chance di tornare come i bambini, di zittire per un po' quel filtro selettivo che fa dire cosa è importante e cosa no....
Zittirlo per riconquistarsi... il profumo dei fiori : )
Luca, 21; 5-6
domenica 29 marzo 2009
Ciondolo tra le onde
Sala da pranzo, coi piedi ciondoloni sulla panca, il bambino mi guarda con occhi sfuggenti.
Sfuggenti come la sua attenzione alle parole che stiamo indirizzando verso di lui.
"Se non mangi non vieni più qui..."
"non puoi giocare con gli altri bambini...""
"non avrai altro da mangiare oggi pomeriggio..."
La realtà dei fatti è che tornerà ancora, che tra poco andrà a giocare con gli altri e tra un po', a sua richiesta, riceverà anche biscotti a volontà.
Questo bambino ha dei probemi di attenzione, dei problemi di disciplina...
Mi guardo e mi dico "con che coraggio posso pensare a questo? Sono ben cieco a non vedere quanto IO sono ciondolante: quanto oscillo tra il dire e il fare, sfuggente verso i miei stessi impegni. ".
Quel bambino è lo specchio di ciò che accade anche dentro di me.
Ho bisogno di fermezza e serenità, tanto quanto ce n'è bisogno fuori.
Buona vita
Federico
Sfuggenti come la sua attenzione alle parole che stiamo indirizzando verso di lui.
"Se non mangi non vieni più qui..."
"non puoi giocare con gli altri bambini...""
"non avrai altro da mangiare oggi pomeriggio..."
La realtà dei fatti è che tornerà ancora, che tra poco andrà a giocare con gli altri e tra un po', a sua richiesta, riceverà anche biscotti a volontà.
Questo bambino ha dei probemi di attenzione, dei problemi di disciplina...
Mi guardo e mi dico "con che coraggio posso pensare a questo? Sono ben cieco a non vedere quanto IO sono ciondolante: quanto oscillo tra il dire e il fare, sfuggente verso i miei stessi impegni. ".
Quel bambino è lo specchio di ciò che accade anche dentro di me.
Ho bisogno di fermezza e serenità, tanto quanto ce n'è bisogno fuori.
Buona vita
Federico
lunedì 23 marzo 2009
"Federicoooo, smettila di giocare e vieni su!"
Sei del pomeriggio. Campetto da calcio.
Oggi giochiamo una partitella tra amici, ma non c'ho voglia.
Con noi giocherà anche un ex calciatore di serie A.
Mi sembra di essere tornato bambino, quando non volevo giocare perchè mi vergognavo: ero scarso e non facevo mai gol.
Ci scaldiamo con qualche passaggio, ne perdo due su tre. Iniziamo bene.
Mi allaccio bene le scarpette (nuove di pacca...da due anni).
Sono piegato e guardo.
L'erba è fresca, gli alberi sono in fiore e ondeggiano al vento che mi soffia divertito nell'orecchio:
"In fondo è solo un gioco, cosa puoi perdere?"
La partita inizia.
Adesso sono stanco e felice.
Felice di quella stanchezza divertita e goduta. Come quando da bambino mi lasciavo andare al gioco e inseguivo la palla a perdifiato.
Ho tirato fuori una forza che non mi sentivo prima di iniziare, abbiamo riso, urlato versi strani, applaudito (anche ai gol degli altri)... eravamo diventati di colpo un gruppo di ragazzini che giocano nel cortile sotto casa.
In questo primo pomeriggio di primavera, se ascolto bene il vento, mi sembra anche di sentire lontano il grido di mia madre che mi chiama dal balcone...
Mamma, ho fatto anche un gol... sei contenta? : )
Un mio amico dice spesso "la mente mente"
Meglio spegnerla e giocarsi la partita fino in fondo : )
Buona partita
Federico
Oggi giochiamo una partitella tra amici, ma non c'ho voglia.
Con noi giocherà anche un ex calciatore di serie A.
Mi sembra di essere tornato bambino, quando non volevo giocare perchè mi vergognavo: ero scarso e non facevo mai gol.
Ci scaldiamo con qualche passaggio, ne perdo due su tre. Iniziamo bene.
Mi allaccio bene le scarpette (nuove di pacca...da due anni).
Sono piegato e guardo.
L'erba è fresca, gli alberi sono in fiore e ondeggiano al vento che mi soffia divertito nell'orecchio:
"In fondo è solo un gioco, cosa puoi perdere?"
La partita inizia.
Adesso sono stanco e felice.
Felice di quella stanchezza divertita e goduta. Come quando da bambino mi lasciavo andare al gioco e inseguivo la palla a perdifiato.
Ho tirato fuori una forza che non mi sentivo prima di iniziare, abbiamo riso, urlato versi strani, applaudito (anche ai gol degli altri)... eravamo diventati di colpo un gruppo di ragazzini che giocano nel cortile sotto casa.
In questo primo pomeriggio di primavera, se ascolto bene il vento, mi sembra anche di sentire lontano il grido di mia madre che mi chiama dal balcone...
Mamma, ho fatto anche un gol... sei contenta? : )
Un mio amico dice spesso "la mente mente"
Meglio spegnerla e giocarsi la partita fino in fondo : )
Buona partita
Federico
venerdì 11 luglio 2008
La fonte
Avete presente un bambino vivace?
"Dove la trova tutta quell'energia?" si dice spesso.
Poi guardo me: alla sera, di ritorno dal lavoro, faccio fatica ad alzare un braccio.
Anzi, a volte mi alzo la mattina e sono già stanco prima di cominciare la giornata.
Eppure lavoro in ufficio.
Domanda: i bambini hanno più energia perchè sanno dove andarla a prendere o perchè non la sprecano in attività inutili?
La seconda che hai detto.
Mi affascina l'idea che dentro di noi possa esserci una fonte di energia, che si ricarica di notte e a cui potremmo acedere in qualsiasi momento. Ma non credo che i bambini sappiano dove trovarla dentro di sè.
Invece mi sembra evidente che gli adulti, a differenza dei bimbi, passino la giornata a far girare a vuoto il cervello intorno ai pensieri automatici, ai rimuginamenti sulle nostre sfortune o sulle fortune di altri, ai pensieri su come dovrebbero andare le cose che non vanno...
Basterebbe prima imparare a risparmiare questa energia mentale durante la giornata. Allora quella che ci è concessa ogni giorno ci avanzerebbe.
Pensate se riuscissimo ad accedere direttamente alla fonte!
Cosa saremmo in grado di fare?
Buona vita
Federico :)
"Dove la trova tutta quell'energia?" si dice spesso.
Poi guardo me: alla sera, di ritorno dal lavoro, faccio fatica ad alzare un braccio.
Anzi, a volte mi alzo la mattina e sono già stanco prima di cominciare la giornata.
Eppure lavoro in ufficio.
Domanda: i bambini hanno più energia perchè sanno dove andarla a prendere o perchè non la sprecano in attività inutili?
La seconda che hai detto.
Mi affascina l'idea che dentro di noi possa esserci una fonte di energia, che si ricarica di notte e a cui potremmo acedere in qualsiasi momento. Ma non credo che i bambini sappiano dove trovarla dentro di sè.
Invece mi sembra evidente che gli adulti, a differenza dei bimbi, passino la giornata a far girare a vuoto il cervello intorno ai pensieri automatici, ai rimuginamenti sulle nostre sfortune o sulle fortune di altri, ai pensieri su come dovrebbero andare le cose che non vanno...
Basterebbe prima imparare a risparmiare questa energia mentale durante la giornata. Allora quella che ci è concessa ogni giorno ci avanzerebbe.
Pensate se riuscissimo ad accedere direttamente alla fonte!
Cosa saremmo in grado di fare?
Buona vita
Federico :)
martedì 24 giugno 2008
Il Buddha sorseggia spuma bionda
Sono al bar a mangiare e viene al tavolo un bambinetto di circa quattro anni: occhi a mandorla, sorriso simpatico e testa rasata.
Sale sulla sedia, le gambe ciondoloni e appoggia il mento sui due pugnetti.
Poi con un esilarante accento tra il cinese e il bresciano mi fa "come ti chiami?".
Faccio il serio e rispondo "Federico, e tu?"
"Luciano"
Adesso però rido...
Luciano ha letteralmente portato il sole dentro al bar. Vederlo muoversi tra i tavoli è uno spettacolo. Senza timori, pudori, timidezze...si apre la strada con la sua calma serafica e il suo sorriso. Impossibile resistergli. Condivide con tutti le sue emozioni, senza "dighe emotive". Semplicemente fluisce...
Mastica lentamente le sue patatine, sorseggiando una spuma bionda in un minuscolo bicchiere.
Dal suo punto di vista il mondo va bene così.
E infatti il mondo gli si apre davanti, come un enorme prato verde sovrastato da milioni di aquiloni multiformi.
Lo guardo, sorrido e penso.
I bambini sono il nostro "paradiso perduto".
Ci danno un assaggio di ciò che possiamo riconquistare.
Tornare bambini è la chiave per il nostro personale paradiso in terra.
Buona vita
Federico
Sale sulla sedia, le gambe ciondoloni e appoggia il mento sui due pugnetti.
Poi con un esilarante accento tra il cinese e il bresciano mi fa "come ti chiami?".
Faccio il serio e rispondo "Federico, e tu?"
"Luciano"
Adesso però rido...
Luciano ha letteralmente portato il sole dentro al bar. Vederlo muoversi tra i tavoli è uno spettacolo. Senza timori, pudori, timidezze...si apre la strada con la sua calma serafica e il suo sorriso. Impossibile resistergli. Condivide con tutti le sue emozioni, senza "dighe emotive". Semplicemente fluisce...
Mastica lentamente le sue patatine, sorseggiando una spuma bionda in un minuscolo bicchiere.
Dal suo punto di vista il mondo va bene così.
E infatti il mondo gli si apre davanti, come un enorme prato verde sovrastato da milioni di aquiloni multiformi.
Lo guardo, sorrido e penso.
I bambini sono il nostro "paradiso perduto".
Ci danno un assaggio di ciò che possiamo riconquistare.
Tornare bambini è la chiave per il nostro personale paradiso in terra.
Buona vita
Federico
giovedì 28 febbraio 2008
Il cacciatore di nuvole
Il piccolo aveva visto raramente il sole, il cielo sopra la sua cittadina era per lo più nuvoloso.
Spesso aveva sentito dire che nei paesi del Sud la gente prendeva il sole.
Quando sua madre lo vide uscire con gli occhiali scuri e l'ombrello a mo' di bastone "Dove vai conciato così? Sembri il cieco di Sorrento".
"Vado a prendere le nuvole" rispose correndo.
Steso sulla panchina dei giardinetti, le nuvole sopra di lui sono una coperta pesante e umida di pioggia. "Se almeno piovesse se ne andrebbero" pensava.
Una goccia, come una nota sfuggita all'orchestra, cade sulla guancia del piccolo "adesso inizia il bello" sorride. L'orchestra accorda gli strumenti con qualche goccia qua e là...ma poi parte il concerto. Lo scroscio riempie l'aria, le foglie si uniscono al coro, la terra umida fa la batteria, anche gli uccelli si azzittiscono per ascoltare.
Poi, lentamente, si tace e le nuvole grigie con un inchino se ne vanno, lasciando spazio a un manto cadido e leggero. "Servirebbe un po' di vento adesso" sussurrò chiudendo l'ombrello.
L'aria umida e tersa, dopo la doccia rigenerante, si scuote l'acqua di dosso e inizia a suonare la sua melodia: nelle persiane delle finestre, negli spifferi delle porte, sulla punta delle bandiere...le foglie estasiate applaudono e le nuvole...le nuvole bianche raccontano le storie.
Storie di elefanti alati che scacciano mostri cornuti, di serpenti che si allungano e si restringono, di pecore che pascolano pacifiche nel prato azzurro. Il piccolo ride e applaude allo spettacolo continuo delle candide attrici, ma è il colore del cielo dietro le nuvole ad attirarlo. C'è qualcosa di nuovo e inaspettato là dietro.
"Grazie per il concerto e grazie per lo spettacolo, care nuovelette, ma adesso siete libere di andare" grida in piedi sulla panchina, agitando l'ombrello.
Il vento capisce e fa il suo dovere, mentre il piccolo le saluta.
Come alla fine dello spettacolo appare il telo bianco e le luci si accendono, così il grande palcoscenico celeste si apre davanti agli occhi del piccolo, semichiusi per la luce che ne esce.
Il piccolo inforca gli occhiali e si stende sulla panchina umida e calda.
"E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta, eh?" sorride soddisfatto "adesso possiamo goderci il vero spettacolo".
Buona vita
Federico
Spesso aveva sentito dire che nei paesi del Sud la gente prendeva il sole.
Quando sua madre lo vide uscire con gli occhiali scuri e l'ombrello a mo' di bastone "Dove vai conciato così? Sembri il cieco di Sorrento".
"Vado a prendere le nuvole" rispose correndo.
Steso sulla panchina dei giardinetti, le nuvole sopra di lui sono una coperta pesante e umida di pioggia. "Se almeno piovesse se ne andrebbero" pensava.
Una goccia, come una nota sfuggita all'orchestra, cade sulla guancia del piccolo "adesso inizia il bello" sorride. L'orchestra accorda gli strumenti con qualche goccia qua e là...ma poi parte il concerto. Lo scroscio riempie l'aria, le foglie si uniscono al coro, la terra umida fa la batteria, anche gli uccelli si azzittiscono per ascoltare.
Poi, lentamente, si tace e le nuvole grigie con un inchino se ne vanno, lasciando spazio a un manto cadido e leggero. "Servirebbe un po' di vento adesso" sussurrò chiudendo l'ombrello.
L'aria umida e tersa, dopo la doccia rigenerante, si scuote l'acqua di dosso e inizia a suonare la sua melodia: nelle persiane delle finestre, negli spifferi delle porte, sulla punta delle bandiere...le foglie estasiate applaudono e le nuvole...le nuvole bianche raccontano le storie.
Storie di elefanti alati che scacciano mostri cornuti, di serpenti che si allungano e si restringono, di pecore che pascolano pacifiche nel prato azzurro. Il piccolo ride e applaude allo spettacolo continuo delle candide attrici, ma è il colore del cielo dietro le nuvole ad attirarlo. C'è qualcosa di nuovo e inaspettato là dietro.
"Grazie per il concerto e grazie per lo spettacolo, care nuovelette, ma adesso siete libere di andare" grida in piedi sulla panchina, agitando l'ombrello.
Il vento capisce e fa il suo dovere, mentre il piccolo le saluta.
Come alla fine dello spettacolo appare il telo bianco e le luci si accendono, così il grande palcoscenico celeste si apre davanti agli occhi del piccolo, semichiusi per la luce che ne esce.
Il piccolo inforca gli occhiali e si stende sulla panchina umida e calda.
"E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta, eh?" sorride soddisfatto "adesso possiamo goderci il vero spettacolo".
Buona vita
Federico
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