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lunedì 16 novembre 2009

Cercando il Sole

Cammino nella nebbia, senza una direzione.
Sto cercando chiarezza, sto cercando la luce del Sole.
Davanti a me il manto candido riflette luci di fuoci fauti, inconsistenti e fuorvianti.
Si spacciano per il Sole, ma svaniscono in pochi minuti, lasciandomi ancor più confuso.

D'un tratto una luce più sanguigna,
un falò acceso per la strada,
intorno, accovacciate, altre persone che ascoltano.
Il calore rinfranca i nostri cuori stanchi,
la luce dirada la nebbiolina e permette di vederci in faccia.

Si parla di come arrivare alla luce del Sole,
tracce di un percorso sulla sabbia,
la necessità di alzarsi e camminare,
seguendo quello con la torcia.

La torcia non è il Sole,
ma permette di camminare nella nebbia.
Chi ha la torcia ha già visto il Sole e sa come raggiungere la sua luce.

Il percorso è lungo:
qualcuno si perde,
ingannato da fuochi fauti,
gli altri rimangono vicini
e si aiutano a vicenda per non perdersi di nuovo.

La torcia illumina la strada,
spezzoni di vita di persone perse,
che non riconoscono la luce
neppure quando gli passa davanti al naso.
Adesso so perchè:
tengono gli occhi chiusi.

To be continued...

venerdì 24 luglio 2009

L'ospite inatteso e la beata fatalità

Proseguendo sull'episodio della macchina del post di ieri l'altro,
mi sono ricordato di un particolare ancora più assurdo.

Avendo l'auto nel garage,
ferma perchè non volevo usarla
e perchè non avevo rinnovato l'assicurazione,
guidavo la macchina di madre.

prima una volta, poi due...poi la usai ininterrottamente per qualche mese...

Quando dovevo parcheggiarla a casa,
avendo il garage bloccato dall'altra,
ero "costretto" a parcheggiarla fuori,
in strada, vicino a un fosso.
(in realtà avrei potuto parcheggiarla dentro al cortile...
ma vuoi mettere, dover aprire il cancello, richiuderlo...
quanta vita sprecata)

Altro particolare.
Lasciavo il finestrino regolarmente aperto.
Tra l'altro era novembre.

Insomma da lì a poco tempo iniziai a sentire uno strano odore in auto.
Avete presente quando fate la spesa alla Coop
e il taleggio vi cade inavvertitamente sotto il sedile senza che ve ne accorgiate per giorni?
Non so se è capitato a qualcuno di voi, comunque l'odore era quello.

Il primo pensiero - dopo due o tre giorni - fu proprio il suddetto latticino.
Ma guardando sotto i sedili, niente taleggio o simili.
Mi rassegnai e dissi "passerà".

Nel frattempo - mese di dicembre - viaggiavo regolarmente con il finestrino abbassato, per evitare di svenire alla guida.

A niente servirono le parole degli amici.
"Sei sicuro che sia un odore passeggero? Non conviene controllare?"
A niente le prese in giro.
"Fede, hai un cadavere nel bagagliaio?"

Ogni giorno era peggio.
Ma io ormai ero assuefatto.

Le mie amicizie intanto si sfoltivano...
E quando c'era da prendere la macchina - chissàperchè - tutti si offrivano di portarmi.

Epilogo della storia?

Finalmente restituii l'auto alla legittima proprietaria-madre.
Lei ovviamente si allarmò e fece controllare - a mio padre - l'auto.
Con il solo artifizio del suo naso da segugio,
si orientò verso il vano portaoggetti,
puntò la coda, e iniziò a "scavare".

Sorpresa!
Dietro al portaoggetti,
incastrato in una grata
nell'inane tentativo di fuggire,
un TOPO,
inesorabilmente putrefatto,
era immobile nel graticcio di plastica.
Entrato un mese prima dal finestrino aperto "vista fosso".

Ecco un chiaro esempio di come Pigrizia e Spirito di adattamento riescono a sposarsi,
in un connubio micidiale.

Beata fatalità!

mercoledì 22 luglio 2009

L'ecologista pigro

Terrazza estiva, a cena con la mia vecchia cara amica Paola.
Davanti ad una buona Guinness e a delle splendide patatine al forno....
mentre il Sole calante si riflette sugli occhiali omonimi,
si rimembrano le cazzate della gioventù.

Me ne torna in mente una che illustra chiaramente un mio comportamento assolutamente meccanico, frutto del lavoro incontrastato della mia personalità...

Un tempo mi ero fatto la coscienziosa idea che avere la macchina fosse dannoso all'ambiente e mi inducesse, di per se stessa, ad inquinare.
Per cui avevo preso la ferma decisione di non utilizzarla e di lasciarla in garage.
La decisione era talmente ferma che avevo deciso persino - pensate - di lasciar scadere la polizza assicurativa della suddetta autovettura.
Non per pigrizia - sia ben inteso - ma per quella ferma decisione di cui sopra.
Ero sicuro che sarebbe stato uno stimolo ulteriore a non usarla.

Come spesso accade, però, la decisione l'aveva presa solo una parte di me, un gruppo di "io" - chiamiamoli i Verdi della situazione.

Nel frattempo, la mia mente continuava, come di consueto, a vagare in un avvicendarsi di risposte automatiche a stimoli esterni, per cui ben presto mi resi conto che, per mantenere in pace il resto dei miei "io" urlanti, avevo bisogno dell'auto.
D'altronde avevo deciso di non usarla, mica avevo deciso di cambiare tutte le mie abitudini...

Per cui chiesi la macchina a mia madre e inizia a usare quella.
Per settimane.
Qualche mese.

Finchè mi chiese, gentilmente e con tatto, se volevo per caso che me la regalasse...
Non vi dico la furia "io non voglio l'auto! Ho deciso di farcela senza! così non mi aiutate!".

Beato sonno...

martedì 7 aprile 2009

Non di solo pane

L'impiegato modello ascolta il direttore con aria attenta.
In realtà dentro di lui si muovono pensieri e critiche.
Ma nulla traspare, com'è buona creanza...

Interviene poco, la riunione si prolunga, il direttore è prolisso.
Sembra che riempia i vuoti con parole vuote.
L'impiegato invece riempie i vuoti con pensieri negativi.
Sale l'amaro in bocca.

Alla fine della riunione l'impiegato modello ha bisogno di qualcosa di dolce:
va alla macchinetta e tira giù una bella cioccolata calda.

Arrivato a casa, sente che la giornata è andata, in qualche modo è stata persa.
Ancora quella sensazione di vuoto.
La televisione non basta a colmare.
Apre il frigo..."ecco proviamo con questo".

La bocca arraffa cibo, lo sguardo è spento sul video che parla.

E' ora di andare a dormire.
L'ora peggiore per chi sente di non aver vissuto.
Un libro può bastare a dimenticare?
Forse è meglio un sonnifero.
In fondo domani... è un altro vuoto.

Buona notte

Federico

martedì 2 settembre 2008

Insabbiamenti

"E stanno tutti aspettando che succeda qualcosa
Che tolga il velo di polvere dalla realtà"
L. Cherubini


In spiaggia, quando il sole scende, sembra che l'aria si profumi di lontananza.
C'è chi se ne va a casa e chi resta a godersi i riflessi argento del mare.
La sabbia intanto si raffredda e custodisce, quasi di nascosto, gli oggetti che il giorno ha dimenticato.
Un power ranger, che Matteo ha lasciato vicino all'ombrellone, è già mezzo insabbiato. Nessuno se ne è accorto e a poco a poco la sabbia lo ha circondato.

Un po' come i sogni che lasciamo lì, al sole delle nostre speranze.
In balia della dimenticanza sabbiosa che tutto nasconde, che tutto copre con il suo velo.
Finchè un alito di vento che arriva dal nord ne scopre un lembo.

E' sempre bene guardarsi in giro prima di abbandonare la spiaggia: qualche sogno può rimanere insabbiato.

Buona vita

Federico

mercoledì 18 giugno 2008

Il presente assente

"C'è sempre tempo per farlo..."

ore 20:22 Ospedale di Crema, reparto cardiologia.
Mio padre mi guarda un po' di sbieco, non può alzare la testa perchè deve rimanere disteso per via dell'operazione alle coronarie che ha fatto oggi. Avrebbe dovuto fare un controllo a febbraio, ma ha rimandato...

"C'è sempre tempo per farlo..."

Ho una vecchia amicizia: avvelenata dalle cose non dette, soffocata dai meccanismi, dalle azioni-reazioni quotidiane. Adesso è un anno che non ci parliamo e quelle cose non dette rimangono dentro. Avrei dovuto chiarirle tanto tempo fa, ma preferisco aspettare il momento giusto...

"C'è sempre tempo per farlo..."

Quante volte mi sono detto questa frase, per dormire sonni tranquilli.
Quando la scelta si fa pressante, quando sento che c'è qualcosa di doloroso da affrontare, allora, dalle quinte della mia mente, esce fuori questa frase e mette tutto "a posto".

Di solito ne viene in rinforzo un'altra più sottile "adesso non è il momento giusto, occorre aspettare". Come se fosse un dispiacere! Invece una parte di me è contenta di posticipare, di aggirare l'ostacolo.

Ma l'ostacolo, inevitabilmente, si ripresenta più grosso.
E' così che vivo sospeso tra il passato e il futuro.
Tra il non fatto e il da farsi.

Eppure dietro ogni ostacolo c'è un'opportunità di crescita da cogliere.

"E' vero, c'è sempre tempo per farlo...ma è meglio farlo adesso!"

Riprendiamoci il tempo della vita, riprendiamoci il presente.

Buona vita

Federico

domenica 8 giugno 2008

La stessa sostanza dei sogni

"Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra piccola vita è circondata dal sonno"
Shakespeare

Questa frase mi ha colpito molto la prima volta che l'ho sentita, ma non l'avevo capita.
Il bello delle grandi frasi è che per capirle tocca fare esperienza del loro significato: solo allora si coglie, magari solo parzialmente, quello che vogliono dire.

Ho guardato su internet e per questa frase ci sono le interpretazioni più varie.
A me suscita queste due riflessioni:
1.
Siamo della stessa sostanza dei sogni, e di cosa sono fatti i sogni?
I sogni mi parlano della parte più profonda di me, delle mie aspirazioni più essenziali...a volte penso che in fondo al mare del mio inconscio ci sia scritto il destino della mia vita e i sogni siano come pesci che spuntano fuori dall'acqua per un attimo, luccicanti al chiaro di luna.
Se li seguo fino in fondo, magari posso trovare il mio tesoro...

2.
I sogni si fanno nel sonno, ma la nostra piccola vita è circondata di sonno.
Questo mi dice che anche quando credo di essere sveglio...in realtà sto dormendo.
Di sicuro non fisicamente, ma spiritualmente si. Vuol dire che faccio un sacco di cose: cammino, parlo, lavoro, rido, sono triste...senza esserne pienamente cosciente. E' come se per un qualche sortilegio, la mia giornata, che è piena di colori, la vedessi in bianco e nero.

E allora, sulla scia delle citazioni:

"il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi"
Paul Valery

e per svegliarsi c'è un via...

"la sofferenza è forse l'unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito"
Saul Bellow

...sforziamoci di restituire i colori alla nostra vita : )

Buona vita

Federico

mercoledì 21 maggio 2008

Il mattino ha l'oro in bocca

La brezza dell'alba ha segreti da dirti.
Non tornare a dormire.
Devi chiedere quello che davvero vuoi.
Non tornare a dormire.
C'e' gente che va avanti e indietro
attraverso le porte dove i due mondi si toccano.
La porta e' tonda e aperta.
Non tornare a dormire.

Jalal-ud-Din Rumi

(maestro e poeta sufi)


Questa bella poesia mi ricorda la magia del mattino, il momento in cui i primi pensieri si stropicciano nella mente assonnata e la quotidiana lotta interiore ha inizio: tra il sonno e lo sforzo, tra l'abitudine e l'opportunità, tra la morte e la vita.

In alcuni momenti mi rendo conto di una cosa.
Il primo ostacolo ha in sé anche la forza necessaria per superarlo.

Il mattino ha l'oro in bocca... : )

Buon risveglio

Federico

lunedì 18 febbraio 2008

Il multisala è aperto 24 ore su 24

Spesso all'uscita dal cinema mi capita di sentirmi come il protagonista del film e l'atmosfera che ho respirato durante la proiezione mi rimane appiccicata per un po' di tempo. Di solito l'effetto dura qualche minuto, ma...

1996, una pungente serata di dicembre, esco dal cinema appena maggiorenne, ho finito di vedere "Trainspotting". Il giorno dopo mi raso i capelli come il protagonista e guardandomi allo specchio cerco delle somiglianze.

...quella volta è durata circa un mese!

Punto uno:
Due orette di suoni e immagini ad alta definizione si imprimono nella mente e mi condizionano per un tempo più o meno limitato, producendo in me uno stato emotivo....

Punto due:
la mente è un multisala aperto 24 ore su 24 (provare per credere)

Domanda:
se noi siamo in sala a guardare i film, chi è che li proietta?

Proviamo ad accendere le luci e scrutiamo chi c'è nella sala comandi...

Buona visione

Federico

domenica 17 febbraio 2008

Importanze

"I giorni migliori fuggono, non c'è dubbio, se ci si lascia travolgere da faccende di ben poca importanza. Così la vecchiaia sorprende gli uomini quando, nello spirito, non sono ancora cresciuti, e li coglie impreparati e inermi. Non l'avevano previsto, infatti, e ci si trovano dentro da un momento all'altro, senza aspettarselo: non si rendevano conto che la vecchiaia si avvicinava un poco tutti i giorni.
Succede anche in viaggio: chi si lascia distrarre da una piacevole conversazione o dalla lettura di un libro o da un pensiero insistente, si accorge di essere arrivato prima ancora di rendersi conto che sta arrivando.
Così pure questo viaggio della vita, ininterrotto e veloce, che noi facciamo sempre con lo stesso passo, da svegli e nel sonno, a chi è sempre affaccendato si manifesta solo al suo termine."
(Seneca, DE BREVITATE VITAE, 9)
Properemus.... .
Buon Lavoro,
Franca

martedì 29 gennaio 2008

Questa casa... è un albergo

Siamo formati da 50 mila miliardi di cellule. Ogni cellula è un essere vivente. Quindi la persona che vediamo allo specchio ogni mattina, in realtà, è una comunità : )

Ma chi è che comanda questa comunità?

Apparentemente c'è un governo stabile. La persona che vediamo ogni mattina è più o meno la stessa. Qualche ruga in più, qualche capello in meno...
Ma ad una più attenta analisi risulta impossibile pensare che questa immagine sia vera.
Quotidianamente riceviamo stimoli a cui reagiamo secondo precisi percorsi mentali: un preciso stimolo risveglia un gruppo di pensieri collegato alla nostra esperienza. Es. una macchina ci tampona da dietro, in automatico partono una serie di pensieri.

Un gruppo di pensieri portano ad un'azione, un gruppo di azioni creano un comportamento, un gruppo di comportamenti disegnano una personalità...
Se questa catena è vera, vuol dire che la nostra personalità è stata creata dagli stimoli che abbiamo ricevuto nella nostra vita, secondo un processo meccanico. Quindi personalità meccanica.

Le esperienze/stimoli si accumulano con l'andare degli anni, quindi si creano tante personalità meccaniche diverse tra loro...ben inteso, sempre nella stessa persona!

Il modo con cui mi rivolgo a mia madre è lo stesso con cui mi rivolgo agli amici al bar?
Il comportamento che tengo con il mio capo è lo stesso che tengo con il senegalese che mi vuole vendere l'accendino?
Il linguaggio che uso con i miei colleghi è lo stesso che uso con la mia ragazza?

Diversi pensieri, diversi linguaggi e diverse azioni...dove sta l'unità?
Ma la domanda più interessante è: posso decidere di fare altrimenti?

Provate a parlare a vostra madre delle stesse cose di cui parlate al bar...usando lo stesso linguaggio : )

Buona vita

Federico

lunedì 28 gennaio 2008

Sogno o son desktop?

ATTENZIONE: la SRC (Software Re-Programming Company) ha trovato un nuovo e preoccupante virus!

Si chiama SD (Sweet Dreams) e dalle prime osservazioni sembra che sia già presente in tutti i computer prodotti negli ultimi sette anni, ma che sia così insidioso da risultare invisibile ai più: per questo non ne avete sentito parlare.

Lo staff della SRC è riuscito a capire come agisce il virus: apre e chiude in automatico cartelle e programmi già presenti al momento dell'installazione, ma ciò che stupisce di più è che riesce a crearne continuamente di nuovi.
La sua forza è l'imitazione e la velocità: le finestre aperte, infatti, sono così numerose e appaiono così velocemente che si fa fatica a vederle. In questo modo il proprietario pensa di lavorare, ma in realtà il computer sta facendo altro.
Il sintomo più evidente del virus: i mille programmi aperti rendono il processore più lento. Ma visto che il computer è nuovo, nessuno se ne accorge!
Il dramma è che ogni virus ha una data di scadenza predefinita e quando si blocca rivela l'amara realtà: la memoria del computer non ha mantenuto alcuna informazione inserita e tutto il lavoro fatto è andato perduto.

La mente umana è come un potentissimo computer infettato dal virus SD: vediamo che è lento ma qualcuno ci ha detto che è normale e noi gli abbiamo creduto. Salvo poi accorgerci, alla fine della vita, che forse avevamo sbagliato.

Scopriamo le nostre potenzialità, prima che sia troppo tardi : )

Buona vita

Federico

martedì 22 gennaio 2008

Sintonizza la tua radio

Chi ha incastrato Mastella e perchè? Questo è l'argomento della mia cena di stasera in famiglia.

Apertura: con grande dispiego di energie, si discute su chi vuol fare cadere il governo, su chi dovrebbe fare e sta fermo, su chi dovrebbe stare fermo e fa anche troppo.

Chiusura: la classe politica italiana è ridicola e se si rimane così succede una mezza rivoluzione.

Risultato: scoraggiamento generale, si prende un caffé per tirarsi su e non ci si pensa più...almeno per un po'.


Discussioni di questo genere sembrano aumentare a dismisura. Le sento in ufficio, nei bar, alla radio...lo stesso scoraggiamento e la stessa sensazione di impotenza. Lo scoraggiamento è come un'onda sonora: si propaga nell'aria, risuona e se incontra qualcuno sul suo cammino si rifrange e si moltiplica...come un eco. Più persone la incontrano e più si moltiplica, risuona, si espande...in qualche modo segue una logica, una legge fisica.
Allora mi sono domandato: cosa succederebbe se l'energia dissipata in scoraggiamento fosse impiegata per progettare azioni concrete? Dovrebbe seguire la stessa legge, giusto? Si moltiplica, risuona, si espande.
Cambiare la musica è possibile, se ci sintonizziamo sulla frequenza giusta : )
Buona notte
Federico

sabato 19 gennaio 2008

Torno subito?

Sono in macchina con mio nipote: ha tre anni e un'intelligenza vivace, ma ad un certo punto inizia a fissare il vuoto...per qualche minuto...
"Cosa c'è Martino?" continua a fissare il vuoto. "Martinooo?" è senza espressione, nè gioia nè tristezza. Nulla.
"E' normale, Fede" mi dice Elena "ogni tanto si impalla, tutto sua madre".
Eppure c'è qualcosa di a-normale, penso io. Martino è la gioia di vivere, la freschezza della mente, la sorpresa...ma adesso, quell'espressione vuota mi ricorda qualcosa, ha il sapore dell'assenza.
Qualche minuto dopo siamo in centro a Lodi, nella calca della fiera di San Bassano, persone osservano, acquistano, parlano, urlano, camminano....e rivedo quell'espressione, solo più indurita dal tempo e dall'abitudine. Abitudine a mancare dalla vita. Sembra che sui loro volti ci sia il cartello "Torno subito".
Probabilmente hanno iniziato a metterlo quando avevano tre anni, una volta ogni tanto...e poi, con l'abitudine, se lo sono dimenticati fuori.

Quando possiamo, ricordiamoci di toglierlo : )

Buona serata

Federico

mercoledì 9 gennaio 2008

Essere o non essere? Dormire o pedalare?

E' mattina presto, percorro la strada che mi porta in ufficio. Sempre la stessa. Penso a quello che mi aspetterà al lavoro, ai problemi che dovrò affrontare, alle telefonate che preferirei evitare. Arrivo alla mia scrivania e, senza accorgermi, affondo nelle procedure meccaniche del lavoro: arrivano telefonate, fax, e-mail, persone, problemi...soprattutto problemi. E la sensazione è di non riuscire ad affrontarli tutti, come se mancasse il tempo.
La mia vita scorre velocemente al ritmo di una macchina in corsa senza guidatore. Perchè la realtà è che manca il guidatore: dovrei esserci io, invece c'è qualcun altro. Qualcuno che dice "ci sarà un tempo per la felicità, ma non adesso, sono troppo occupato".
Solo alla sera tardi mi ricordo di esistere, di avere dei sogni, delle speranze, dei talenti...ma ormai è ora di dormire...e paradossalmente non ho fatto altro per tutta la giornata.

E' mattina presto, percorro la strada che mi porta in ufficio. Un vento fresco ha scompigliato le chiome degli alberi, riempiendo l'aria di piccoli semi danzanti...il profumo delle brioche calde passando vicino al bar... le nuvole sono elefanti che si tengono per la coda... una poesia mi nasce nel cuore e gli occhi si inumidiscono...
"pedala più forte: questo giorno ti sorprenderà"

A presto

Federico