Cibo benedetto, cena benedetta.
Radunati - stretti stretti - in una stanza,
calore umano, sorrisi e risate,
stasera abbiamo parlato tanto
e di faccende importanti.
Ne abbiamo parlato bene,
abbiamo "ben-detto" le scelte di questo momento,
di conseguenza abbiamo dato loro energia,
per gli sviluppi futuri.
Lo stare insieme così,
aperti, franchi, benevoli,
è come essere un accumulatore di energia
che sostiene gli sforzi di ciascuno:
quando qualcuno va in black-out o
quando lo sforzo sembra superiore alle possibilità,
allora interviene il gruppo.
Un elettricista lo chiamerebbe "gruppo di continuità"
e il nome non potrebbe essere più azzeccato...
Ti ringrazio Padre per tutti i fratelli e le sorelle
che mi hanno accompagnato e mi accompagneranno
su questa Terra.
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lunedì 7 dicembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
La piattaforma solare
continua dal post precedente
Guardando sopra il pelo della nebbia
ci si rende conto che non si è soli a camminare:
altre file di persone stanno solcando lo stesso percorso,
da punti di partenza diversi,
ma verso la stessa meta.
Le file di trampoli giungono ad una piattaforma area:
è una costruzione stabile,
che sormonta lo strato di nebbia,
fatta con il legno dei trampoli di chi è arrivato fin lì.
Mentre il Sole risplende nel cielo,
un gruppo accoglie i nuovi arrivati,
aiutandoli a salire e facendoli accomodare su ampi cuscini.
Da qua si possono vedere i voli che partono e rientrano:
macchine costruite appositamente per viaggi aerei.
Alcune, le più sofisticate, riescono a raggiungere il Sole.
I viandanti si preparano per proseguire il viaggio
ad un altro livello.
Buon percorso
a te che cerchi
Guardando sopra il pelo della nebbia
ci si rende conto che non si è soli a camminare:
altre file di persone stanno solcando lo stesso percorso,
da punti di partenza diversi,
ma verso la stessa meta.
Le file di trampoli giungono ad una piattaforma area:
è una costruzione stabile,
che sormonta lo strato di nebbia,
fatta con il legno dei trampoli di chi è arrivato fin lì.
Mentre il Sole risplende nel cielo,
un gruppo accoglie i nuovi arrivati,
aiutandoli a salire e facendoli accomodare su ampi cuscini.
Da qua si possono vedere i voli che partono e rientrano:
macchine costruite appositamente per viaggi aerei.
Alcune, le più sofisticate, riescono a raggiungere il Sole.
I viandanti si preparano per proseguire il viaggio
ad un altro livello.
Buon percorso
a te che cerchi
domenica 22 novembre 2009
Un cielo senza nuvole
continua da post precedente...
Il percorso procede in fila indiana,
senza più torce.
Il primo della fila è quello più alto,
che riesce a svettare sopra la nebbia,
gli altri stanno "a ruota",
tenendo ben fisso lo sguardo sui trampoli di chi sta davanti.
I trampoli si estendono a diverse altezze,
chi impara a camminare ad una certa altezza
lo ricorda per tutta la vita.
Solo che a volte qualcuno scende e se la fa a piedi.
Prevale infatti il pensiero che andare sui trampoli sia faticoso e artificiale:
in realtà si deve faticare di più per stare al passo con chi ha la gamba più lunga,
e bisogna portarsi pure i trampoli sulle spalle...
In alcune situazioni di questo genere
può capitare che qualcuno mandi al diavolo trampoli e fila
e si perda di nuovo nella nebbia,
alla ricerca di una torcia.
Chi riesce ad estendere i trampoli in misura sufficiente
inizia a vedere un chiarore sopra la nebbia
un chiarore che cresce e in alcuni momenti diventa luce...
e vede qualcosa che da tempo cercava,
una sensazione familiare pervade il cuore:
un cielo senza nuvole si staglia oltre la nebbia,
rischiarato dalla luce del Sole.
Lì si vede la reale differenza tra la nebbia e l'aria tersa,
e si prova reale orrore per quella coltre grigia che ci avvolge.
To be continued...
Il percorso procede in fila indiana,
senza più torce.
Il primo della fila è quello più alto,
che riesce a svettare sopra la nebbia,
gli altri stanno "a ruota",
tenendo ben fisso lo sguardo sui trampoli di chi sta davanti.
I trampoli si estendono a diverse altezze,
chi impara a camminare ad una certa altezza
lo ricorda per tutta la vita.
Solo che a volte qualcuno scende e se la fa a piedi.
Prevale infatti il pensiero che andare sui trampoli sia faticoso e artificiale:
in realtà si deve faticare di più per stare al passo con chi ha la gamba più lunga,
e bisogna portarsi pure i trampoli sulle spalle...
In alcune situazioni di questo genere
può capitare che qualcuno mandi al diavolo trampoli e fila
e si perda di nuovo nella nebbia,
alla ricerca di una torcia.
Chi riesce ad estendere i trampoli in misura sufficiente
inizia a vedere un chiarore sopra la nebbia
un chiarore che cresce e in alcuni momenti diventa luce...
e vede qualcosa che da tempo cercava,
una sensazione familiare pervade il cuore:
un cielo senza nuvole si staglia oltre la nebbia,
rischiarato dalla luce del Sole.
Lì si vede la reale differenza tra la nebbia e l'aria tersa,
e si prova reale orrore per quella coltre grigia che ci avvolge.
To be continued...
mercoledì 18 novembre 2009
La scuola di trampoli
continua dal post precedente...
Si arriva in un posto speciale:
molti fuochi intorno,
grandi e piccoli,
fanno da corona ad un pozzo di acqua cristallina.
L'acqua del pozzo ha tanti utilizzi.
Disseta,
Pulisce,
Rispecchia.
E talvolta nasconde tesori nelle sue profondità.
Perchè tanti fuochi circondano il pozzo?
Un fuoco da solo rischia di spegnersi,
ma tanti fuochi possono tenersi accesi a vicenda.
In questo luogo apprendiamo l'arte dei tampoli,
per camminare sopra il livello della nebbia,
per poter raggiungere la luce del Sole.
Sono trampoli di diverse altezze:
più si è in alto più la caduta fa male,
ma ad ognuno vengono assegnati i trampoli secondo le proprie capacità.
La regola principale quando si cade è rialzarsi subito e riprendere.
Una palestra per trampolieri:
ognuno deve curarsi di imparare a stare in equilibrio, e per stare in equilibrio bisogna camminare (chi sta fermo sui trampoli...cade).
I trampolieri devono aiutarsi l'un l'altro, quando uno rischia d cadere gli altri devono sorreggerlo (se un trampliere cade...rischia di tirarne giù tre o quattro degli altri).
I fuochi vanno tenuti accesi, l'acqua pulita, i trampoli in ordine (se non si cura la scuola di trampoli...si perde una possibilità per molti).
Appoggiati ai lunghi sostegni di legno,
le gambe, un tutt'uno col legno,
un nuovo gruppo di trampolieri si incammina lungo il percorso,
verso la prossima meta.
To be continued...
Si arriva in un posto speciale:
molti fuochi intorno,
grandi e piccoli,
fanno da corona ad un pozzo di acqua cristallina.
L'acqua del pozzo ha tanti utilizzi.
Disseta,
Pulisce,
Rispecchia.
E talvolta nasconde tesori nelle sue profondità.
Perchè tanti fuochi circondano il pozzo?
Un fuoco da solo rischia di spegnersi,
ma tanti fuochi possono tenersi accesi a vicenda.
In questo luogo apprendiamo l'arte dei tampoli,
per camminare sopra il livello della nebbia,
per poter raggiungere la luce del Sole.
Sono trampoli di diverse altezze:
più si è in alto più la caduta fa male,
ma ad ognuno vengono assegnati i trampoli secondo le proprie capacità.
La regola principale quando si cade è rialzarsi subito e riprendere.
Una palestra per trampolieri:
ognuno deve curarsi di imparare a stare in equilibrio, e per stare in equilibrio bisogna camminare (chi sta fermo sui trampoli...cade).
I trampolieri devono aiutarsi l'un l'altro, quando uno rischia d cadere gli altri devono sorreggerlo (se un trampliere cade...rischia di tirarne giù tre o quattro degli altri).
I fuochi vanno tenuti accesi, l'acqua pulita, i trampoli in ordine (se non si cura la scuola di trampoli...si perde una possibilità per molti).
Appoggiati ai lunghi sostegni di legno,
le gambe, un tutt'uno col legno,
un nuovo gruppo di trampolieri si incammina lungo il percorso,
verso la prossima meta.
To be continued...
lunedì 16 novembre 2009
Cercando il Sole
Cammino nella nebbia, senza una direzione.
Sto cercando chiarezza, sto cercando la luce del Sole.
Davanti a me il manto candido riflette luci di fuoci fauti, inconsistenti e fuorvianti.
Si spacciano per il Sole, ma svaniscono in pochi minuti, lasciandomi ancor più confuso.
D'un tratto una luce più sanguigna,
un falò acceso per la strada,
intorno, accovacciate, altre persone che ascoltano.
Il calore rinfranca i nostri cuori stanchi,
la luce dirada la nebbiolina e permette di vederci in faccia.
Si parla di come arrivare alla luce del Sole,
tracce di un percorso sulla sabbia,
la necessità di alzarsi e camminare,
seguendo quello con la torcia.
La torcia non è il Sole,
ma permette di camminare nella nebbia.
Chi ha la torcia ha già visto il Sole e sa come raggiungere la sua luce.
Il percorso è lungo:
qualcuno si perde,
ingannato da fuochi fauti,
gli altri rimangono vicini
e si aiutano a vicenda per non perdersi di nuovo.
La torcia illumina la strada,
spezzoni di vita di persone perse,
che non riconoscono la luce
neppure quando gli passa davanti al naso.
Adesso so perchè:
tengono gli occhi chiusi.
To be continued...
Sto cercando chiarezza, sto cercando la luce del Sole.
Davanti a me il manto candido riflette luci di fuoci fauti, inconsistenti e fuorvianti.
Si spacciano per il Sole, ma svaniscono in pochi minuti, lasciandomi ancor più confuso.
D'un tratto una luce più sanguigna,
un falò acceso per la strada,
intorno, accovacciate, altre persone che ascoltano.
Il calore rinfranca i nostri cuori stanchi,
la luce dirada la nebbiolina e permette di vederci in faccia.
Si parla di come arrivare alla luce del Sole,
tracce di un percorso sulla sabbia,
la necessità di alzarsi e camminare,
seguendo quello con la torcia.
La torcia non è il Sole,
ma permette di camminare nella nebbia.
Chi ha la torcia ha già visto il Sole e sa come raggiungere la sua luce.
Il percorso è lungo:
qualcuno si perde,
ingannato da fuochi fauti,
gli altri rimangono vicini
e si aiutano a vicenda per non perdersi di nuovo.
La torcia illumina la strada,
spezzoni di vita di persone perse,
che non riconoscono la luce
neppure quando gli passa davanti al naso.
Adesso so perchè:
tengono gli occhi chiusi.
To be continued...
venerdì 8 febbraio 2008
Se pensi di partire per un viaggio....
Natale, Capodanno, Epifania, Carnevale, San Valentino, Pasqua, Festa della Liberazione... e ancora , Festa del Lavoro, Anniversari vari, Settimana Bianca, Vacanze Estive..... ogni mese dell'anno porta con sè una opportunità di viaggio, anche breve, ma che comunque fa sognare, organizzare valigie, pensare acquisti, partire e .....ritornare alla solita vita.
Sono una viaggiatrice immaginaria. Mi piace pensare a luoghi che vorrei visitare, non da turista, ma da viaggiatrice. Un giorno qualunque di otto anni fa ho iniziato un viaggio, non molto distante dalla casa in cui abito, tuttavia sconosciuto, impensabile da organizzare, nella volubilità dell'essere.
Più che un viaggio, forse, un cammino. Faticoso ma intenso. Agìto nella quotidianità per creare in essa lo straordinario.
Avvolto a tratti nella nebbia dove però nitide sono le presenze dei compagni di viaggio.
Otto anni dopo.
Il cammino intrapreso non va verso qualche obiettivo lontano da realizzare, ma molto più vicino, verso il proprio guardarsi, il proprio ascoltarsi, che scopro come luoghi del "viaggio" più straordinario per acquisire sensibilità e consapevolezza utilizzabili nel corso dell'esperienza quotidiana.
Per smettere di essere persone vulnerabili.
Per smettere di vivere da non-persone.
Il cammino è "in corso" e attende altri viaggiatori....
Franca
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