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sabato 13 giugno 2009

Chi d'assedio ferisce...

Una volta eravamo rimasti da soli in casa, noi piccoli e mio fratello maggiore,
e lui aveva inventato questo gioco "de paura":
correva da noi mentre giocavamo e ci diceva che stavano entrando in casa gli zingari...

Panico!!!

I giochi volavano...fuggi fuggi... l'angolo più recondito della cameretta era il nascondiglio migliore, dietro un rassicurante muro di cuscini, come scudi erti verso lo straniero, brutto e cattivo.

Il fatto è che io ci credevo veramente,
in fondo lo diceva mio fratello, sei anni più grande,
era "quasi" attendibile come un adulto, no?

Insomma, finchè non lo vedevo spuntare dalla porta della camera, non ero completamente tranquillo. E il bello era che a farlo di nuovo, ci cascavo ancora....

Mi viene questa riflessione.
L'assedio è un meccanismo di difesa assurdo:
per difendermi dal nemico, mi metto in trappola da solo!
Ancora più assurdo per me è pensare che, poichè il vero nemico è dentro di me,
alla fine non faccio altro che chiudermi in cella con il mio peggior nemico.
Me stesso.

Buona notte,
che l'alba possa vedere
solo porte spalancate
nei nostri cuori!

lunedì 23 febbraio 2009

Radio Cuore

"Vivere è cosa rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste e nulla più."
Oscar Wilde

La vita pretende da noi che la tocchiamo nel profondo.
La vita intorno ci chiama a vivere, anche se basterebbe esistere.

La natura ci ha dato un cuore per tenerci in vita: una pompa per il sangue.
Poi ci ha dato anche un cuore per vivere: una ricetrasmittente per le emozioni.

La differenza tra tenersi in vita e vivere è la capacità e la costanza di sintonizzare la nostra personale ricetrasmittente.

Questi giorni mi hanno fatto capire che la costanza è più importante, perchè crea capacità.

Buona vita

Federico

martedì 3 febbraio 2009

...e il fuoco della vita sotto vi arde

Cimitero di campagna
"Su croci oblique pendio di edera,
leggero sole, profumo e canto d'api.
Felici voi che giacete al riparo
stretti al cuore buono della terra.
Felici voi che, lievi e senza nome,
riposate a casa nel grembo della madre !
Ma ascolta, dal volo delle api e dai bocci
canta per me bramosia di vivere e di esistere,
l'anelito alla luce di un'essenza a lungo estinta
erompe dal profondo dei sogni, alle radici,
macerie di vita, incrostate di nero,
trasmutano e reclamano il presente,
e regalmente la madre terra
si agita in nascite incalzanti.
Soave tesoro di pace nel grembo della tomba
si culla non più greve di un sogno della notte.
Solo un fumo torbido è il sogno della morte,
e il fuoco della vita sotto vi arde."

H. Hesse

Da quando mi sono trasferito in campagna sono cambiate molte abitudini: la stufa è una di queste. L'esperienza di avere una stufa a legna in casa è fantastica e evocativa.

Accendere il fuoco vuol dire portare, sin dal primo mattino, una fiamma di vita all'interno della casa, ua fiamma che lenta divampa portando luce e calore.

Ma tenere quella luce e quel calore vuol dire ricordarsi, durante il giorno, di alimentare il fuoco.

Meccanicamente ci ricordiamo di alimentare il nostro corpo con il cibo, almeno tre volte al giorno (qualcuno anche di più...).
Ma il nostro cuore quante volte lo alimentiamo durante il giorno?

Buona vita : )

Federico

martedì 16 dicembre 2008

Il gardino murato

Quando tengo in mano mio nipote Tommaso, sento la sua presenza limpida.
Il suo stare al mondo è pieno di saggezza.

Il suo corpo è colmo di gioia fin dentro ogni cellula.
I suoi occhi rivelano un'anima antica.

Tant'è che a volte, quando lo tengo al petto e lo guardo, e i suoi occhi incrociano i miei, per un attimo non so più se sto guardando mio nipote o mio nonno.

L'anima col tempo viene imprigionata tra le mura della mente, la luce che un tempo rischiarava la coscienza diverrà lumicino e le tenebre regneranno sul giardino del cuore.

Finchè un canto, dal profondo, tornerà ad infiammare e a gettare luce su tutto quello che nel buio è cresciuto intorno: rovi, muri, erbacce...

Alcune piante alla luce moriranno, altre avranno bisogno del fuoco vivo per essere estirpate...
finchè il giardino del cuore tornerà a risplendere del verde rigoglioso della vita.

E ciò che doveva compiersi si sarà compiuto.

Buona vita

Federico

lunedì 8 dicembre 2008

La scatola degli scacchi

Difficile dire quanto bagaglio bisogna portare per un viaggio.
Soprattutto quando c'è da camminare.

Quando sono lì, con il bagaglio da fare sul letto, passo in rassegna tutto quello che vorrei portare e mi acorgo che dovrei inserire un mare di roba... persino la scatola degli scacchi sembra necessaria per godersi il viaggio.

In qual momento mi torna alla memoria che c'è da camminare, mi immagino con tutta quella roba sulle spalle e cerco di fare un po' di discrimine: cosa è realmente utile per questo viaggio?
Bene, è già qualcosa, ma non abbastanza: infatti una volta, anche dopo questa domanda, ho messo in borsa la scatola degli scacchi... :)

Ciò che penso essere utile, non sempre è realmente utile.
Ma di questo posso accorgermene solo quando inizio a sudare.
Quando la salita si fa critica, e le gambe scricciolano sotto il peso dello zaino, è necessario lasciare qualcosa, cercare l'essenziale.

Se la vita è come un viaggio, il cuore è come lo zaino: contiene tutto ciò di cui ho bisogno per vivere.

Se parto per la montagna, alcuni pesi inutili li posso vedere da subito, mentre faccio lo zaino.
Altri li posso vedere solo dopo un certo lavoro di gambe.
Perchè più la salita si fa dura, più è necessario liberare il cuore.

Buon viaggio

Federico

martedì 4 novembre 2008

The wind of change

Il vento sferza
con vivace forza
le foglie morte

Quando accetto il cambiamento è come se mi rendessi conto per la prima volta che una parte di me non serve più.
Uno schema appreso in anni di esperienza, di colpo diventa inutile...a volte dannoso.
Gli schemi mentali appresi come tante foglie secche, piccole o grandi, nascondono il germe della vita nuova.
Poi arriva il vento e le porta via, ad una ad una.
Quelle più resistenti sfidano la forza del vento...ma prima o poi, se il vento persiste, cadono inesorabilmente a terra.

Ogni volta che scendo nel mio cuore, prestando ascolto al silenzio, quel vento prende forza e fa il suo lavoro.

Le foglie sono lì, per terra. Chi lo avrebbe mai detto.
E il ramo nudo si riposa in attesa di un nuovo germoglio.

Diamo forza al nostro vento : )

Buona vita

Federico

sabato 27 settembre 2008

L'albero allo specchio

Quello che mi affascina degli alberi è che crescono in due direzioni.
Una direzione evidente di crescita verso il Cielo.
Una direzione nascosta di profondità, verso il cuore della Terra.
L'una dipende dall'altra.

Secondo me, la bellezza dell'albero sta nella discrezione con cui porta a termine quotidianamente il grande compito che gli è stato affidato: collegare Cielo e Terra.

Crescere in profondità, radicare la vita nel proprio cuore, è quanto di bello e utile ci insegnano le piante col loro lento sussurrare.

Riflettendoci bene, infatti, anche l'essere umano sembra avere questa opportunità di "doppia crescita".
Più spingo la mente a frequentare il cuore, più radico la mia coscienza nella profondità e più posso crescere verso l'alto.

Buona vita

Federico