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martedì 22 febbraio 2011

La faccia della cassiera





Nel mondo del keep in touch e del connecting people
abbiamo sempre più necessità di buone relazioni.

Sarà per questo che uno degli oggetti più acquistati è il cellulare?

La pubblicità punta su una gamma multiforme di prodotti,
potenzia il collegamento con le propria community di amici,
con la propria tribù.

Addirittura ho visto una funzione che permette ai propri amici di sapere dove si è esattamente,
in ogni momento in cui si vuole renderlo pubblico:
in quale locale stiamo bevendo un coca e rum, o dove siamo andati a cena, ecc.

La tribù lancia i suoi segnali di fumo, si localizza, si fotografa, si tagga, si commenta...

Eppure sembra che ci sia sempre più necessità di buone relazioni.
Sane, durature, significative relazioni.
Com'è 'sta storia?

E' più semplice imparare la nuova funzione dell'I-POD
che imparare a costruire una relazione,
fatta di ascolto, di comprensione, di rispetto.

Sarà per questo che quando vado a fare la spesa alla COOP
so a memoria cosa c'è nel reparto hi-tech
ma non ricordo la faccia della cassiera?

giovedì 18 marzo 2010

Il sapore della comunità

Ricordo ancora quando, sui banchi dell’università, ascoltavo gli esimi professori parlare di domanda e offerta, di vincoli di bilancio e di curve di indifferenza.
Nella noia di quei pomeriggi milanesi, assediato dalla sonnolenza del dopo mensa, c’erano alcune immagini che riuscivano a suggestionare maggiormente la mia fantasia: una di queste era il famigerato "paniere di beni".

Il paniere doveva rappresentare un insieme di beni, essenziali o superflui, che l’individuo sceglieva in base alle sue preferenze, al costo sul mercato e ai soldi che aveva in tasca.
Nella mia mente lo immaginavo così: un individuo, senza volto, che teneva in grembo un paniere pieno di ogni ben di Dio; un individuo solo, con il suo bel paniere, in uno spazio vuoto. Un’immagine degna della scienza triste…

Col tempo mi sono reso conto che quell’immagine irreale forse descriveva alcuni aspetti della realtà. Me ne sono accorto non più sui banchi dell’università, ma tra i banchi del supermercato.

In quel tempo di mezzo che separa l’ufficio dalla cena, mi capita talvolta di andare a fare la spesa al supermercato: l’ora del single.
Mentre scorro veloce tra luci pompate e scritte suadenti, io e gli altri compagni di sventura ci trasformiamo, come per magia, nei consumatori senza volto che avevo immaginato anni fa.
C’è una sola differenza: il paniere ha quattro ruote.

La realtà è che potrei andare in giro con un sacchetto di carta in testa, quello coi buchi per gli occhi, e nessuno ci farebbe molto caso: l’importante è presentarsi col carrello pieno e la tesserina pronta.
“Ha la tessera soci?”
“carta o bancomat?”
“buona sera e arrivederci”.

Ho sentito così la necessità di trovare nuovi modi di consumare. E non parlo solo della modalità di produrlo, della qualità del bene: biologico, sano, giusto, locale… parlo anche della modalità di consumarlo. Il solo fatto di aggiungere altre persone all’immagine del consumatore solitario, di condividere quel paniere, aggiunge di per sé un bene, immateriale ma fondamentale: il bene relazionale.

È in quei momenti vitali di condivisione che mi tornano alla mente le parole sagge della nonna: “dove si mangia in due si mangia anche in tre”.

E, aggiungo io, dove si mangia in tre il piatto si può gustare anche di più.
Ha il sapore della relazione.

giovedì 14 gennaio 2010

La maggioranza conta, il consenso ascolta

C'è un tema interessante che voglio condividere con voi: la convivenza.
Intesa nelle varie accezioni: una coppia, un gruppo, una comunità, una città, uno Stato...

E quando si parla di convivenza spesso si parla di decisioni da prendere,
ma soprattutto di "come" prenderle.

Dopo anni di scuola e militanza politica
ero profondamente persuaso sulla bellezza delle democrazie moderne,
basate sul metodo della maggioranza.
Recentemtne mi sono imbattuto in esperienze che mi hanno aperto gli occhi su un aspetto
che, a dire il vero, non avevo considerato prima: la maggioranza DIVIDE.

In democrazia ci troviamo spesso di fronte a questa situazione:
la maggioranza mette energia nella scelta vincente,
la minoranza cerca in ogni modo di ostacolarla.

Come un barca con due rematori
che remano in senso opposto:
non fa altro che girare intorno a sè stessa.

Certo, un rematore ha le braccia più forti,
ma la barca continua pur sempre a girare in tondo.
La società è in stallo e le riforme necessarie non decollano.

Su questo argomenti ammetto di aver avuto buoni maestri
che mi hanno insegnato un metodo di convivenza che si usa di rado:
il metodo del consenso.

Il metodo del consenso cerca l'UNIONE,
il consenso di tutti appunto.
Ma per sua natura presuppone uno sforzo, che la maggioranza non richiede:
l'ascolto attivo e la comprensione.
Per questo forse si usa di rado...

Bisogna saper ascoltare le ragioni dell'altro,
senza pregiudizio,
comprenderle, cercando di vedere la scelta dal punto di vista dell'altro.

Allora, e solo allora, si ha la possibilità di arrivare ad una decisione
che trovi il consenso di tutti.

E se la decisione è condivisa da tutti...
quale energia si sprigiona!
Quale gioiosa unità d'intenti!

Il consenso, all'interno della nostra vita,
mette le ali alla speranza di una società più umana
e più vicina allo scopo della nostra presenza su questa Terra.

giovedì 24 dicembre 2009

L'umiltà del ramo

A pranzo, mentre mangio la focaccia cipollata di Giacomo,
c'è Vince che si diverte a leggere i proverbi dal calendario di Frate Indovino.
Uno mi colpisce.

"il ramo carico di frutti,
s'inchina a tutti"

Mi manca un po' questa propensione del mettermi al servizio,
e quando la manifesto va spesso a braccetto con la sindrome della bocca larga.

Oggi ho fatto una cosa positiva e non so più a quanti, in modo palese o nascosto, l'ho raccontata.
Mentre parlavo sentivo che piano scendeva l'importanza del gesto:
si sminuiva, di fronte alla voracità della falsa personalità,
che si nutre di attenzione.

E' come stormo di uccelli,
che becchettano i frutti,
fino a rovinarli e farli cadere.

E il ramo, alleggerito dal peso,
si rialza superbo e sterile.