Sto leggendo un libro di Fabio Volo.
Si chiama "Un posto nel mondo".
Tra le riflessioni interessanti, ne ho trovata una sull'amore che voglio condividere con te.
L'altra metà della mela
"un giorno Zeus volendo castigare l'uomo senza distruggerlo lo tagliò in due.
Poi, per curare l'antica ferita, inviò Amore, l'amico degli uomini.
Cercando di far uno ciò che era due, Amore tentò di medicare l'umana natura.
conclusione
...essendo una metà troveremo la felicità incontrando l'altra e diventando una cosa sola..."
"certo sono d'accordo. Ma l'altra metà da trovare non è una donna"
"Come non è una donna? Vuoi dire che troverò la felicità in un uomo?"
"...l'altra metà da trovare non è una donna: sei sempre tu. E' l'altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno."
Insomma, la realtà spesso è "sto con te perchè non ho il coraggio di vivere il mio sogno e siccome neanche tu lo fai, siamo in due e mi consolo".
Quante volte viene la tentazione di pensarla così? Tutta la nostra cultura sembra spingere verso il matrimonio come tappa obbligata della vita, come punto da aggiungere nel pallottoliere della vita. Diventa fine e non mezzo....
Quanto è bello invece vivere l'amore come stimolo di crescita. Vedere nell'altro lo specchio di me stesso. Quella parte di me da scoprire, anche dolorosamente, ma che mi dà l'opportunità di vivere ogni giorno più in profondità.
E' allora che la mela d ciascuno torna intera.
Grazie Amore! : )
Buona vita
Federico
venerdì 12 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
Il nobile Vailati
Angela ci guarda con la sua bocca sorridente, tutta fremente di contentezza.
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
Mi stringe la mano come sanno fare i bambini. Come per aggrapparsi.
La bocca senza denti è sempre spalancata, ad assaporare il mondo.
La testa di pochi capelli sembra appoggiata ad un corpo non suo, più piccolo.
Gli occhi azzurri cercano nell'aria la luce di altri occhi.
Angela è una "signorina", classe 1917.
A guardarla sembrerebbe evidente che la vita sia un grande ciclo di morte e rinascita.
"Diventare vecchi è come tornare bambini" diceva mia nonna.
Nasciamo da un grande mistero, da un luogo buio veniamo alla luce.
Ci avviamo verso un grande mistero, verso un luogo buio...nuovamente in cerca della luce.
Angela è una signorina perchè ha rifiutato una proposta di matrimonio.
"Dovevo sposarmi col nobile Vailati, ma ho avuto paura che mi prendesse e mi lasciasse, come faceva qualcuno".
"Che fine ha fatto il nobile Vailati?"
"E' morto solo. Non si è mai sposato".
Val la pena di cedere alla paura?
La vita è fatta di tanti giri di giostra, diceva qualcuno.
Ad ogni giro possiamo liberarci della zavorra che non serve.
La paura, per esempio.
E chi sa che dopo questa vita ci siano altre giostre su cui poter salire...
Buona vita
Federico
domenica 7 settembre 2008
A chi somiglia il maestro del Panda?
Sono appena tornato a casa con Vale...
Cinema: "Kung Fu Panda".
Saggia presa in giro della saggezza orientale.
Una frase ci è rimasta impressa.
"Ieri è passato, domani è un mistero...e l'OGGI è un DONO...per questo si chiama PRESENTE".
Se penso a come vivo le giornate nella mia mente, invece, il passato e il futuro sono costantemente presenti.
Gli errori o i dipiaceri di ieri mi rimangono spesso attaccati ai pensieri di oggi.
Il domani, invece che essere atteso come mistero, lo immagino, mi creo delle attese basandomi su ciò che è stato... aspettandomi che il passato si ripeta o che si avveri qualche profezia. In realtà rimango costantemente deluso.
Se invece riesco ad accettare che passato e futuro non sono reali, perchè non sono presenti, allora il presente diventa l'unica realtà da conoscere e, sotto questa luce, riesco a vederlo come un dono.
"A present" come si dice in inglese.
Buona vita
Federico
P.S.: secondo Vale il maestro del Panda è uguale spiccicato a Papa Ratzinger... : )
Cinema: "Kung Fu Panda".
Saggia presa in giro della saggezza orientale.
Una frase ci è rimasta impressa.
"Ieri è passato, domani è un mistero...e l'OGGI è un DONO...per questo si chiama PRESENTE".
Se penso a come vivo le giornate nella mia mente, invece, il passato e il futuro sono costantemente presenti.
Gli errori o i dipiaceri di ieri mi rimangono spesso attaccati ai pensieri di oggi.
Il domani, invece che essere atteso come mistero, lo immagino, mi creo delle attese basandomi su ciò che è stato... aspettandomi che il passato si ripeta o che si avveri qualche profezia. In realtà rimango costantemente deluso.
Se invece riesco ad accettare che passato e futuro non sono reali, perchè non sono presenti, allora il presente diventa l'unica realtà da conoscere e, sotto questa luce, riesco a vederlo come un dono.
"A present" come si dice in inglese.
Buona vita
Federico
P.S.: secondo Vale il maestro del Panda è uguale spiccicato a Papa Ratzinger... : )
venerdì 5 settembre 2008
Occhio non vede...
Guido verso casa e la mano fuori dal finestrino accarezza il vento, mentre i colori della notte brillano. Il velo dei pensieri si è alzato: per qualche secondo il vero sembra più vero.
Ma dove sono stati i miei occhi per il resto della giornata?
Buona vita
Federico
Ma dove sono stati i miei occhi per il resto della giornata?
Buona vita
Federico
mercoledì 3 settembre 2008
Questione di lavatrici
"Come va con M.?" dico io mentre camminiamo.
Lei mi fa "sono sei mesi che ci siamo separati".
Gli alberi oscillano le loro foglie in silenzio.
Forse stasera pioverà.
F. "Qual è la ragione?"
S. "Questione di lavatrici..."
F. "In che senso?"
S. "Lui era stanco di farle al posto mio"
F. "E adesso?"
S. "Siamo stati anche da uno psicoterapeuta..."
F. "Scusa, ma tu sei una psicoterapeuta..."
S. "E' proprio questo il problema...."
S. continua a camminare, si vede che l'emozione dentro sta premendo, ma non la lascia uscire.
Tipo pentola a pressione. Poi un piccolo fischio e l'emozione a caldo esce, piano piano. La pressione diminuisce. Adesso mi parla con più calma. Mentre ascolto penso "come siamo simili...".
Quando so più cose dell'altro, mi sento in dovere di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Sono rare le volte in cui mi viene in mente di provare su di me il giudizio che porto fuori.
Di essere ciò che predico.
Così la teoria e la pratica sono come due vecchi amici che si frequentano raramente.
Sarebbe utile e bello farli incontrare più spesso.
Buona vita
Federico
Lei mi fa "sono sei mesi che ci siamo separati".
Gli alberi oscillano le loro foglie in silenzio.
Forse stasera pioverà.
F. "Qual è la ragione?"
S. "Questione di lavatrici..."
F. "In che senso?"
S. "Lui era stanco di farle al posto mio"
F. "E adesso?"
S. "Siamo stati anche da uno psicoterapeuta..."
F. "Scusa, ma tu sei una psicoterapeuta..."
S. "E' proprio questo il problema...."
S. continua a camminare, si vede che l'emozione dentro sta premendo, ma non la lascia uscire.
Tipo pentola a pressione. Poi un piccolo fischio e l'emozione a caldo esce, piano piano. La pressione diminuisce. Adesso mi parla con più calma. Mentre ascolto penso "come siamo simili...".
Quando so più cose dell'altro, mi sento in dovere di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Sono rare le volte in cui mi viene in mente di provare su di me il giudizio che porto fuori.
Di essere ciò che predico.
Così la teoria e la pratica sono come due vecchi amici che si frequentano raramente.
Sarebbe utile e bello farli incontrare più spesso.
Buona vita
Federico
martedì 2 settembre 2008
Insabbiamenti
"E stanno tutti aspettando che succeda qualcosa
Che tolga il velo di polvere dalla realtà"
L. Cherubini
In spiaggia, quando il sole scende, sembra che l'aria si profumi di lontananza.
C'è chi se ne va a casa e chi resta a godersi i riflessi argento del mare.
La sabbia intanto si raffredda e custodisce, quasi di nascosto, gli oggetti che il giorno ha dimenticato.
Un power ranger, che Matteo ha lasciato vicino all'ombrellone, è già mezzo insabbiato. Nessuno se ne è accorto e a poco a poco la sabbia lo ha circondato.
Un po' come i sogni che lasciamo lì, al sole delle nostre speranze.
In balia della dimenticanza sabbiosa che tutto nasconde, che tutto copre con il suo velo.
Finchè un alito di vento che arriva dal nord ne scopre un lembo.
E' sempre bene guardarsi in giro prima di abbandonare la spiaggia: qualche sogno può rimanere insabbiato.
Buona vita
Federico
L. Cherubini
In spiaggia, quando il sole scende, sembra che l'aria si profumi di lontananza.
C'è chi se ne va a casa e chi resta a godersi i riflessi argento del mare.
La sabbia intanto si raffredda e custodisce, quasi di nascosto, gli oggetti che il giorno ha dimenticato.
Un power ranger, che Matteo ha lasciato vicino all'ombrellone, è già mezzo insabbiato. Nessuno se ne è accorto e a poco a poco la sabbia lo ha circondato.
Un po' come i sogni che lasciamo lì, al sole delle nostre speranze.
In balia della dimenticanza sabbiosa che tutto nasconde, che tutto copre con il suo velo.
Finchè un alito di vento che arriva dal nord ne scopre un lembo.
E' sempre bene guardarsi in giro prima di abbandonare la spiaggia: qualche sogno può rimanere insabbiato.
Buona vita
Federico
lunedì 1 settembre 2008
Il principe Costante
Stasera ho realizzato un fatto con tutto me stesso e vorrei parlarvene.
Fin da quando sono piccolo, quando sbaglio una voce dentro me dice "non sei capace".
Conseguenza? Stavo da solo per tanto tempo, quasi in un autocastigo, per espiare la "colpa" di non essere capace. In qualche modo questo mi piaceva, perchè comportava il fare nulla.
L'incapacità infatti rimaneva e io non facevo nulla di concreto per migliorare.
Ad ogni pensiero triste di questo tipo, mi sentivo con meno forze di prima, con meno voglia di fare, di migliorare.
Adesso che sono un giovinotto sembra che questa voce sia rimasta in me.
E a volte si fa sentire più forte.
Stasera l'ho sentita chiara e limpida.
"Non riesco a portare avanti il blog. Mi manca la costanza."
Tanto abattimento, poca energia dentro.
E domani la mia voglia di riprendere il blog sarà la metà.
Stasera, dopo tanto tempo, a quella voce ha risposto un'altra.
"Se ho sbagliato, posso rimediare."
Bentornato : )
Buona vita
Federico
Fin da quando sono piccolo, quando sbaglio una voce dentro me dice "non sei capace".
Conseguenza? Stavo da solo per tanto tempo, quasi in un autocastigo, per espiare la "colpa" di non essere capace. In qualche modo questo mi piaceva, perchè comportava il fare nulla.
L'incapacità infatti rimaneva e io non facevo nulla di concreto per migliorare.
Ad ogni pensiero triste di questo tipo, mi sentivo con meno forze di prima, con meno voglia di fare, di migliorare.
Adesso che sono un giovinotto sembra che questa voce sia rimasta in me.
E a volte si fa sentire più forte.
Stasera l'ho sentita chiara e limpida.
"Non riesco a portare avanti il blog. Mi manca la costanza."
Tanto abattimento, poca energia dentro.
E domani la mia voglia di riprendere il blog sarà la metà.
Stasera, dopo tanto tempo, a quella voce ha risposto un'altra.
"Se ho sbagliato, posso rimediare."
Bentornato : )
Buona vita
Federico
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